Futsal-calcio a 5 italiano: si riparte dal 17-18 ottobre

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Ufficiale la data della ripartenza del calcio a 5

Il Consiglio Direttivo del 30 giugno ha fissato la data di inizio dei campionati per la stagione sportiva 2020/2021. Ripartono tutti assieme i campionati a metà ottobre.

Ecco il dettaglio della ripartenza dei campionati nazionali di calcio a 5 italiani:

Prima giornata di campionato di calcio a 5

Serie A maschile: sabato 17 ottobre 2020
Serie A2 maschile: sabato 17 ottobre 2020
Serie B maschile: sabato 17 ottobre 2020
Under 19 maschile: domenica 18 ottobre 2020
Serie A femminile: domenica 18 ottobre 2020
Serie A2 femminile: domenica 18 ottobre 2020

Il Futsal: tra crisi economica e speranze per il futuro

Dopo quasi 4 mesi di sofferenza, di paura, di isolamento e soprattutto di morte, causato dal virus Covid-19, l’Italia cerca di uscire dallo stato di emergenza, piano, in sicurezza, ma con la consapevolezza che prima o poi si tornerà alla tanto mancata normalità.

Ormai da quel lontano, ma non troppo, marzo 2019, sono passati 4 mesi, sono ripartite, anche se in punta di piedi, le industrie, le attività, i ristoranti e quasi tutti gli sport. Basket, calcio a 5 e volley sono in attesa del tanto richiesto via libera permettendo il ritorno al guadagno che manca ormai da mesi. Gli imprenditori dei centri sportivi e tutto l’indotto sono messi in ginocchio a tal punto da prendere in considerazione il fallimento e la chiusura definitiva.

La ripresa nel calcio a 11

Sportivamente, il ricco mondo delle  categorie di serie A e di serie B del calcio a 11, anche se tra le polemiche, è già ripartito con protocolli molto rigidi e molto dispendiosi.

Se nel calcio a 11, pian piano, si sta vedendo la luce, negli sport ancora semidilettanti o dilettanti, le tenebre sono ancora molto fitte, prendiamo ad esempio il mondo del calcio a 5 italiano e del futsal.

La ripresa nel futsal

Nonostante la Lega nazionale calcio a 5 e tutte le sue categorie siano sotto il controllo della F.I.G.C, anche la categoria più alta, la serie A, è afferente alla Lega Nazionale Dilettanti. Di conseguenza i contratti e gli introiti destinati a questo sport, sono ancora di livello dilettantistico. I maggiori aiuti economici che permettono alle società l’iscrizione ai campionati e la normale attività, provengono da sponsor privati o comunque da privati che tirano fuori dal proprio portafoglio risorse che coprono spese di iscrizioni, tesseramenti, palazzetti e rimborsi spese ai giocatori e allo staff .

Questo maledetto virus non ha aperto soltanto una crisi sanitaria senza precedenti, ma anche una crisi economica forse superiore alla crisi del 2008.

Quest’ultima porterà un ridimensionamento delle entrate delle aziende che a loro volta non si potranno permettere di sponsorizzare lo sport, ridimensionando, ancora di più le risorse a quegli sport che già non navigavano nell’oro.

Il futsal lombardo

Sono molte le squadre che hanno già dichiarato l’impossibilità di permettersi la stagione nel calcio a 5, ad esempio il Real Rogit che aveva vinto il girone C della A2 nazionale e avrebbe dovuto partecipare alla massima serie nazionale nel campionato 2021-22, ha dovuto alzare bandiera bianca per problemi economici, oppure nella B nazionale, registriamo la retrocessione in C2 per scelta, del Real Cornaredo che, piuttosto di fallire, ha deciso di puntare sui giovani e ripartire dalla categoria regionale.

Oltre ai problemi economici per i mancati introiti dati dagli sponsor, bisogna tener conto anche dello stop ai tornei estivi dei bambini che rappresentano un buon indotto di denari per le società, soprattutto quelle delle categorie più basse. Panini, bibite e iscrizioni a questi tornei, arrivano quasi a coprire la stagione successiva e la mancanza di questi introiti rappresenta un buco difficile da colmare.

Oltre a mancare le risorse,  bisogna tener presente anche le linee guida che verranno introdotte per la pratica del futsal.

Le linee guide nel futsal

Se nel calcio a 11 dilettantistico, molte volte, le strutture sono comunali ma in gestione, oratoriali e all’aperto, nel calcio a 5 è molto più complicato.

La maggior parte delle società si appoggiano a palestre di scuole, palazzetti comunali polivalenti e a strutture private. In queste strutture, sempre se si potrà giocare a porte aperte, non c’è un grande spazio per il pubblico. Inoltre sono molto costose e si denota la difficoltà di una sanificazione continua per via dell’intenso utilizzo. Per quanto riguarda le scuole, bisognerà vedere come sarà la scuola del futuro e chi si prenderà la responsabilità della sanificazione e della manutenzione sanitaria che sarà intavolata.

Un altro aspetto significativo è il periodo di svolgimento del prossimo campionato, infatti, se chi ha campi, palazzetti o strutture in gestione, può gestire le date come vuole, chi gioca nelle palestre delle scuole sa che dovrà chiedere permessi speciali per l’utilizzo degli spazi. Infatti, è possibile che la stagione prossima non parta come al solito da ottobre a aprile – maggio, ma bensì con ritardi che faranno slittare la data della fine dei campionati a giugno, periodo nel quale le scuole sono chiuse e con esse le palestre.

Tutte queste problematiche,  muteranno l’attività sportiva del futuro e se non ci sarà un lavoro attento, preciso e sincronizzato da parte degli organi al governo con gli organi federali, si rischia, di cancellare anni di lavoro e di sforzi fatti dalla Lega e dalle società per far crescere così tanto lo sport del calcio a 5 in Italia proprio nel momento del suo boom definitivo. Sempre sperando che questo schifoso virus venga battuto definitivamente e che venga ricordata soltanto la data della sconfitta con una festa della nuova liberazione! Torneremo più forti di prima.

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