Il Tramonto del Maracanà – Storia triste del Tempio del Calcio

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Chi avrebbe potuto mai immaginare una fine così triste e indecorosa per quello che è stato il “Tempio del Calcio” ? Eppure il mitico stadio Maracanà di Rio de Janeiro aveva da poco ospitato i Giochi Olimpici 2016.

Usa dire che le Olimpiadi siano occasione imperdibile per il successo e la riqualificazione del paese che le ospita, e non solo dal punto di vista sportivo. Infinite le polemiche e le riflessioni che il recente rifiuto del Sindaco di Roma ad ospitarle nella capitale italiana ha suscitato nel nostro paese. Ma è evidente che non sempre questi grandi eventi portano il lustro e il benessere sperato. Almeno non al paese e alla gente comune.

Emblematico il triste caso del Maracanà, abbandonato a se stesso, senza acqua né luce, con il prato ingiallito, aggredito dalle erbacce, perfetta dimora per cani e gatti randagi, oltre che, ahimè, riparo per senzatetto.
Eppure era il 28 dicembre scorso quando, lucidato alla meno peggio, aveva ospitato l’ultima amichevole delle stelle, organizzata dal grande Zico. Dopodiché, spenti per l’ultima volta i riflettori, nessuno ha più voluto saperne nulla. La società Maracanà S.A. che lo gestiva, in scadenza di contratto a fine anno, si è fatta da parte, interrompendo ogni fornitura di luce e acqua e restituendo lo scomodo e ingombrante monumento alla città di Rio. Ma Rio de Janeiro non ha mezzi per gestirlo, oltre che priorità ben più pressanti della gestione dello stadio per eccellenza.
Due società in corsa per acquisirne la gestione, una francese e una anglo-olandese, non giungono all’accordo, con il Flamengo schierato dalla parte della seconda che ostacola le trattative. Intanto il tempo passa, l’erba cresce e le infiltrazioni dalla copertura si allargano.

Questa spiacevole situazione, messa in luce dalla tv brasiliana O Globo nei giorni scorsi, non può non suscitare un grande dispiacere per uno stadio mitico che, costruito nel 1950 in occasione dei Mondiali di Calcio, vide le gesta del grande Pelè e ospitò le prestigiose squadre del Flamengo e della Fluminense. Con i suoi 200mila posti, prima del ridimensionamento avvenuto per rispettare le norme di sicurezza durante i mondiali del 2014, è stato lo stadio più grande del mondo come capienza, ma tuttora permane l’impianto con la più grande superficie occupata.

E’ uno scempio e ci sembra uno spreco che va al di là della logica comprensione per un impianto mitico, conosciuto in tutto il mondo, che anche solo a livello di attrazione turistica potrebbe continuare ad essere una fonte di guadagno.
Il suo decadimento e abbandono trascinerebbe con sé tutte le numerose attività, bar, ristoranti e alberghi, sorte nei suoi dintorni dai recenti mondiali di calcio.

E che ne sarà dei 20mila abbonati che contribuirono al finanziamento nel 1948 e che per cento anni dalla sua inaugurazione possiedono il suo posto riservato in tribuna fino al 2050 ?
Non è certo questo il problema principale della questione ma se permettiamo che quello che è un vero e proprio monumento mondiale decada nell’indifferenza generale, sommerso dalle erbacce, sarebbe un po’, con le dovute proporzioni e permettetemi l’azzardato paragone, se abbandonassimo in balia di se stesso il Colosseo.

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