Chi va piano arriva secondo

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Lentezza snervante

Altro che storie. Ieri abbiamo assistito ad una partita molle, moscia e, come ha detto qualcuno, ad una squadra più brutta della più brutta Juve di Allegri. E ce ne vuole, eh?

Fiorentina a 1000

Si comincia con una Fiorentina che, innanzitutto, deve riscattarsi dalle sconfitte precedenti e, inoltre, deve dare al suo popolo la ragione di esistere che risiede nella rivalità unilaterale con noi. Onestamente non l’ho mai capita, loro per noi sono come tutti gli altri, noi per loro siamo IL nemico. Se basta così poco per dare senso alla propria stagione, buon per voi.
Dicevamo, comunque, Fiorentina che parte a spron battuto, dando tutto e con un ragazzino come Ribery che corre e dribbla dimenticandosi di avere 36 anni.

Juve ai giardinetti

E noi? Niente, siamo andati a Firenze a fare una bella gita. La città è meravigliosa e si mangia da dio. Cosa dite? Siamo andati a giocare a calcio? Ah, ok, non me ne ero accorto.
Poi ci si è messa anche la jella che prima si è presa Douglas Costa e poi Pjanic, costringendo Sarri a cambiare forzatamente.
Mentre nel secondo tempo, per paura che non fosse abbastanza, si è infortunato anche Danilo che ha portato al terzo cambio obbligatorio.

Squadra contratta

Il famoso Sarriball non si è visto nemmeno per sbaglio, zero giocate, zero intensità, zero pressing. Forse dovuto anche ad un caldo asfissiante: giocare alle 15 con 32 gradi non è il massimo. Ma vale anche per gli avversari i quali non mi sono sembrati minimamente dei beduini. Infatti hanno corso per loro e per noi.

Protagonista? Nessuno

Chi si è elevato su tutti nel grigiore generale? Proprio nessuno, Ronaldo non pervenuto, Higuain mai servito anzi ha servito ed apparecchiato lui, Bernardeschi, entrato a freddo e che non ha inciso nemmeno per sbaglio. E così per tutti.
Sarà stato contento, quindi, il buon Rocco Commisso, ex Juventino, che ha applaudito e si è entusiasmato per i suoi che, giustamente, hanno meritato i complimenti di tutti.
Noi, invece, siamo rimasti indietro, vuoi per la stanchezza delle nazionali, vuoi, appunto, per il caldo. Ora si spera che mercoledì cambi tutto altrimenti l’Atletico passeggerà sui nostri resti.

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