Il delfino biancazzurro: Zeman si sarebbe divertito più in Parlamento

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Zeman è stato esonerato
Zeman è stato esonerato

E’ finita la Grande illusione. Dopo poco più di un anno, si chiude, così, la seconda avventura del boemo in panchina. Questa volta, però, non per sua scelta. Zeman, diciamolo francamente, è stato pugnalato alle spalle. Quando a febbraio dello scorso anno accettò di prendere in mano una squadra inguardabile e già condannata alla serie b, le promesse erano altre. Quella di una rosa rinforzata a giugno per tentare subito la scalata in serie A. Al solito, Pinocchio non ha mantenuto le promesse.

 Zeman-Sebastiani: bugie e tradimenti

Alla riunione di domenica mattina la squadra era presente al gran completo, c’erano i direttori e c’era lo staff medico. Mancavano solo il mister ed il suo staff. Abbiamo quindi dedotto che Zeman non avesse più interesse ad allenare il Pescara e abbiamo deciso di interrompere un rapporto nato male e finito peggio: il suo è stato una sorta di “autoesonero”. Queste le parole di Daniele “Pinocchio” Sebastiani, l’uomo dal naso più lungo del mondo. La realtà è un’altra. E sta tutta in un dato. Il Pescara ha il quattordicesimo attacco della serie B: 35 gol fatti in 28 partite. Contando che 14 li ha segnati nelle prime 5 gare, significa che nelle restanti 23 ne ha fatti 21, meno di uno a gara. Perdonate il termine da tipster, ma una squadra di Zeman che finisce 15 volte over 2.5 e 13 under 2.5, non può essere sua. Sta fresco Sebastiani a dire che il boemo si è autoesonerato. In realtà lui lo aveva già cacciato d agosto, consegnandogli una rosa senza capo nè coda. E ha confermato di volerlo cacciare a gennaio, con una campagna acquisti indecente.

Meglio in Parlamento

A vedere Zeman divertito nel video con Di Battista e Fioravanti nel video in cui si lanciava la candidatura dell’ex ranista a Ministro dell’Istruzione, viene da pensate che quest’anno si sarebbe divertito più in Parlamento. Il boemo era tornato a Pescara perchè era convinto di poter ripagare un debito di riconoscenza dopo la fuga da Roma. In realtà, l’attendeva la vendetta di Sebastiani. Il presidente lo ha costretto a giocare un calcio non suo. Lo si vedeva negli occhi del boemo ogni volta che si accomodava in panchina che, per lui, quella squadra, era fonte di dispiaceri. Ora l’agonia è finita. Zeman può respirare aria pulita. Ad Epifani toccherà il compirto di turarsi il naso e portare questi giocatori a fare prestazioni quantomeno degne. Ciao, Maestro! Scusaci per quelloche hai passato!

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