Tutti pazzi per Eder. Ma non era un brocco?

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Si dice che sparlare frequentemente alle spalle di qualcuno, produca in quel qualcuno un fischio d’avvertimento all’orecchio. Valesse questo principio per davvero, ad Eder nei giorni scorsi sarebbe dovuto saltare l’intero apparato uditivo. Sì, perché dell’oriundo attaccante di Inter e Nazionale non voleva sentir parlare più nessuno. Anzi, al momento della sua convocazione, in molti si resero promotori di eclatanti strali di protesta, al limite dell’indignazione. Tutta colpa di una stagione finita oggettivamente in passivo con la maglia nerazzurra e di una forma complessiva, dunque, non ritenuta all’altezza di questo Europeo.

Non solo. Fino a pochi giorni prima dell’esordio col Belgio, Eder pareva distanziato persino nelle stesse gerarchie di Conte, ovvero colui che – forse unico – ha creduto sul serio negli ultimi mesi in lui. La mossa, a sorpresa, è decollata solo nelle tappe immediatamente precedenti alla sfida contro Hazard, in cui l’ex tecnico della Juve ha rivisitato quelle che parevano ormai proiezioni inevitabili, messo in panchina Zaza, e rivitalizzato Eder, in coppia con Pellè come per la maggior parte delle gare delle qualificazioni al torneo.

Ha risposto presente, il brasiliano. Non una gara da rubar l’occhio, ma l’italiano d’adozione (nel bel paese dal 2005 su intuizione dell’Empoli) ha destato buone impressioni, correndo con generosità per tutto il match e supportando con estremo onore le sorprendenti sorti offensive registrate a Lione dagli azzurri.

L’impressione, a maggior ragione ora, è che Eder non uscirà più dall’undici di Conte. Giusto così, in fondo, per rispettare il clima di continuità e un po’ anche la fortuna che, all’improvviso, è sembrata premiare anche le parabole più disperate.

Se già della controprova chiamata Svezia comunque non v’è certezza, ancor più prematura appare la demarcazione del futuro. Certo è che, Eder, prima della gara col Belgio era già entrato in qualche discorso in uscita dell’Inter e ora invece potrebbe veder lievitare decisamente all’insù le proprie quotazioni. Un tesoro da rivalutare, inaspettatamente. Una buona notizia per la Nazionale e, assieme, un messaggio a Mancini. Vai a vedere che questo Eder, in fondo, può far comodo anche a lui.

 

Foto tratta da primocanale.it

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