Alla Vuelta è il gran giorno di Matej Mohoric

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Mohoric a Cuenca

VUELTA A ESPANA – La tappa più lunga va allo sloveno Mohoric, che approfitta del disinteresse del gruppo e batte i compagni di fuga

Il giovanissimo sloveno Matej Mohoric, appena 22enne, inizia a raccogliere i frutti del suo immenso talento, che lo hanno visto laurearsi campione del mondo juniores a Firenze nel 2013 e che oggi ha conquistato la sue seconda vittoria da professionista, di gran lunga la più importante. Il talento della UAE Emirates dei Saronni è un corridore destinato a far parlare di sé, combattivo e talentuoso com’è, ma ha avuto bisogno di tempo per imparare a gestire le proprie qualità. Oggi a Cuenca ha compiuto un capolavoro, prima azzeccando la fuga giusta assieme a 13 altri compagni di avventura, poi attaccando sullo strappo posto nel tratto finale di tappa, quando contava la gamba e l’acume tattica. Nulla hanno potuto i ben più esperti Pawel Poljanski (secondo per il secondo giorno consecutivo), JJ Rojas e Thomas de Gendt che hanno potuto solo sprintare per il secondo posto dopo che lo sloveno li ha irrimediabilmente staccati nell’ultimo tratto di salita e conservato il vantaggio nella successiva discesa.

Senza nulla togliere alla bravura di Mohoric, il gruppo, portato ancora una volta a spasso dal Team Sky, ha lasciato fare: gli uomini di classifica contano di darsi battaglia nelle tappe dure con arrivo in salita che arriveranno nella seconda e terza settimana, mentre non ci sono in gruppo né velocisti, né “uomini da classica” alla Sagan o Van Avermaet cui facciano gola questi traguardi. Va da sé che la prima fuga ha spesso ottime chance di andare in porto visto che i pur bravi Christian Knees e Ian Stannard tirano per centinaia di chilometri con la sola intenzione di tenere al sicuro ed al riparo il capitano Chris Froome in maglia rossa.

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Ordine di arrivo 7^ tappa

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8^ Tappa: Hellìn – Xorret de Catì (km 199.5)

Come la maggior parte delle tappe di questa edizione della Vuelta a Espana, anche l’ottava da Hellìn a Xorret de Catì in Costa Blanca è frazione di media montagna, come si definiscono quelle tappe che non prevedono vere e proprie salite, ma un continuo susseguirsi di saliscendi lungo tutto il percorso. Ma questa volta con uno strappo breve, ma molto intenso proprio nel finale: l’Alto de Xorret de Catì (1^ cat.) è un vero e proprio “muro”, con pendenze che arrivano al 20% e tre chilometri conclusivi costantemente sopra al 10%. Non ci sarà arrivo in salita, perché dal gpm al traguardo mancheranno tre chilometri, di cui uno in falsopiano, uno in picchiata e quello conclusivo in pianura. Una tappa nella quale l’arrivo vittorioso di una fuga da lontano è di nuovo l’esito più probabile, ma con i big che certamente si daranno battaglia nel finale a prescindere dal possibile successo parziale.


Foto di Tim De Waele / TDWSports tratta dal sito www.cyclingnews.com

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