Juve – Atletico: un punto che sa di dominio

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Pareggio amaro

Peccato. Una Juve a tratti dominante in casa dei Colchoneros è stata, per lunghi tratti, davvero un bel vedere. Mancano ancora gli automatismi e la difesa deve registrarsi soprattutto sui calci piazzati ma la strada è quella giusta.

Juventus attenta

L’Atletico è subito partito mettendola sul terreno più congeniale ovvero quello del pressing e dell’aggressività asfissiante.
Noi non siamo stati a guardare ed abbiamo fatto il nostro gioco con attenzione e precisione. Il primo tempo è scivolato via senza particolari sussulti con il possesso a nostro favore; certo, ci sono state un paio di folate da parte del Madrid, di cui una pregevolissima di Joao Felix parata da Szczesny ma nessun vero e serio pericolo per la nostra porta.

La ripresa che cambia tutto

La Juve rientra in campo assieme al piglio lasciato negli spogliatoi durante la prima frazione.
Senza cambi di formazione, i Nostri cominciano a macinare gioco e azioni mettendo più volte i brividi a Oblak. Un Bonucci finalmente monumentale inventa un lancio di esterno sinistro per il Pipita il quale, prima si disfa di Thomas, si accentra, passa a Cuadrado il quale, con una finta da applausi, prima uccella Lodi e poi lascia partire un tiro che si insacca alla destra del portiere avversario. Il vantaggio costruito, cercato e raggiunto.

Juve dominante

Juve chiusa? Nemmeno per sogno. I dettami di Allegri erano questi, segni un goal e metti un lucchetto alla difesa. Oggi mister Sarri, invece, chiede che la partita continui perché va bene vincere ma farlo anche con stile ha un altro sapore.
E da qui che nasce l’azione del secondo goal: un’azione fulminea partita da Cuadrado, perfezionata da CR7, rifinita da Alex Sandro e conclusa da 1000 polmoni Matuidi. Il francese faceva parte della lista partenti ma sembra decisamente rigenerato e pienamente integrato negli schemi Sarriani. Segno, questo, che una possibilità di far cambiare idea al mister è stata data a tutti e chi sta fuori, probabilmente, è perché lo merita.

L’Atletico non ci sta

I cambi dei madrileni sono fondamentali. Fuori Lodi e Thomas, dentro Herrera e Vitolo che risulteranno decisivi. Infatti, cinque minuti dopo lo 0 a 2, arriva il goal di Savic lasciato colpevolmente solo da Danilo che lo segue ma non lo aggredisce. 1 a 2. Ed è qui che i Colchoneros cominciano a costruire il pareggio. La Juve non sta certo a guardare e subire ma loro sono ossessionati dal pari e spinti da un pubblico che è un tutt’uno con la squadra.
Infatti, da un calcio piazzato arriva il pareggio di Herrera. Un vero peccato perché, a tratti, siamo sembrati in grado di dominare la partita e portarla a casa.

Due punti persi?

Direi di no. Pareggiare in casa dell’Atletico Madrid non è cosa da tutti soprattutto in questo modo. Abbiamo accarezzato la vittoria, è vero ed abbiamo preso due goal da calci piazzati, però abbiamo dimostrato che stiamo entrando nella mentalità del nostro allenatore. Quando saremo pienamente dentro, sarà davvero complicato vedere una Juve sconfitta.
Menzione particolare, che per me è una vera novità, per Leonardo Bonucci. Preciso, attento, cattivo, in una parola, monumentale. Un leader che, per una volta, lascia a casa l’ego e mette in campo cervello ed umiltà.
Bravo!

P.s. dell’Atletico amo la foga, l’agonismo ed il carattere indomito. Ma odio quando fanno le scenate e la buttano in rissa. Segno di mancanza di maturità sportiva.

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