Chi è Lautaro Martinez, l’argentino nel destino nerazzurro

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Lautaro Marinez

Lautaro Martinez: un talento argentino sulla scia di Milito?

Dai dubbi alle certezze, come El Toro si è preso l’Inter

Nell’estate del 2018 un giovane centravanti argentino si trasferisce dal Racing Club all’Inter per una cifra che supera i 20 milioni. I tifosi interisti, reduci da 7 anni senza trofei e gioie, accolgono questo colpo, già annunciato a marzo dello stesso anno, con tanti dubbi e scetticismo.

Un’altra mezza promessa sudamericana strapagata? Chi è sto Lautaro? Il nuovo Gabigol? Ecco, questo è il problema che più colpisce i tifosi nerazzurri: un nuovo caso Gabriel Barbosa. In comune hanno tanti goal nei campionati sudamericani, l’età di approdo in Italia e la nomea di grande promessa del calcio. Il primo,però, ha deluso, e tanto, tutti quelli che credevano di rivedere in lui il nuovo Ronaldo; il secondo invece deve ancora arrivare e già ha una pressione addosso più che notevole … se poi aggiungiamo che sceglie come maglia la 10…
I tifosi interisti sono delusi dagli ultimi anni, dagli ultimi acquisti e soprattutto di tutti questi giocatori argentini e brasiliani presentati come fenomeni e poi rivelatesi dei semplici giocatori, come se ne trovano tanti in giro e soprattutto italiani: da Gabigol ad Alvarez passando per Wallace e Ruben Botta. Stop! Gli interisti vogliono giocatori pronti e maturi.
Ciò che, però, incuriosisce chiunque è proprio il soprannome del centravanti argentino: El Toro. Servirebbe qualcuno di grintoso a Spalletti. Uno pronto a dare tutto per la maglia e lottare su ogni pallone.

El Toro: caratteristiche tecniche e tattiche

Lautaro Martinez è certamente una seconda punta, anche se all’occorrenza può fare la classica boa rapida e di profondità. E’ un giocatore che sa dialogare con scambi rapidi con i compagni, tiene poco la palla e corre molto per aprire gli spazi. Ha un buon senso del goal, è ambidestro e ha un buon stacco di testa. Certo non può agire da torre sempre, ma può essere anche assist-man.

Come attaccante moderno è capace di pressare alto sulla linea della difesa avversaria, arretrare fino oltre la metà campo per coprire e poi rilanciarsi in profondità per finalizzare l’azione.

Nonostante non sia altissimo, 1.78, riesce a combattere in area avversaria e a contrastare l’avversario. Questo grazie allo spirito di lotta e sacrificio.

Fra le sue doti migliori la rapidità d’esecuzione sotto porta e il calcio a rasoterra. Oltre al fatto che non si perde in troppi dribbling e cerca sempre di giocare per la squadra.

Lautaro Martinez: gli esordi in carriera

Nel destino di Lautaro Martinez il nerazzurro è più che presente e insistente. Il suo debutto nel campionato argentino lo fa il 31 ottobre 2015 sostituendo proprio El Principe Diego Milito. Basterebbe già questo per far innamorare i tifosi, se poi si aggiunge che ha segnato 22 goal con 6 assist in 48 partite e che la sua città natale, Bahìa Blanca, è la stessa di Rodrigo Palacio (uno che nonostante gli anni terribili, ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo per i colori nerazzurri), il cuore dei tifosi milanesi non può che crollare dinnanzi a questo giocatore.

Lautaro Martinez e Icardi

El Toro, classe 1997, sbarca a Milano e viene accolto dal capitano Mauro Icardi che non vede l’ora di condividere il tempo dentro e fuori dal campo con il suo nuovo compagno. Purtroppo, però, il primo anno di Inter è fatto principalmente di panchine e difficoltà. Tutti si aspettano il duo argentino sempre titolare e invece il neo arrivato si accomoderà spesso e volentieri in panchina con il ruolo di vice Icardi. Pochi minuti giocati e tanti malumori che portano il padre dell’ex Racing a qualche dichiarazione, prontamente rientrata, troppo fuori luogo. Gioca poco, ma riesce comunque ad essere decisivo (vedi goal contro il Napoli e il Parma). Da febbraio in poi, complice il litigio di Icardi con la società, guadagna il posto da titolare, segnando anche in Europa League e consentendo il passaggio ai quarti. El Toro sembra ancora acerbo, nonostante la voglia e la classe che già sono visibili.

Lautaro Martinez in Copa America: goal e numeri

Nell’estate viene convocato anche dal CT dell’Argentina per la Copa America dove mette a segno due reti contro Qatar e Venezuela. Il ragazzo sta crescendo partita dopo partita e anche i top club iniziano ad accorgersi di lui. Oltre all’Atletico Madrid, che perse il duello per averlo con l’Inter a marzo 2018 per un’offerta considerata troppo bassa (circa 12 milioni), sulle tracce dell’attaccante nerazzurro c’è anche il Barcellona che, probabilmente complice il compagno di nazionale Messi, vuole portare in Spagna il talento argentino. Offerta monstre da 100 e passa milioni che viene, per fortuna direi, rispedita IMMEDIATAMENTE al mittente.

Inter: l’arrivo di Conte

Nuova stagione, nuovo allenatore e nuovo ruolo. Via Icardi, Via Spalletti e dentro Lukaku e Conte. Il tecnico leccese stravede per El Toro e confeziona per lui un nuovo ruolo alle spalle del gigante belga per aiutare in fase offensiva e creare pericoli anche da fuori area.

Il 22enne è partito molto forte con il nuovo allenatore e partita dopo partita sta dimostrando sempre più sintonia con l’ex MAN UTD. C’è voglia di riportare l’Inter dove gli compete. Nell’ultima settimana prima della sosta un goal al Barcellona e uno alla Juventus.
El Toro ormai è maturo e vuole caricarsi sulle spalle una squadra che da troppi anni non è più protagonista nel calcio italiano. L’ultimo argentino in grado di farci vincere qualcosa è lo stesso che gli ha consegnato il testimone quel 31 ottobre 2015, quasi quattro anni fa. L’Inter fin dal suo esordio è nel destino di questo ragazzo, un destino a tinte nero e azzurre alle quali ci auguriamo presto si possano aggiungere anche quelle verdi bianche e rosse.

Lautaro Martinez esultanza: perché celebra il goal così?

Chicca finale: perché El Toro esulta così?

Un anno fa l’attaccante argentino ha spiegato che il suo incrociare le braccia dopo una segnatura era legato a una emoji di whatsapp, frale sue preferite: l’omino che incrocia le braccia. Ecco perché, ancora oggi, quando segna fa quel gesto inconsueto.

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