Rivoluzione Inter: nuovo logo e… nuovo nome? La verità

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Nella mattinata di lunedì 18 gennaio, l’indomani della splendida vittoria contro la Juventus, un’importante voce si è sparsa tra i media.

Inter: il restyling prevede il cambio del logo. ‘’Inter Milano’’ nuovo brand

Secondo diverse testate, tra cui ‘’La Gazzetta dello Sport’’, a marzo, in occasione del 113esimo compleanno, l’Inter farà un restyling che porterà ad un cambio di logo. Un logo molto stilizzato, semplice, nello stile di quello della Juventus, nel quale dovrebbero solo 2 lettere: la I di Inter, e la M di Milano. Più o meno come quello in immagine di copertina (non c’è nulla di ufficiale, è un’ipotesi). Inizialmente si parlava anche di un clamoroso cambio di nome, da ‘’FC Internazionale Milano’’ a ‘’Inter Milano’’, ma in realtà non sarà così. ‘’Inter Milano’’ sarà semplicemente il nome del brand: in sostanza, invece che la semplice scritta ‘’Inter’’ vedremo la scritta ‘’Inter Milano’’ sui media, sia tradizionali che social, e sui prodotti commerciali ufficiali, come magliette o gadget di vario tipo. La ragione sociale, invece, rimarrà ‘’FC Internazionale Milano’’.

Da Internazionale a Inter Milan?

Molti tifosi, all’inizio, hanno storto il naso di fronte alla notizia del cambio nome. Del resto, è comprensibile. L’Inter si chiama FC Internazionale Milano dal 1908, quando il 9 marzo venne fondata da un gruppo di aristocratici presso il ristorante ‘’L’Orologio’’ in Piazza Duomo. Ricordiamo le testuali parole pronunciate da Giorgio Muggiani quella sera: “Nascerà qui al ristorante L’Orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché siamo fratelli del mondo”. Solo dal 1928 al 1945 (in pieno periodo fascista), per ragioni politiche, l’Inter dovette necessariamente cambiare nome prima in ‘’Ambrosiana’’ (fino al 1930) e poi in ‘’Ambrosiana Inter’’ (dal 1930 fino al 1945). Erano gli anni del grande Giuseppe Meazza, per capirci. Dal 1945 in poi, l’Inter si è sempre e solo ufficialmente chiamata ‘’Football Club Internazionale Milano’’.

Storia dell’Inter dal secondo dopoguerra agli Ottanta

Dal secondo dopoguerra in poi, l’Inter ha vissuto periodi esaltanti, periodi mediocri e periodi bui. 2 scudetti negli anni ’50, e poi la ‘’Grande Inter’’ del grande Angelo Moratti e del Mago Helenio Herrera (considerato il miglior allenatore della storia nerazzurra insieme a Josè Mourinho) capace di vincere, dal 1962 al 1966, 3 scudetti, 2 Champions League e 2 coppe intercontinentali. Poi dal 1968 al 1984 la presidenza di Fraizzoli, anni in cui l’Inter vinse ‘’solo’’ 2 scudetti e 2 Coppa Italia.

Inter: dagli Anni Novanta ai successi di Moratti

In seguito, la presidenza del grande Ernesto Pellegrini, con lo scudetto di Trapattoni e i tedeschi (Matthaus, Brehme e Rummenigge) nel 1988-1989, la Supercoppa Italiana del 1989 e le 2 Coppe Uefa nel 1990-91 e 1993-94. Fino ad arrivare al 1995: il ritorno dei Moratti con Massimo, figlio di Angelo. 18 anni di presidenza ‘’pazza’’ di Massimo Moratti, in cui si sono alternate vittorie e sconfitte. Tanti grandi giocatori (tra i primi grandi acquisti di Moratti ricordiamo Ronaldo il Fenomeno, Recoba, Zanetti, Baggio, Vieri, passando poi per i vari Ibrahimovic, Figo, Crespo, fino ad arrivare ai protagonisti del Triplete), tanti flop (Vampeta, Gresko, Pancev solo per citarne alcuni, fino ad arrivare a Quaresma, Arnautovic più tutti quelli post Triplete come Nagatomo, Jonathan, Palombo, Schelotto etc). Tanti trofei (quasi tutti vinti tra il 2005 e il 2011, oltre la Coppa Uefa del 1998) ma anche tante delusioni (piazzamenti deludenti a cavallo tra gli anni Novanta e gli anni Duemila, il 6-0 del derby dell’11 maggio 2001, il 5 maggio 2002, e tutti i disastri dal 2011 fino al 2013).

Inter: dalla cessione Moratti a Suning

Poi la deludente era Thohir, la desolante e mediocre Inter di Mazzarri e Mancini, prima dell’era Suning, partita malissimo con De Boer in panchina e i vari flop di mercato quali Joao Mario e Gabigol, ma sempre via via migliorata fino ad arrivare ad acquistare giocatori del calibro di Lukaku, Hakimi ed Eriksen e a lottare tutt’ora per vincere.

Inter: da sempre gli stessi colori, da sempre lo stesso nome

Ecco, tutto ciò sempre indossando gli stessi colori, e sempre mantenendo lo stesso nominativo. Sempre nella massima serie, mai in serie B, con gli stessi colori e con lo stesso nome. Questi devono essere intoccabili. Gli stemmi invece ne abbiamo cambiati a bizzeffe: dopo un po’ vero, ci si affeziona anche a quelli, ma soprattutto nel calcio moderno bisogna saper guardare avanti in funzione del merchandising e del marketing. È lo stesso discorso di San Siro: è come una casa per tutti noi, ma prima o poi, per il bene dell’Inter (e del Milan) dovrà essere ristrutturato o abbattuto e ricostruito. Sarà solo questione di abitudine nel vedere un nuovo logo e la dicitura ‘’Inter Milano’’ sui prodotti ufficiali nerazzurri, in tv e sui social. Nulla più di questo.

Tranquilli: i colori restano, l’F.C. Internazionale Milano resta! Sempre!

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