Verdi: il ragazzo ha talento e forse non sapeva quanto

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Verdi: Il ragazzo ha talento e forse non sapeva quanto..

Se ripercorriamo a ritroso la carriera di Simone Verdi, capiamo subito che il ragazzo ha talento ma non riesce a esprimerlo appieno. Succede spesso a quei ragazzi su cui i grandi club mettono le lunghe mani ma non hanno poi il coraggio di buttarli nella mischia.
E’ in orbita Milan già all’eta di undici anni ma coi rossoneri colleziona la miseria di 2 partite in coppa Italia e ogni anno ha la valigia in mano. A fine stagione torna a Milanello e ogni anno e’ come fosse un nuovo esame.

Finisce al Torino, poi alla Juve Stabia, passa un paio di anni a Empoli dove segna i primi gol da professionista, una comparsata all’Eibar (no, non al bar….Eibar!!!!) e la scorsa stagione la finisce in un Carpi tremebondo che cerca punti salvezza cercando di dare una mano.. E poi finalmente il Milan lo libera e probabilmente questa diventa la svolta della carriera. Finiti gli esami, Simone, forse si sente inconsciamente più libero e dopo aver ricevuto alcune offerte decide di vestire i colori rossoblu’.

“Se chiudo gli occhi mi vedo con la maglia del Bologna addosso”. Questo è ciò che ha rivelato il D.s. Bigon quando i felsinei gli chiesero di far parte del giovane progetto rossoblu.
È così Simone plano’ nel mondo Bologna.

Confesso che le prime volte che lo vidi giocare lo battezzai come il classico giocatore di talento, tanto fumo e poco arrosto. Uno che si specchia nel suo esser bravo, uno che sa fare un po tutto ma non è specializzato in niente, il primo che perderà il posto da titolare.
Infatti faccio il tassista e non l’allenatore e non il D.s. e se sto zitto faccio più bella figura.
Alla partita numero 3 Simone calcia una punizione dal limite e con l’aiuto del cagliaritano Storari segna il suo primo gol rossoblu.
Simone, di lì in avanti si trasforma. Sostanza, personalità, dribbling, corsa e una sassata in porta formidabile. Destro o sinistro e’ assolutamente uguale. Un calcio naturale di rara potenza. Ne sanno qualcosa Reina e Viviano, fulminati da 2 prodezze balistiche da ammirare e riammirare. Assist, visione di gioco, giocate sontuose; all’improvviso scopriamo di avere un campione in casa e nemmeno lo potevamo immaginare.
Intervistato, risponde sempre con educazione, moderazione e umiltà. Il suo inizio di stagione non passa certo inosservato, tant’e’ che mister Ventura viene di persona a Casteldebole a vederlo all’opera e si lascia sfuggire un “sarà sicuramente convocato”.
Ma alcune volte le favole, per avere lieti finali, fanno attendere. E’ il minuto 10 di Bologna Fiorentina, quando Simone si sgranocchia via un malleolo ed esce in barella. Un bel problema per il Bologna. Un bel problema per chi ama il calcio, perché questo ragazzo fa il calcio qualcosa di migliore.
Operato. Out 3 mesi.
Un problema per mister Donadoni, perché Simone, in questa sua progressiva e costante crescita aveva dato granitiche garanzie anche in fase di non possesso, qualità rara per chi possiede quel talento. Di Francesco e’ giovane e bravo ma non ancora pronto, Rizzo e’ partito contratto, Mounier sembra fuori dai giochi.
A chi la pesante eredità di Simone Verdi?

Simone e’uno di quei giocatori che in poche partite ha conquistato tutti in tutti i sensi: bravo ragazzo, ottimo calciatore, giusta ambizione, umiltà e gol da cineteca.
Bologna lo ha già adottato e conta i giorni.
Forza Simone, un abbraccio. Ti aspettiamo con ansia…..

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