Una vita di Passione, una vita da Ultras

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Gli ultimi fatti di cronaca hanno visto  al centro delle vicende l’arresto di uno dei capi ultras della Curva Sud Milano. Notizia riportata da telegiornali e media con la solita superficialità i quali raccontano sempre e solo un lato della medaglia ribadendo il concetto per cui il mondo ultras è associato ad un contesto illecito e irregolare. Questa vicenda vuole offrire lo spunto per dare una visione differente, non comune.

Innanzitutto cosa significa veramente essere ultras?

Nell’ immaginario collettivo  il termine “ultras” è sinonimo di violenza ed illegalità. Questa concezione nasce dalla superficialità con cui i media affrontano questi argomenti. Voglio esprimere questo concetto con un esempio: se un avvocato commette un’ azione illecita egli pagherà per il determinato errore da lui commesso e poco importa il fatto che egli sia un avvocato. Un ultras, quindi, deve rispondere delle proprie azioni non in base a ciò che è ma sulla base delle azioni commesse.

Il termine ultras viene spesso affibbiato a questi fatti spiacevoli di cronaca quando in realtà ha un etimologia ben diversa.

Fare di tutta l’erba un fascio è un errore che viene sempre commesso in questo contesto.

Chi è quindi un ultras?

Fare un identikit preciso è impossibile: come detto in precedenza generalizzare è sbagliato. Ecco quindi che in quel settore di stadio, la curva, troverai ogni tipologia di persona ma tutte accomunate da un unica causa: la passione sfrenata per la propria squadra.

Il termine nasce proprio da questo concetto. “ultra” significa appunto oltre, in questo caso un tifo oltre il comune. Mentre il tifoso occasionale segue le partite sporadicamente e magari va allo stadio quando può, l’ultras, invece è sempre presente. Egli spende soldi, fa sacrifici ed è sempre presente su quegli spalti e non c’è scusa che tenga.

Perché in tribuna ci va chi ha e vuole spendere i soldi per avere un posto numerato privilegiato. Mentre in curva ci si va per scelta.

Non è una questione economica ma ideologica. Cori e striscioni, ma non solo. La curva rappresenta una serie di regole non scritte, sconosciute al di fuori degli stadi che vedono negli ideali di lealtà e fedeltà i punti cardine.

Valori che fuori dallo stadio molti considerano ridicoli, ma che secondo me insegnano a vivere.

Uno stile di vita

Tutto incomincia qua

Curva Sud Milano

Quando il papà ti porta per la prima volta allo stadio: con gli occhi di un bambino entri in quella che ti appare come una vera e propria arena. Vedi i giocatori che prima di allora avevi visto solo nell’album delle figurine e rimani senza fiato.

Ad un tratto dal tuo posto nei distinti lo sguardo ricade sulla curva e ne rimani affascinato. Canti, striscioni, colori e all’improvviso decidi che anche tu vorrai far parte di quello spettacolo.

La curva è uno dei pochi posti dove le differenze sociali ed economiche non esistono: non importa chi sei e da dove vieni ma l’unica cosa che conta è, a prescindere dal risultato, tenere le mani alzate al cielo, i cellulari in tasca, e tirare fuori la voce fino al novantesimo.

L’ ultras è colui che torna a casa esausto e senza voce perché appena sente il fischio d’inizio sente la passione ribollire nelle vene.

A volte quindi, anche nella vita, serve crederci e lottare, serve essere più ultras e meno spettatore.

Questa è la mia definizione di ultras, un punto di vista che viene tralasciato in televisione, e che non giustifica in ogni caso alcuna azione illecita ma che vuole semplicemente fare chiarezza e rappresentare l’altro lato della medaglia.

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