La Joya: la poesia tutta dedicata a Paulino Dybala

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Una poesia per dybala

Paulo Dybala: ecco una poesia tutta per lui

La punizione pazzesca e impensabile, data l’angolazione di tiro, di mercoledì contro l’Atletico Madrid ha esaltato le qualità di Paulo Dybala. L’argentino della Juventus è in un momento magico. Dopo aver tolto le castagne contro la Lokomotiv Mosca e contro il Milan (anche qui giocata pazzesca fra controllo di palla e movimento di finta), ha poi risolto e chiuso le partite contro Atalanta e appunto i Colchoneros.

Un momento magico come quello descritto non poteva passare inosservato. Non è certo il primo di questo campione che ha già compiuto prodezze formidabili in Champions. Chi ha dimenticato infatti la doppietta con la quale Dybala inchiodò il Barcellona?

Il tuttocampista di Allegri sta tornando con Sarri a giocare nelle posizioni che preferisce. In particolare quella di seconda punta o esterno alto d’attacco per svariare sul fronte offensivo e sfruttare gli spazi.

Su palla da fermo poi Paulo Dybala è quasi perfetto. Come lo è stato mercoledì sera, realizzando una rientranza fantastica con il sinistro e trovando l’angolo alto a spiazzare Oblak. Un colpo mirabile, da campione e impensabile. Un gesto alla Maradona che ha ipnotizzato un tifoso e poeta juventino.

Una poesia per Paulo Dybala: La Joya

La Joya

Posizionata con maestria la palla, parte la bordata:
Accarezza l’aria e sovrasta del portiere la manata,
Ultimo baluardo all’infausto rigonfiare della rete,
Livido presagio di un’esplosione di passioni liete,
Ombre che al difensore paiono tra le più inquiete.

Di destro, oppur di sinistro le tue punizioni paion
Yo-yo ancorati a un sottile bizzarro filo di rayon:
Balistiche invenzioni che ci ricordan altri Maestri
Ascritti tra i più fatali nell’Arte di essere pedestri.
Liberati così d’ogni orpello, gioia irrompe sottile
Anche nell’animo umano, avanti a sì elevato stile!

A cura di Paolo Carazzi

Milano, 28 novembre 2019
(Tutti i diritti riservati all’Autore)

Parafrasi della poesia: la Joya

La poesia è molto concentrata sul singolo goal di Dybal contro l’Atletico di Madrid. Lo si capisce dalla concentrazione sull’episodio singolo e dal momento di giubilo del pubblico dell’Allianz Stadium al realizzarsi della rete. Una prodezza che ha suscitato la poesia del poeta.

E che il momento temporale sia significativo e indimenticabile lo si intuisce dal quel “Posizionata con maestria la palla” che apre all’azione successiva: una bordata. E poi la descrizione delicata, quasi si trattasse di un colpo “alla foglia morta”. Sicché la parabola viene descritta in tutto il suo arco dettagliato. Il poeta riesce a rendere la dinamica della traiettoria come se la vivesse davanti a sè.

Ma il presagio è stranamente “livido“. Non perché qualcuno stia male o stia per morire, ma perché la concentrazione dell’attesa a vedere quel che accadrà pochi secondi dopo procura una contratta e tesa concentrazione sanguigna. L’emozione è talmente viva da suscitare una modifica fisiologica degli spettatori. Ma quel “livido” si contrappone a “liete“. Le emozioni non sono da connettere alla sfera mortuaria, ma edenica, della felicità. E “liete” va a contraddirsi con “inquiete“, perché c’è tutta l’essenza del calcio: chi segna gioisce, chi subisce si dispera. Il portiere è già inquieto perché sa che quella parabola entrerà in rete.

E la seconda parte usa un paragone brillante e particolare. Chi non ricorda lo yo-yo? Quell’oggetto divertente con cui si giocava da piccolini: un filo che con un movimento elastico faceva srotolare su e giù due coppette di materiale vario unite da un asse centrale che può essere in legno, ferro o plastica. Attorno all’asse c’è un cordino che si può muovere su e giù tenendo fermo un capo.

Il tiro di Dybala a rientrare ha lo stesso effetto del filo di rayon (un tessuto più resistente del nylon e versatile) nell’insaccarsi in porta. Anche se quel “bizzarro” è indice di una pazzia mentale, una particolarità che l’argentino ha pensato e realizzato.

E infatti la bizzaria messa in atto è paragonata a un colpo balistico, a un’invenzione degna dei migliori campioni del passato. “Maestri” degni come se fossero degli Dei. Inseriti (“ascritti”) fra i più fatali o predestinati nell’arte di segnare su punizione. E qui i nomi si sprecano. Continua la metafora medioevale con “maestri nell’arte di esser pedestri”, cioè di saper usare i piedi, quindi calciare. L’elogio di Dybala diventa un paragone con i battitori di punizione più insigni: Maradona, Zico, Zidane, Messi ecc…

“Liberati così d’ogni orpello”, chi? I tifosi ovviamente che possono gioire dietro dopo la bellezza (“orpello) esagerata possono gioire per il goal. Anche se è più la gioia a entrare nei cuori dei tifosi bianconeri. E l’applauso arriva davanti a uno stile così “elevato”, così eccels, quasi divino.

Le pubblicazioni di Paolo Carazzi e la sua biografia

Paolo Carazzi scrive da sempre in acrostico. Una poesia in versi che nasce dal nome o cognome o soprannome dell’oggetto della poesia. Ogni verso inizia con ciascuna lettera del nominativo del protagonista prescelto come è evidente dalla poesia soprascritta.

Il poeta è di origine mantovana e risiede dal 1949 a Milano.
Uomo di spirito vivace, ha iniziato fin da ragazzo, quasi per gioco, a scrivere poesie.

Le sue poesia sono in forma composta e utilizzano la rima baciata. La sua è una poesia basata più sulla sensazione del momento che sull’emozione. La sua capacità poetica lo porta a spaziare dall’ironico al serio, dal volgare al religioso. In ogni sua poesia emerge una squisita sensibilità d’animo. La sua originalità è nella creatività e nella morale che riesce ad emergere in ogni sua creazione.

Nel corso degli anni le sue poesie hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti sia nazionali che internazionali.

L’acrostico cos’è?

Come spiega sul suo sito ufficiale il poeta l’Acrostico deriva dal greco akròstichon, parola composta che significa ‘estremo’ ‘verso’ e ha un’origine davvero antica e sembra avesse anche una funzione magica.

Alcuni Salmi della Bibbia sono scritti in acrostico, sono i Salmi alfabetici in cui l’inizio di ogni verso presenta tutte le lettere dell’alfabeto.

Poemi e poesie in acrostico sono presenti in tutte le epoche storiche e letterarie. Con gli acrostici si possono seguire le orme di tanti famosi Poeti: Ennio, Dante Alighieri, Boccaccio, Matteo Maria Boiardo, Teofilo Folengo, Apollinaire ed in tempi più recenti Giuseppe Gioachino Belli.

Le raccolte poetiche di Paolo Carazzi

Nel 2006 – Raccolta di Poesie dal titolo “Rime Sotto l’ombrellone”.

Nel 2007 – Il libro “Rime baciate – Acrostici in libertà” (OTMA Edizioni).

Nel 2013 – Il libro “Orizzonti – Raccolta di Acrostici” (OTMA Edizioni).

Nel 2014 – Raccolta di poesia “A tema-ART SACRA” – integrazione alla Mostra di Pittura del pittore Cesare Rovagnati.

Nel 2019 – Il libro “Diario di Bordo” (autoprodotto).

 

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