Lino Banfi intervista sulla Roma: può aprire un ciclo vincente

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Lino Banfi
Foto di Stefano Fornaro

Una settimana fa alla manifestazione Milano Calcio City abbiamo avuto l’occasione di incontrare il celebre e indimenticabile comico pugliese Lino Banfi. Ecco cosa ci ha detto della sua Roma

Lino Banfi: il primo tifoso della Roma

Lino Banfi non ha bisogno di presentazioni. Famoso dagli anni Settanta in tutti Italia per i suoi irripetibili film comici.  Con il cuore tifa la sua terra nativa (Andria è in provincia di Bari), quindi sostiene il Bari, ma per l’affetto ricevuto e per il successo a cui è giunto, Lino nazionale, tifa la Roma. È un gesto di ringraziamento, che ormai va avanti da più di ventanni. Infatti non può più andare all’Olimpico a seguire la sua bella, perché “non riuscirei nemmeno più a seguire la partita, da tante richieste di selfie e foto scatti che ho da parte di tutto lo stadio”. E così,alla sua veneranda età preferisce starsene in casa, posato a seguire la sua squadra del cuore adottiva.

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Passan gli anni, ma l’umorismo non gli manca mai! E se non ci sono più davanti a lui le famose scenette trash della sua commedia, poco cambia. Così dopo il derby, scherzando con Fabio Capello, ha detto: “sì, ormai,la mia Roma non gioca più a calcio, si mette a fare le cose di punta e di tacco”. Era il giorno del derby vinto 3-1 e Pellegrini aveva siglato la prima rete ancora una volta di tacco, dopo i due exploit precedenti di Pastore all’Olimpico.

Milano Calcio City: e quel premio a Oronzo Canà

Ospitato e acclamato a gran voce da tutto il pubblico sportivo italiano Lino Banfi s’è presentato sabato scorso alla manifestazione ludico-sportiva di Milano Calcio City. Organizzata dalla Triennale di Milano e dal direttore artistico Alessandro Ricci Riccini.

Una mega occasione, la prima e si spera non l’ultima, per attrarre un pubblico vasto di ogni sesso ed età verso lo sport più popolare del calcio. Non semplicemente una serie di tornei giocati, ma uno show calcistico, fatto di aneddoti, interviste, monologhi e curiosità. L’attenzione a un calcio raccontato, parlato, rivisitato dalle più note celebrità del mondo giornalistico-sportivo italiano: Moratti, Rivera, Albertini, Ventura, Mentana, Teocoli, Beccalossi eccc. Ognuno pronto a divertirsi, cercando anche di insegnare e trasmettere quella passione calcistica che è nelle corde di chi il calcio l’ha vissuto e provato sulla propria pelle.

Lino Banfi è intervenuto come premiato per il suo ormai famosissimo ruolo di “allenatore nel pallone” direttamente da uno tecnici più severi e rappresentativi del calcio italiano: Fabio Capello.

Per i ragazzini, per i trentenni, i quarantenni, i cinquantenni e forse anche i sessantenni è stata la grande occasione di poter ascoltare dal vivo considerazioni, battute spiritose e irresistibili e curiosità d’ogni tipo sulla nascita e sul successo del cult anni Ottanta “L’allenatore nel pallone”. Con la sua naturale spontaneità, con la sua simpatica pronuncia pugliese, con la sua competenza calcistica Lino Banfi ha intrattenuto la platea fra battute e ricordi.

Lino Banfi: apprezzo molto l’idea di fondo di Milano Calcio City

Contentissimo di aver partecipato all’evento perché “io non voglio sembrare vecchio, ecco, diciamo, contro i social, però mi sta succedendo che ogni cosa che faccio e qualcuno mette una foto o su Instagram o su Facebook diventa subito virale. Una manifestazione come questa mista fra cultura e nazional popolare può funzionare! Son contento di avervi partecipato!“.

La mia Roma: forse può aprire un ciclo come quello di inizio secolo

Sì, dopo il derby abbiamo dato un bel segnale. La Roma sta uscendo dalle timidezze e dalle paure. Sono ragazzi ventenni. Di Francesco è uno puntiglioso e se ha detto che con questa squadra riuscirà a fare, io ci credo!“.

La Roma dopo il derby ha vinto contro il Plzen in Champions League e con discreta fatica anche ieri sera. Difficile poter pensare che tutti i tifosi giallorossi realisticamente credano a un Capello bis, però anche Lino Banfi è un tifoso e come tale sogna. Sognare è sempre possibile.

Alla fine anche Oronzo Canà realizzò il proprio sogno: salvarsi dalla retrocessione. Nel calcio tutto può succedere. La Roma ormai è nota per aver fermato il midiciale e spettacolare Barcellona di Messi. Chissà mai che un ciclo nuovo e vincente possa davvero aprirsi. Anche senza Aristoteles, Speroni e Crisantemi.

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