Juventus vuol dire gioventù!

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fonte foto: www.juventus.com

Gioventù. È proprio questo il significato della parola latina Juventus. Ed è proprio la parola che scelsero quei giovani studenti del liceo classico D’Azeglio nel 1987 come nome della società di calcio che stavano fondando. Frequentavano la terza e quarta liceo, quei giovani, e nel pieno della loro gioventù si riunivano su quella panchina di Piazza d’Armi “per gioco, per divertimento, per voglia di novità”. E la novità, in quest’ultima stagione, è rappresentata proprio dalla ventata di gioventù portata dai due prodotti del vivaio della Juventus (quello che gli spagnoli chiamano cantera, ma noi siamo italiani): Spinazzola e Kean.

Dopo un primo tempo brutto, persino dominato dal modesto, con tutto il rispetto del caso, Empoli, in casa della capolista, sono stati proprio i due giovani bianconeri a dare la svolta alla partita. La meglio gioventù della Vecchia Signora ha permesso ai bianconeri di superare un Empoli che forse avrebbe meritato almeno il pareggio, ma che è tornato a casa frustrato dalla solidità della Juventus. Due giocatori, Kean e Spinazzola, che continuano a dimostrare sul campo il proprio valore e che alla luce delle loro prestazioni meriterebbero forse più spazio.

Spinazzola, la freccia a sinistra

Tornato alla Juve dopo due grandissime stagioni all’Atalanta, in cui aveva dimostrato tutto il proprio talento, finalmente maturo, era stato colpito dalla sfortuna. Ci aveva sperato l’anno scorso, voleva tornare alla casa madre che lo aveva chiamato e aveva bisogno di lui, ma l’Atalanta è stata inflessibile nel voler rispettare gli accordi e confermare il prestito biennale. Non per ripicca, ma perché sapeva di avere bisogno di lui. E lui, dopo un inizio altalenante, aveva dimostrato di meritare la fiducia della società orobica e di mister Gasperini.

Tornato alla Juve, finalmente, ancora la sfortuna. Un brutto infortunio, il ginocchio che cede, l’operazione, la riabilitazione, l’attesa. Ma Leonardo ha saputo aspettare il proprio momento ed ha saputa approfittare delle proprie occasioni. E proprio nell’occasione più difficile, in una di quelle partite che ai deboli di spirito fanno tremare le gambe, Leonardo ha dimostrato di poter meritare di stare nella Juve e di essere DA JUVE. Ha dimostrato di essere un grande terzino, di avere coraggio, forza, velocità, carattere. E adesso, dopo aver riconquistato anche la Nazionale, Spinazzola, dopo una lunga gavetta, grida al mondo la sua voglia di avere spazio. Alex Sandro è il titolare, è un osso duro, ma in realtà non siamo tanto sicuri che sia superiore a Spinazzola. E lui, sospinto dalla propria gioventù, trasportato dalla propria personalità, convinzione, voglia di emergere, juventinità, italianità, forse è il nostro preferito.

Kean, non può essere un caso

Il CT Mancini ha parlato di lui come di un predestinato. Il tecnico della Juve Allegri ha provato a sgravarlo dalle tante, troppe, pressioni mediatiche che gli si sono scagliate addosso. Ma è evidente che questo ragazzo abbia grandi qualità. Non ha trovato molto spazio in questa stagione Mosè. La sua gioventù induce Allegri ad andarci piano. Ma quando ha trovato spazio ha dimostrato subito il suo talento. Prorompente. Kean, come il compagno Spinazzola, ha dimostrato di meritare il suo spazio. In un crescendo di prestazioni e gol. Dopo Bologna in Coppa Italia, l’Udinese allo Stadium, i due gol in Nazionale, ecco il gol partita contro l’Empoli.

Allora non può essere un caso. Se questo ragazzo ogni volta che mette piede in campo mette la palla alle spalle del portiere. Se ogni volta che tocca palla tutti si aspettano qualcosa di eccezionale, e lui spesso accontenta ai suoi sostenitori. Se il pubblico impazzisce già per lui. Non è un caso. Questo ragazzo ha un grande futuro. Ma non è di certo arrivato. Ha ragione Allegri nel dire che lo hanno fatto sentire Cristiano Ronaldo e Messi, ma non è nessuno dei due. Deve crescere, e molto. Deve crescere in personalità, in carattere, in freddezza, in capacità di gestire le situazioni, in capacità di leggere il gioco. Non basta il talento. Il talento deve essere coltivato. Ma se esiste una cosa certa è che questo ragazzo di talento ne ha da vendere.

Intanto ci godiamo questa Juventus, spinta, finalmente, dalla sua “meglio gioventù”.

La speranza è solo che il  procuratore di Kean, Rajola non gli faccia montare troppo la testa. Che non lo rovini come ha fatto con Balotelli, e che non gli crei tante difficoltà come successo a Donnarumma. Kean deve crescere con i suoi tempi e diventare un campione, e la Juve sa come crescere i suoi campioni, e farli diventare uomini prima che calciatori.

E come per Kean anche Spinazzola non deve credere di essere arrivato. Il futuro è dalla sua parte, ha la possibilità di crescere e diventare un grande campione, seguendo le orme del suo predecessore Zambrotta. Sta a lui continuare nel percorso che sta seguendo e approfittare al meglio dell’occasione che il destino gli ha finalmente regalato.

Fonte immagine: www.juventus.com

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