Tsunami Strootman. Dal goal alla squalifica!

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L’olandese Strootman prima segna al derby e poi il Giudice Sportivo lo squalifica per simulazione!

Che settimana per Kevin Strootman! Prima spacca il derby con un goal di quelli che te li prepari psicologicamente in testa perché lo vedi sradicare con una magia il pallone dallo scarpino dell’incauto Wallace, immedesimatosi all’improvviso, in un Aldair versione biancoceleste (ma il buon Pluto certe leziosità non le avrebbe mai fatte), poi resti col fiato sospeso perché aspetti che la parabola del tiro liftato, compia il suo arco e vada a gonfiare la rete oltre che il petto dei sostenitori giallorossi, raggruppati nel settore distinti sud.

Strootman in questi tre anni, per chi non lo ricordasse, ha vissuto un vero e proprio calvario personale.
Si infortunò al ginocchio il 9 marzo 2014 e saltò 30 partite.
Appena rientrato si infortunò nuovamente, dove subì ben due interventi a distanza di 9 mesi, e solo in questo inizio anno solare ( a febbraio) è potuto rientrare a pieno ritmo.

I tifosi lo amano da quando arrivò a Fiumicino e gli sono stati sempre vicino con affetto durante questi interminabili mesi di stop. Ed un goal gelido come quello di domenica, è stato il suo personale “grazie” verso la tifoseria. La corsa sfrenata verso la sud e i distinti. La sua maschera “ingrugnita” è sempre un suo personale biglietto da visita. Consiglio di non avere mai discussioni con uno così!

Però dopo il goal mentre tornava a centrocampo ha offerto, insieme a Cataldi, uno spettacolino “made in derby”. Lui che lo bagna schizzandolo con la bottiglietta d’acqua e il laziale che reagisce coattamente tirandolo per il colletto da dietro. Kevin mentre stava bevendo si è sentito tirare la maglia e strozzarsi il collo e per difendersi si getta in modo naturale per terra. Comunque l’arbitro Banti vede e ammonisce il giocatore.

I media ci hanno ricamato su per ore e ore. Nelle tv non si è parlato d’altro che dello scandalo dello tsunami Strootman e dell’ errore dell’arbitro, che ha solo ammonito Kevin e invece ha espulso Cataldi.
I saccenti opinionisti televisivi avevano intanto sentenziato che, o ammoniva o doveva espellere entrambi. A tutti i modi, ammonendo il nostro centrocampista, Banti, ha ammesso di aver visto la scena e di aver preso una decisione.

MA SOLO IL GIORNO DOPO si è saputo che il Giudice Sportivo, che spesso e volentieri chiude non uno, ma entrambi gli occhi, quando si tratta di giudicare altri casi, diventa oculato nel sentenziare quando è coinvolto un giocatore della Roma.

Allora in quel caso si applica un regolamento a livello scientifico, inventando delle motivazioni che non esistono e irritano ancora di più una tifoseria ormai presa di punta dal sistema di giustizia sportiva.
Risultato: Kevin Strootman squalificato per due giornate. Motivo “simulazione”.
La prova televisiva si dovrebbe applicare, quando si presume che l’arbitro non abbia visto niente.

Ed in questo caso, se Banti ha ammonito Strootman è evidente che in campo aveva visto tutto (e quindi non sarebbe servita la prova televisiva)

Non è la prima volta che la Roma fa giurisprudenza subendo delle penalizzazioni che non stanno ne in cielo e ne in terra.
Il bello è che invece le frasi razziste di Lulic passeranno inosservate.
Ma questo è il nostro calcio. Comandato e governato da gente come Tavecchio che si distinse elegantemente per le parole razziste con l’esempio fantasioso  di Obdì Pobbà che dopo aver raccolto le banane in Africa, viene a giocare in Italia.
In fondo, se non hanno sanzionato il presidente FIGC perché mai dovrebbero sanzionare un calciatore?

LA ROMA comunque, ha presentato il ricorso e venerdì 9, dovrebbe esserci un responso . E mi auguro positivo. O tolgono la squalifica o gli levano una giornata.

strootman
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