Arthur-Pjanic: uno scambio che conviene a tutti

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Arthur-Pjanic: visite mediche

Il primo clamoroso scambio del mercato estivo 2020 è ormai in dirittura d’arrivo. Pjanic lascerà la Juventus in direzione Barcellona, con Arthur che farà il percorso inverso. Uno scambio che conviene a tutte le parti in causa sotto l’aspetto tecnico ed economico. A  breve terminano le visite mediche fra i due giocatori !

Era nell’aria già da qualche tempo e si attendeva solo il benestare da parte del giocatore brasiliano. Adesso lo scambio tra Arthur Henrique Ramos de Oliveira Melo, per tutti Arthur, e Miralem Pjanić è cosa fatta. Si attendono solo le visite mediche per l’ufficialità, da dare entro il 30 giugno, quindi in tempo per la chiusura dei bilanci delle due squadre. 

I giocatori continueranno la stagione nel loro club attuale e saranno tesserati con le rispettive nuove squadre per la prossima stagione. Vedremo se il comportamento e l’impegno dei due calciatori sarà professionale fino alla fine, e come si comporteranno se, ironia della sorte, si ritroveranno a giocare contro in Champions League.

Chi è Arthur Henrique Ramos? caratteristiche tecniche, carriera e statistiche

Arthur è un giocatore abbastanza diverso da Pjanić. Nato centrale nel centrocampo a due del Grémio, dopo il passaggio al Barcellona ha ricoperto il ruolo di mezzala nel centrocampo a tre, poiché il titolare nel ruolo di perno centrale è Busquets. Considerato da Leo Messi come l’erede naturale di Xavi Hernandez, è un giocatore a cui piace giocare palla a terra, è abile nella circolazione veloce del pallone, nel passaggio filtrante e abbastanza buono nelle conclusioni.
Non disdegna l’inserimento in area, anche se non è una mezzala che attacca spesso lo spazio, ma predilige azioni manovrate e scambi veloci. In fase difensiva ama condurre il pressing alto e attaccare l’avversario in fase di costruzione, mentre la sua bassa statura e poca prestanza fisica non lo rendono molto efficace nei contrasti.
Come caratteristiche può ricoprire bene il ruolo di mezzala di manovra nel centrocampo a tre di Sarri. Il suo arrivo con la contemporanea cessione di Pjanić consentirà a Bentancur di prendere pieno possesso del ruolo di mediano di centrocampo che sembra nel suo destino. Il suo acquisto, insomma, risolve contemporaneamente il dualismo tra Pjanić e Bentancur e regala al centrocampo della Juve il giocatore che mancava per aumentare la velocità e la qualità del possesso palla in fase offensiva.
Arthur nasce in Brasile, a Goiânia, il 12 agosto 1996. Ha 24 anni ancora da compiere ed è sei anni più giovane di Pjanić. Cresce nel Grèmio Under 20 e nel 2015 entra a far parte della formazione B della squadra di Porto Alegre, collezionando 4 convocazioni in prima squadra senza mai scendere in campo.

Arthur Gremio: carriera e statistiche

L’anno successivo colleziona ancora 6 convocazioni in prima squadra e finalmente fa il suo esordio nel Brasilerao contro il Botafogo giocando 36 minuti da centrale del centrocampo a due in sostituzione di Kaio, alla 38esima giornata di campionato. È l’11 dicembre 2016.
Il talento è evidente e l’anno successivo il tecnico Renato Gaùcho gli regala un posto da titolare nel 4-2-3-1 del Grémio. Arthur colleziona 39 presenze in stagione. In campionato, con la squadra che chiude al quarto posto, scende in campo per 27 volte, sempre nell’undici inziale. In Copa Libertadores gioca 12 partite di cui 3 da subentrato e fa parte della squadra che si aggiudica il titolo il 30 novembre 2017 contro il Lanùs. Conclude la stagione con un solo gol realizzato, giocando sempre da centrale di centrocampo tranne per due apparizioni da trequartista e due da vertice basso del centrocampo. Non scende in campo nel dicembre 2017 in occasione del Mondiale per Club in cui il Grémio perde la finale contro il Real Madrid, a causa di un infortunio alla caviglia.
Nell’ottobre del 2017 arriva la convocazione nella Nazionale Brasiliana.
Ancora l’infortunio alla caviglia non gli permette di partecipare alla finale di Recopa Sudamericana che il Grémio vince contro l’Indipendiente. Ritorna in Copa Libertadores e successivamente riprende il suo posto in squadra in campionato. Ma la stagione col Grémio si conclude dopo sole 10 presenze con un goal e un assist: nel luglio 2018 arriva il passaggio al Barcellona per 30 milioni di Euro.

Arthur Barcellona:carriera e statistiche

Con i Blaugrana esordisce nella vittoriosa finale di Supercoppa contro il Siviglia in cui parte nell’undici inziale e gioca per 53 minuti. Nella Liga esordisce negli ultimi 13 minuti della prima giornata della Liga, che il Barça vince 3-0 in casa contro l’Alavés, prendendo il posto di Rakitić e siglando l’assist del secondo gol dei catalani messo a segno da Coutinho.
Arriva anche l’esordio nella Seleçao con l’ultima mezz’ora al posto di Fred nella partita contro gli Stati Uniti e successivamente parte titolare nella seconda sfida giocando 70 minuti contro El Salvador, nel ruolo di mezzala.
Al suo ritorno in Spagna conquista la fiducia di Valverde che lo schiera spesso titolare. Alla sua prima stagione nel Barcellona colleziona 44 presenze e 2 assist giocando 41 volte da mezzala e 3 da mediano. I blaugrana vincono la Liga, in cui Artur partecipa a 27 partite di cui 19 da titolare, ma non gioca mai per 90 minuti.

In Champions League gioca 9 volte di cui 7 nella formazione iniziale, ma non partecipa alla sfida contro il Liverpool che sancisce l’uscita dalla Champions dei catalani, se non negli ultimi 15 minuti della disfatta per 4-0 al ritorno, con il risultato già sul 3-0 per i Reds. In Copa del Rey colleziona 7 presenze di cui 5 da titolare e le uniche 4 partite, insieme alla sfida di Champions finita 1-1 contro il Tottenham, in cui gioca per 90 minuti. Nella finale persa per 1-2 contro il Siviglia viene sostituito alla fine del primo tempo col risultato di 0-2 a favore del Siviglia.

La stagione in corso ha visto Arthur soffrire per la pubalgia che lo ha reso indisponibile per 5 partite di campionato, 1 di Champions League e per la finale di Supercoppa persa contro il Real Madrid. Fino a prima del lockdown la stagione lo visto protagonista con 23 presenze arricchite da 4 gol e 4 assist. In particolare nella Liga ha giocato 18 partite su 27 delle quali 13 da titolare. In Copa del Rey ha collezionato 3 presenze, sempre dalla panchina e in Champions League è entrato in campo 4 volte, di cui 1 da sostituto.

Alla ripartenza della Liga è entrato in campo in tutte le partite, due volte da titolare e due da riserva, ma già sapendo di essere coinvolto nello scambio che lo avrebbe portato alla Juventus e sfiduciato da allenatore e società. In particolare, dall’arrivo sulla panchina del Barcellona di Quique Setién il 13 gennaio, ha raccolto 15 gettoni di presenza, ma solo 6 da titolare, tutte nella Liga e sempre sostituito tranne nell’occasione in cui ha partecipato con una rete al 5-0 del Barça sull’Eibar, segno evidente che non rientra nelle preferenze dell’attuale allenatore.

Arthur in Nazionale

L’estate 2019 vede Arthur protagonista nella vittoria in Copa America del Brasile di Tite. Sempre titolare e sempre in campo tranne che nella prima partita contro la Bolivia, nello schema di gioco con due centrocampisti centrali che lo ha visto protagonista nel Grémio. In tutto, ad oggi, sono 20 le presenze di Arthur nella Seleçao, condite da un assist proprio nella finale di Copa America contro il Perù per il raddoppio dei verdeoro.

La stagione in corso ha visto Arthur soffrire per la pubalgia che lo ha reso indisponibile per 5 partite di campionato, 1 di Champions League e per la finale di Supercoppa persa contro il Real Madrid. Fino a prima del lockdown la stagione lo visto protagonista con 23 presenze arricchite da 4 gol e 4 assist. In particolare nella Liga ha giocato 18 partite su 27 delle quali 13 da titolare. In Copa del Rey ha collezionato 3 presenze, sempre dalla panchina e in Champions League è entrato in campo 4 volte, di cui 1 da sostituto.

Arthur situazione infortuni

Un particolare riguardo deve essere prestato alla situazione infortuni. Il giocatore ha sofferto, come detto, di pubalgia quest’anno. L’infiammazione lo ha tenuto fuori dal campo per 44 giorni, facendogli saltare 7 partite e costringendolo ad un rientro graduale. Durante il suo biennio al Barcellona è stato costretto a saltare in totale 22 partite, di cui 10 per problemi muscolari, tutti nella stagione scorsa.

Perché la Juve scambia Pjanic con Arthur

Un’operazione nata dalla convenienza economica tra i club, ma anche dall’incontro delle ragioni tecniche delle due squadre.

Dal punto di vista economico lo scambio messo in piedi da Juventus e Barcellona è un toccasana per i bilanci di entrambe le società. La valutazione dei due calciatori si assesta, in base alle informazioni trapelate prima dell’ufficialità, sui 70 milioni di Euro più bonus per Arthur e 60 più bonus per Pjanić.

La valutazione non è lontana da quella assegnata dal sito www.transfermarkt.it, che valutava proprio 70 milioni il valore del cartellino del calciatore brasiliano fino al 20 dicembre scorso, cioè prima della pubalgia della crisi dovuta al CoViD-19, mentre il cartellino del centrocampista bianconero era valutato 70 milioni nello stesso periodo. Solitamente il sito riporta valutazioni leggermente inferiori a quelle reali di mercato. La differenza di 10 milioni di valutazione è giustificata dalla diferenza di età e soprattutto di ingaggio tra i due.
Infatti se l’ingaggio di Pjanić che alla Juventus percepisce circa 7.5 milioni netti di ingaggio dovrebbe essere confermato nella sua prossima squadra, l’ingaggio di Arthur passerebbe dai 2,2 milioni netti che attualmente guadagna al Barcellona, a 5,5 milioni netti di media, più bonus, per 5 anni ai bianconeri, con un ingaggio a salire. In sostanza più del doppio. Al lordo questo significa circa 8 milioni di ingaggio all’anno, con un risparmio rispetto all’ingaggio di Pjanić di circa 4 miloni.
Al risparmio sull’ingaggio per la Juventus, corrisponde un maggior costo totale sul bilancio. Se la somma di ingaggio lordo e ammortamento per le prestazioni sportive di Pjanić pesava sul bilancio della Juventus per circa 16 milioni all’anno, con l’acquisto di Arthur questa quota passerà a 22 milioni, con il costo del cartellino di 70 milioni da spalmare nei 5 anni di contratto.
Riguardo all’effetto sul bilancio in corso gli effetti positivi si hanno perché si registra una forte plusvalenza prima del 30 giugno, data di chiusura del bilancio stesso. Per Pjanić, infatti, il cui valore residuo si attesta sui 13 milioni, si registrarebbe una plusvalenza di circa 47 milioni di Euro, che andrebbe a coprire quasi per intero la perdita prevista per l’esercizio in corso, che alla semestrale dicembre si assestava a circa 50 milioni.
Quindi grande plusvalenza sul bilancio attuale che però graverà con maggiori costi nei bilanci successivi. Stesso discorso per il Barcellona.

I catalani hanno problemi di bilancio e necessitano una grossa plusvalenza per evitare di chiudere in rosso il bilancio in corso. Con i 70 milioni della vendita di Arthur, il Barça realizza una plusvalenza ci circa 58 milioni. Per i prossimi bilanci, invece, dovrà pagare 8 milioni netti per 4 anni a Pjanić con costo annuo di ammortamento pari a 15 milioni, ben lontano dai 2,2 netti più 6 di ammortamento per Arthur, acquistando un giocatore di 30 anni.

Forse più esperto e funzionale al progetto di Setién, ma di certo con meno stagioni ad alto livello davanti e con scarse possiblità di rivendita futura, e molto più costoso.
Per questi motivi la stampa spagnola, la tifoseria e gli stessi compagni di squadra del Barcellona, che hanno legato molto con il calciatore, hanno preso molto male la notizia dell’operazione.

Pjanic-Juventus: il saluto dei tifosi

Di Pjanić i tifosi italiani, in special modo quelli della Juventus, hanno poco da scoprire. Centrocampista molto tecnico, nato mezzala e in alcuni casi trequartista e adattato da Massimiliano Allegri al ruolo di regista del centrocampo bianconero, raccogliendo la pesante eredità lasciata da Andrea Pirlo.

Pjanić ha avuto alterne fortune nella considerazione da parte dei tifosi della Vecchia Signora. Un giocatore evidentemente di grande caratura tecnica, ma al quale è stato spesso imputato scarso impegno e poco coraggio. Prendere il posto di Andrea Pirlo non è facile per nessuno, sapendo che molto difficilmente chi osserva non rimpiangerà il Maestro. Così è stato per Miralem, arrivato con grandi aspettative, che ha mantenuto a fasi alterne.
Con il tempo si è vista una “normalizzazione” del giocatore, capace sempre meno di prestazioni che ne manifestassero la personalità in campo.

Troppi passaggi all’indietro, poche giocate rischiose e decisive. L’impressione che dopo quattro stagioni alla corte di Madama, Pjanić non abbia mai preso realmente in mano le redini del centrocampo bianconero. E con l’arrivo di Ronaldo e la conseguente minore occasione di colpire sui calci di punizione, anche il suo apporto in zona gol è andato calando.
Pjanić rimane comunque un giocatore d’immensa tecnica, capace di giocate in profondità e dotato di un lancio preciso, abile sui calci piazzati e con un ottimo tiro dalla distanza.

L’impressione è, comunque, che il suo tempo alla Juventus sia finito e che cambiare squadra possa dargli nuove motivazioni e stimoli per rendere al meglio delle sue possibilità.

 

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