Il nuovo ciclo regolamentare, improntato per metà sull’elettrico snatura l’essenza della categoria, registrando malcontento tra i piloti
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ToggleUna scossa… elettrica
Se c’è un effetto che il nuovo regolamento tecnico della F1 ha prodotto, oltre ad un rimescolamento dei valori in campo, è stato lo shock che le nuove monoposto comportano nello stile di guida dei piloti. Sin dai test, è emerso quanto il tema della gestione energetica fosse critico, coi piloti costretti ad alzare il piede ben prima del punto di staccata onde consentire una ricarica della batteria. A sollevare feroci critiche è stato dapprima Max Verstappen: il quattro volte iridato è stata la prima voce che ha bocciato le nuove vetture perché impongono ai piloti di modificare la propria guida. In Australia, l’olandese ha specificato che i sorpassi effettuati nella sua rimonta non sono stati frutto di manovre che esaltano il pilotaggio quanto piuttosto di una differente carica del motore elettrico.
Il problema è scoppiato in qualifica, quando i piloti ad un certo punto del rettilineo sono stati costretti ad alzare il piede dall’acceleratore per non esaurire da subito la carica. Senza dimenticare che il surplus di energia usufruito per effettuare un sorpasso viene vanificato subito dal controsorpasso per via della batteria scarica.
Tante problematiche da affrontare
Le nuove monoposto necessitano di un recupero di energia elettrica non da poco. A tal proposito, anche la conformazione di alcune piste in calendario possono nuocere in questo senso, posto che quando i piloti vanno in frenata il sistema si “ricarica”: da questo punto di vista, il tema della ricarica riaffiora quando la pista non presenta frenate secche (come accaduto in Australia, ad esempio).
Altra tematica che sta facendo discutere è il sistema di partenza: onde scongiurare il rischio di macchine letteralmente “ferme” al via del Gran Premio a causa del turbo non sufficientemente carico, la FIA (dopo le prove di partenza effettuate nei test) ha modificato la relativa procedura aggiungendo 5 secondi di pre-start dopo il giro di ricognizione e, al termine, attivare l’accensione dei semafori.
Insomma, la rivoluzione regolamentare ha portato tanta carne al fuoco ma, fino adesso, non c’è stata l’abbuffata desiderata in termini di spettacolo…