Umiliati, derisi, ci avete distrutto l’anima – Tema Udinese

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Umiliati come non accadeva da tanti anni. L’Udinese viene battuta e derisa in casa propria dalla Juventus con un sonoro 2-6.

Si poteva toccare il fondo in tanti modi, ma umiliati così in casa propria era proprio difficile da prevedere. Perdere contro la detentrice del titolo ci può stare, ma non nella maniera in cui è maturata.

L’Udinese viene da un periodo negativo, la panchina di Delneri è a rischio e la partita contro la Juventus assume la forma di un fondamentale crocevia. Il ritiro è stata la scelta dopo la debacle di Firenze ed inizialmente sembra sortire l’effetto sperato. L’Udinese passa in vantaggio con Perica. Ma è un fuoco di paglia. La squadra comincia a riprendere le sembianze che tutti conosciamo e subisce finchè non gli si vede ribaltato il punteggio. Poi il rosso a Mandzukic e il pareggio di Danilo. Partita in discesa, i campioni d’Italia si possono battere.

Ma la squadra non la pensa così, Delneri non la pensa così. Minuti di indecisioni, decine di minuti. Squadra nel pallone, allenatore nel pallone. Cambi ruolo per ruolo, senza osare, senza mettere un attaccante in più. Senza volerla vincere. Ma da qui a prendere altri 4 palloni ne passa. 3 palloni da un mediano, Khedira, che ha il vizio del gol, ma non delle triplette. Umiliati, in casa propria. La curva che non ne può più, i tifosi tutti che non ne possono più.

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Manca da parte dei calciatori quell’attaccamento alla maglia che si vedeva in Di Natale, Pinzi, Domizzi e chi nel passato ha onorato, sudato per questa maglia. La vecchia leva che avrebbe preso a calci nel sedere un ragazzo giovane come Jankto all’indomani dell’immagine postata sui social, dove mostra fiero il suo trofeo di guerra come la maglia di Buffon. E intanto, si continua con Delneri.

Lo slogan di inizio campionato era “Daremo l’anima”. Contro la Juventus, voi l’anima ce l’avete distrutta. E anche qualcos’altro.

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