Udinese – Affidiamoci alle ufficialità

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Dalle voci di mercato, a quella di una possibile cessione societaria alla multinazionale Red Bull, analizziamo quella che odiernamente è la realtà dei fatti in casa Udinese.

L’Udinese si sa, con la famiglia Pozzo, ha sempre lavorato sottotraccia in chiave mercato. Le notizie che non ti aspetti vengono fuori all’improvviso, spiazzando un pò tutti. E’ brava a depistare tutti, e chiudere affari in un breve lasso di tempo che non permette ad altre società contromosse adeguate.

Prendiamo ad esempio l’arrivo in panchina di Beppe Iachini, che non era neanche in un’immaginaria lista di papabili che comprendeva i nomi di Gasperini, Maran, Pioli o la riconferma dello stesso Luigi De Canio. Ebbene, in poche ore ha chiuso con l’allenatore marchigiano, lasciando di sasso tifosi e addetti ai lavori.

Stessa cosa dicasi per il nuovo Direttore Sportivo, che in un testa a testa tra Osti e Pradè, ha visto spuntarla Bonato, ex Sassuolo, che non era nemmeno stato preso in considerazione da altri media sia a livello locale, che nazionale.

L’Udinese, ha tra l’altro chiuso il primo acquisto già prima della fine del campionato, portando in Friuli, l’attaccante tunisino Hamdi Harbaoui, classe ’85, che andrà a colmare il buco lasciato dall’addio di Antonio Di Natale.

E in caso di cessioni? L’Udinese in questo caso, ama molto invece farsi vetrina, perchè si sa, più se ne parla, più il prezzo sale o altre squadre sono costrette a scatenare un’asta. E mentre la società friulana (in questo caso sottotraccia) ha ceduto il cileno Manuel Iturra alla squadra messicana del Nexaca, altre squadre fanno la coda per i talenti friulani, seppur non abbiano brillato in questo campionato.

Ma l’affare che, nella barra che vede agli estremi le voci Voci (scusate il gioco di parole) e verità, viaggia letteralmente verso la voce verità, è quello relativo al polacco Zielinski, letteralmente ad un passo dal Napoli, del quale si attende un si in settimana. Le condizioni dell’affare variano di giorno in giorno, e solo le stanze dei bottoni sanno quale sia la verità, ma che la chiusura sia vicina è ormai un dato di fatto.

E’ la Red Bull? Al momento nient’altro è che una voce, se sia fondata o meno, lo dirà solamente il tempo. Sta di fatto che la tifoseria si è già mobilitata, ribadendo il suo totale dissenso all’avvento della lattina energetica in quel di Udine. E se da un lato potrebbero entrare soldi (tanti), dall’altro la visione di una storia di 120 anni, distrutta da una multinazionale, che così come ha fatto in altre società, ne ha cambiato logo e colori sociali, fa imbestialire la platea friulana.

 

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