Inter, un punto per il terzo posto. Icardi all’esame Meazza

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L’Inter pareggia zero a zero con l’Atalanta e ottiene un punto pesante nella corsa Champions. Icardi torna titolare al Meazza

Verso le otto di ieri sera come stavate? Eravate contenti, o dispiaciuti? Io ero combattuta. Combattuta tra la soddisfazione di non aver concesso quasi niente a una delle squadre più in forma del campionato, e il nervoso per non aver approfittato appieno della possibilità di mettere una seria ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League.

Eh sì, perché il Milan aveva perso, con l’Atalanta stavamo giocando noi, la Lazio stava pareggiando con il Sassuolo, e una vittoria ieri avrebbe voluto dire viverci l’ultima parte di stagione, condita dai big match con Roma, Juventus e Napoli con relativa tranquillità. Per di più visto il pareggio del Napoli con il Genoa –  a proposito, avete visto Radu? – vincere poteva addirittura riaprire il discorso secondo posto.

Non eravate anche voi infastiditi per il fatto che dopo il primo tempo nel quale avremmo meritato il vantaggio, abbiamo abbassato il ritmo permettendo all’Atalanta di prendere fiducia e disputare poi una buona gara? Sì, lo so che nel mezzo tra la fine del nostro predominio e l’inizio della partita dell’Atalanta c’è stato l’infortunio di Brozovic, ma questo mi fa ancora più arrabbiare: possibile che ancora non si sia trovata un’alternativa di gioco che non passi dai piedi di Brozovic?

Certo che però nel primo tempo potevamo fare almeno tre gol – Vecino, Icardi e Politano – e nel secondo, quando ci abbiamo messo un po’ a ricarburare e schiacciare l’Atalanta – abbiamo corso un solo grande rischio con Gagliardini che ha perso malamente palla sulla trequarti e ha dato il via all’azione che Gomez, in ritardo di un soffio, non ha spinto in porta. E tutto questo giocando con l’Atalanta, una delle squadre più in forma del campionato, una delle poche con un’identità e un impianto di gioco ben definiti.

Pur avendo nelle orecchie il ronzio di una vocina che mi continua a ripetere “sono due punti persi, sono due punti persi”, ne sento anche un’altra che si intervalla alla prima e mi ricorda che “no, è un buon punto! Era una partita insidiosissima, pensa solo a come è finita all’andata”. In effetti quel 4 a 1 ancora grida vendetta, per la pochezza del gioco espresso e per la facilità con cui i bergamaschi ci avevano surclassato. E poi la vera insidia era vedere come avrebbero reagito lo stadio, Icardi e la squadra a ritrovarsi per la prima volta tutti insieme nello stesso momento, nello stesso posto. E bisogna dire che è andata piuttosto bene: la curva ha provato a fischiare Icardi, le altre parti dello stadio hanno fischiato la curva. Spalletti ha preso anche lui la sua buona dose di fischi, così come Perisic, tanto che se ci fosse stato Fiorello in zona avrebbe potuto testare un fischiometro al posto dell’applausometro per vedere chi ne avesse presi di più. Ma la notizia è che nessuno di quelli in campo ne ha risentito: tutti han fatto la loro partita senza lasciarsi distrarre troppo.

Oddio, forse tutti tutti proprio no… il numero 44, il croato triste, ieri non ha certo disputato la sua migliore partita in nerazzurro. Credo che abbia sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, a un certo punto pure le rimesse laterali! Con l’aggrevante di essere al centro del gioco: punizioni, e calci d’angolo tutti affidati a lui, ma la vena era scarsa. Eppure Spalletti lo ha fatto giocare per tutti i 90 minuti.

Quanto a Icardi credo abbia dato buone indicazioni: per come ha giocato, gol sbagliato a parte, ha cercato spesso il dialogo con i compagni, si è mosso tanto e sembra non voler provocare altri guai. Un buon auspicio in vista del rientro di Lautaro: se Icardi è tranquillo la potenziale patata bollente della gestione dei due potrebbe essere disinnescata.

Ricapitolando: punticino contro una diretta concorrente, 5 punti di vantaggio dal quarto posto, sei dal quinto, per come eravamo messi una settimana fa, possiamo quasi essere soddisfatti.

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