Atalanta, doccia gelida in Croazia. Ieri non sei stata magica

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Batosta incredibile contro la Dinamo Zagabria all’esordio assoluto in Champions League: l’Atalanta finisce K.O. per 4-0 in un match assolutamente a senso unico.

Al di là del risultato, quella di ieri sera è stata, e rimarrà sempre, una data epocale. 18-09-2019: la Dea debutta in Champions League per la prima volta nella sua storia. Un traguardo raggiunto con uno straordinario percorso triennale, fatto di sacrificio, organizzazione, programmazione, passione, fame. La rabbia di oggi non deve far dimenticare tutto ciò, perché tutto ciò nessuno potrai mai cancellarlo. Ovvio che, una volta arrivati a questo storico appuntamento, ci si auspicava qualcosa di diverso. Perché esordire peggio di così, contro l’avversario –almeno sulla carta– meno ostico del girone, proprio non si poteva.

Dinamo Zagabria: sulla carta la più debole…  Ma solo sulla carta

Non era certo una partita da sottovalutare, per più motivi. In primis, la Dinamo  ha un’esperienza europea importante, ed è costantemente tra le squadre partecipante ai gironi di Champions.  Inoltre, lancia ogni anno talenti croati, a dimostrazione del fatto che è una società che sa lavorare mai. E poi bisogna sottolineare che il campionato croato è iniziato a luglio, perciò è naturale che la condizione fisica non sia in questo momento nemmeno lontanamente paragonabile a quella dell’Atalanta. A tutto ciò, si aggiunge il fatto che la Dea, fin dai primi istanti, è parsa impaurita, forse non ancora pronta per un appuntamento simile, e totalmente in balia dell’avversario. Tutti alibi? Assolutamente no, solo semplici constatazioni oggettive.

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Il match

Per quanto riguarda il match, non c’è molto da raccontare. Gara a senso unico e, come sottolineato dal Gasp, dominata dai padroni di casa in tutto e per tutto, sia dal punto di vista fisico, che quello tecnico, tattico e mentale. La stragrande maggioranza dei contrasti li ha vinti la Dinamo, idem le seconde palle. Soprattutto nel primo tempo, l’Atalanta non è mai praticamente riuscita a superare la metà campo. Errori su errori in uscita, nei passaggi, con una Dinamo assatanata, più determinata, più pulita nel palleggio e che correva di più e meglio. In più –ma questa non è, purtroppo, una novità– tutti gli svarioni della Dea nella fase difensiva. Bisogna in qualche modo intervenire, perché non si possono concedere sempre così tanti gol, e non si può sempre passare in svantaggio specialmente nei primi minuti, in Italia né tantomeno in Europa. Dea deludente anche in fase offensiva: troppa frenesia, solo un’occasione veramente importante con Duvàn Zapata nel secondo tempo, ma chiaramente non può bastare.

Insomma, partitaccia. Un avvio di girone che proprio non ci voleva. Tuttavia, la situazione, dopo una sola partita, non può già definirsi compromessa. Il City ha fatto il suo dovere contro lo Shakthar, vincendo 3-0 in Ucraina, e questa per la Dea è una buona notizia, poiché sul fatto che il Manchester passerà il girone come prima ci sono ben pochi dubbi, ma per il secondo posto è tutto da vedere. Perciò una sconfitta degli ucraini non può che essere una buona notizia per poter sperare ancora in positivo. Certo che, giocando come ieri, non c’è alcuna speranza non solo di arrivare secondi, ma nemmeno di arrivare terzi.

Bisogna ripartire subito, e dimenticare la serata di ieri. Una doccia fredda che potrà esserci utile per ritornare coi piedi per terra (dopo la comprensibile euforia della vigilia) e rimettersi in carreggiata. Ora testa al campionato! Forza Atalanta!

 

 

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