Tifointervista – Marco Verdoliva: il mio Milan al presente, nel passato e il mio essere tifoso

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Carissimi amici di Tifoblog oggi nel nostro spazio tifointerviste abbiamo con noi il milanologo di Telenova e Sportitalia Marco Verdoliva, rossonero doc

  • Buongiorno Marco il momento del Milan è fatto di alti e bassi. Pochi goal, una discreta difesa, ma non si riesce a ingranare la quarta. E’ un problema tattico o solo di condizione fisica?
  • Il gioco di Gattuso a palla coperta non è forse un po’ limitante per una squadra come i rossoneri abituati in passato a imporre il gioco? Allo stato attuale il Milan gioca molto da contropiedista, è d’accordo con questa visione?

Partiamo col dire che la difesa di Gattuso è stata la base per scrivere i successi della passata stagione: qualificazione Europa League e  finale di coppa Italia raggiunta non sono di poco conto se pensiamo che a metà’ novembre eravamo addirittura quotati per un eventuale retrocessione.Inutile nasconderlo, Gattuso non rappresenta esattamente l’allenatore divertente e maestro di calcio che tanti si aspettano, ma la sua carica agonistica fa in modo che le lacune tecniche di alcuni giocatori vengano compensate grazie al suo livello d’attenzione molto alto. È chiaro, i suoi predecessori hanno insegnato un nuovo modo di vedere il calcio (Sacchi, Capello e Ancelotti) con altri interpreti, con altre disponibilità economiche e con meno concorrenza internazionale. 

In questo momento vedo un Milan imballato visti i gravosi carichi di lavoro che vanno a impattare sulla condizione fisica dell’intera rosa eccezion fatta per il nostro Pipita già’ tirato a lucido.

Oggi il mondo è cambiato: Rino rappresenta uno degli ultimi veri uomini di questo calcio ormai drogato dai troppi interessi economici che gravitano intorno.

  • Cambiare allenatore quando le cose non vanno è la scorciatoia usata da tante società’, ma quanti benefici potrebbe avere?
  • Azzittire qualche tifoso lamentone non ha senso. In tanti parlano di un esonero ma quanti nomi validi ci sono in circolazione?

Conte ha un contenzioso aperto con il Chelsea, chi può credere che rinunci a una montagna di soldi ed accettare una panchina ad oggi scomoda come quella rossonera?

Utopia dei giorni nostri e per qualche mal informato.

  • Lei pensa che il Milan quest’anno possa far bene?

Da milanista e da persona ottimista in generale cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno:

In societa’ sono arrivati Leonardo e Maldini  e a dicembre si aggiungerà un top manager mondiale come  Gazidis. Il bilancio è finalmente sistemato e i “i conti tornano”.

Sono arrivati  Higuain e Caldara che a mio giudizio sono due giocatori fortissimi.

In rosa erano già presenti alcuni giocatori che nonostante la giovane età risultano ormai veterani di un Milan da rifondare per tanti aspetti.

Romagnoli, Donnarumma , Conti , Kessie , Calhanoglu , sono il nostro presente e il nostro futuro.

Tuttavia spero di non vedere mai più mezzi giocatori dai bei capelli, con ingaggi stratosferici, ma con poco interesse per il mio Milan.

  • E’ Ringhio l’uomo giusto per la rinascita?

Come già detto prima ritengo Rino un uomo Milan.

Uno che ha dato l’anima per una maglia e la sta dando per una panchina complicata come quella rossonera.

E’ palese però che Gattuso sia già precario da tempo su una panchina, che richiede a detta di tanti un nome più esperto, un allenatore già vincente e un appheal diverso rispetto a una persona verace e istintiva e senza peli sulla lingua .

Il mio sogno si chiama Guardiola in alternativa il maestro Sarri.

Due veri maestri di calcio capaci di dare una vera e propria identità alla squadra.

  • In Europa, invece, ci sono alcune squadre di livello maggiore. Pensiamo al Chelsea, Arsenal, Siviglia e tante altre. Lei ritiene possibile vincere l’Europa League quest’anno?

In Europa, invece, ci sono alcune squadre di livello maggiore. Pensiamo al Chelsea, Arsenal, Siviglia e tante altre. Lei ritiene possibile vincere l’Europa League quest’anno?

L’Europa League quest’anno prevede squadre più rodate e più compatte di noi. Inutile girarci intorno e fare farsi proclami.

Firmerei invece fin da subito per raggiungere il traguardo del quarto posto e finalmente tornare nella manifestazione che ci ha visto protagonisti per ben 7 volte. La Champions League!

  • Dal mercato si poteva far di più o va bene così?

E’ stato un mercato gestito in maniera molto veloce: improvviso cambio di società e di dirigenti hanno fatto in modo che le scelte venissero fatte in maniera molto istintiva e senza aver pianificato a tavolino un mercato che purtroppo richiede sempre più sforzi economici anche per giocatori di medio livello.

Per essere soltanto all’inizio di un progetto può andar bene così ,anche se un altro attaccante e un centrocampista di livello assoluto potevano darci una grossa mano.

Vedremo cosa succederà a gennaio, ma sono sicuro che Leonardo stia già valutando il da farsi. Magari in brasile un colpo in stile Kaka’… me lo auguro.

Momento amarcord: il mio Milan nel passato

E ora in questa intervista al mitico milanologo Marco Verdoliva vediamo ci capire da quando scorre il suo sangue rossonero e cosa si porta del Diavolo nel suo sangue, nel suo DNA, nel suo gioire o deprimersi.

  • Da quando è milanista? E perché? O come?
  • Che ricordi ha da bambino o ragazzino della sua passione rossonera?

Diventai milanista fin dal primo giorno della mia vita. Mio padre, “Ginetto”, tifoso rossonero e amante del calcio in generale mi regalò la prima maglia del Milan a fine anni Ottanta: numero 9  bianco perla cucito su una maglia a strisce rossonere strettissime e di due taglie più grande pur di indirizzarmi nel verso giusto. 

Niente Holly e Benji come tutti. Niente macchinine ma solo un super eroe dai capelli bianchi che arrivava dalla lontana Sardegna: Pietro Paolo Virdis !

Il mio esordio a San Siro fu bagnato da un suo gol.

Pietro Paolo dalla curva si alzera’ noi ti amiamo e ti adoriamo segna ancora per gli ultra’.

Ho ancora i brividi!

  • Il giocatore che si porterà per sempre nel cuore?

Ci sono tanti giocatori che hanno scritto la storia del Milan, ma Franco Baresi rimane il mio idolo assoluto.

Franco non è stato un semplice giocatore, Franco è stato e sarà per sempre il Milan!

6 per sempre.

  • Quale partita l’ha emozionata di più? Sia in senso negativo che positivo?

Partiamo con i dolori: l’incubo di ogni tifoso rossonero è perdere una finale di coppa  e purtroppo Instanbul è stata la partita più brutta della mia vita calcistica.

Una rimonta non me la sarei mai aspettata. A distanza di anni mi riecheggiano ancora  in testa i loro cori a fine gara. Gioie?

Davvero tantissime.

Su tutte credo che quel Milan- Barcellona del 1994 rimane la partita che ha segnato un epoca e spazzato via ogni dubbio sulla forza di quel Milan.

Demolire per 4 a 0 un Barcellona strafavorito, con uno dei gol piu’ belli della storia del calcio fa elevare questa impresa come la più grande tutti i tempi.

Il genio Savicevic: che giocatore!

Il mio momento tifoso

E per concludere l’intervista a Verdoliva, esuberante milanologo abbiamo deciso di parlare del tifo organizzato dei mitici anni Ottanta e Novanta e di quello tutto tag e social di oggi

  • Secondo lei il mondo del tifoso è cambiato con i social?
  • Se sì , perché ; se no, perché?

I social hanno cambiato tanti aspetti del calcio.

Prima ci si fiondava al bar, in piazza o all’oratorio per commentare o confrontarsi con gli amici.

Oggi invece, al triplice fischio è quasi abitudine utilizzare i social per uno sfogo personale o condividere gioie e dolori .

Purtroppo i  tifosi da tastiera aumentano, i tifosi da stadio diminuiscono.

Personalmente utilizzo i social con parsimonia, cercando un confronto soltanto con tifosi civili che utilizzano l’intelligenza e non il voler apparire a tutti i costi.

  • C’è nostalgia del tifoso anni 80’ – 90’?

C’è tantissima nostalgia di quel calcio targato anni Ottanta e Novanta

Il nostro campionato era il più ricco e ambito dai tanti giocatori di livello assoluto.

Oggi le pay tv hanno rovinato per tanti aspetti il mondo del calcio.

Personalmente fatico a vedere una partita in tv. Viverla allo stadio è tutt’altra cosa:

cori, tamburi, il profumo dei panini e delle caldarroste  rende l’atmosfera magica.

Oggi, come sapete, sono il tifoso rossonero più caldo di Telenova.

Basta osservare le mie reazioni ai gol della mia squadra per capire come vivo il calcio e quanto amo il Milan.

Il calcio è uno sport e va vissuto come tale, ma quei 90 minuti una volta alla settimana non vedo altro che il rosso e il nero.

Anzi, visto che stiamo parlando del mondo della televisione colgo l’occasione per ringraziare Telenova e Sportitalia per l’opportunita che mi stanno offrendo.

  • E’ mai stato in curva Milan? L’impressione qual è stata?

In curva ci sono stato per diversi anni.

Ho iniziato a frequentarla grazie ai miei zii Gigi e Simone, grandi milanisti che mi hanno trascinato in questo mondo unico.

Che bei tempi la curva … Momenti indimenticabili per chiunque ami la propria squadra in maniera viscerale.

“Tifosi rossoneri tifosi milanisti teniamoci per mano in questi giorni tristi…

e ancora…Leooooni armati stiam marciando siam la fossa dei leon dei leon leon…                                                                                                                  

Questi sono i due cori che aprivano le danze prima di ogni gara.

Un mix di emozioni e carica che si propagavano sulle bocche di tutti i partecipanti al coro.

L’odore dei fumogeni, il rullare dei tamburi e le coreografie da brivido sono un ricordo prezioso che mi porterò’ sempre nel cuore.

La coregrafia più bella?

Nel 93-94 in occasione della vittoria scudetto una caricatura di ogni giocatore rimane a mio avviso la più bella di tutti i tempi insieme ad una più recente raffigurante Silvio Berlusconi.

Ora sono un semplice tifoso da primo anello, capace di sostenere sempre la squadra con la voglia di un bambino, ma con un occhio sempre vigile sui miei piccoli, figli che spesso mi seguono allo stadio.

  • La cosa più pazza che ha mai fatto da tifoso e se ricorda per quale partita o giocatore?

Pazzia per la mia squadra?

Beh mi viene facile rispondere, a 16 anni mi sono tatuato un diavolo . Mia madre non fu esattamente felice, ma con il tempo ci ha fatto l’abitudine alla mia pazzia . Sempre e comunque fiero del diavolo rossonero.

Qualcuno mi prenderà per pazzo, ma soltanto chi condivide come me una passione smisurata per la propria squadra può capire.

Al di là di ogni colore, il tifoso va rispettato. Ormai siamo rimasti in pochi!

 

Vi ringrazio per lo spazio concesso e spero di risentirci presto.

 

 

                                                                                                                                                                          Marco Verdoliva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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