Niente Milano-Sanremo, ma una poesia la esalta lo stesso !

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Arrivo Milano Sanremo 2017

Milano-Sanremo: niente classica

Oggi sarebbe stata la 111 edizione della classica primaverile di sempre: la Milano-Sanremo. Quest’anno sarebbe stata l’edizione palindroma. Ma come ben sapete l’emergenza Coronavirus ha bloccato tutto il mondo dello sport. E infatti nel nostro speciale dell’anno vi proponiamo tutti gli eventi annullati fino almeno a fine primavera.

La classica avrebbe dovuto esserci oggi. Ma invece non si correrà. E allora abbiamo pensato, con le solite concrete parole del poeta Paolo Carazzi, di esaltare lo stesso una corsa che attrae i più appassionati, ma anche quelli meno amanti del ciclismo. Una corsa unica, caratterizzata da piccoli punti in salita e un finale quasi sempre al cardiopalma, in volata. Una tradizione italiana e non solo come ci ricordano questi versi.

La classica per eccellenza
– Anno 2020 / Edizione n. 111 (palindroma)-

Millenovecentosette, inizia da quel dì per il Ciclismo la lunga Storia,

Interrotta sol quattro volte a causa di buie Guerre e dall’umana boria;

La prima gara che riapre in Europa ogni anno la Stagione del Pedale,

Arrancante tra i faticosi valichi degli Appennini, per mostrar chi vale.

Non possiamo scordare le epiche imprese degli Attori del tuo passato:

Oltre a Girardengo nel Venti, nel Settanta Mercks fu il più acclamato,

 

Senza dimenticare Coppi, Bartali, Nibali uniti dalla stessa sofferenza

Anche quando il pedalare pareva solo pura tecnica e mera esperienza,

Noncuranti della fatica, compagna inseparabile della loro resistenza.

Resta sol a noi riunirsi in coro ad acclamare i nostri amati Campioni

Esaltando e incitando gli Atleti, sì da sprigionare le nostre emozioni:

Mobilitiamoci quindi pronti ad elevare il nuovo vincitore agli Altari,

Orchestriamo pel suo vittorioso arrivo un festeggiamento senza pari!

Paolo Carazzi

Milano-SanRemo, marzo 2020
(Tutti i diritti riservati all’Autore)

Parafrasi di La classica per eccellenza

Il nostro poeta parte dall’inizio della classica: 1907. Anche se da quel che si sa è possibile che l’anno prima ci sia stata una corsa podistica sul tracciato Milano-Acqui e Acqui-Sanremo. Il giornalista Tullio Morgagni (fondatore del Giro di Lombardia) lanciò l’idea di farne una corsa ciclistica. Per cui l’anno 1907 è considerato l’anno della prima Milano-Sanremo. E il secondo verso riprende le date in cui non s’è corsa: 1916, 1944 e ’45. Ora resta da capire se quel “boria” sia riferito alla demenza dell’uomo, che con le sue guerre boriose, ha rovinato pure la “classica”. Il quarto di interruzione prima dell’allarme Covid-19 risale, infatti, all’anno 2013, quando un’intensa nevicata a Ovada ha costretto a riportare i corridori ad Arenzano.

Il terzo verso è collegato all’aspetto internazionale della Milano-Sanremo che apre formalmente la stagione delle grandi gare mondiali: è inserita nell’UCI Pro Tour e dal 2011 l’UCI World Tour.

Il quarto verso che si apre con “arrancante” è rappresentativo della tipologia di corsa. Questa passa anche per l’Appennino ligure-piemontese: Passo del Turchino e Passo del Poggio. Ovviamente soprattutto la celebre salita del Poggio a volte fa la differenza.

La poesia poi prosegue con un taglio storico. Ricorda Girardengo che ne ha vinte sei e il campionissimo belga Merckx che l’ha vinta più di tutti: 7 volte! E poi ancora celebre icone del ciclismo anni Quaranta Cinquanta come Coppi e Bartali e più recentemente l’ultimo italiano a vincerla: Vincenzo Nibali.

Il finale è proiettato verso un’esaltazione di traguardo, che quest’anno non c’è. Infatti come già detto il popolo che deve elevare il nuovo vincitore agli altari (metafora del mondo greco-romano) non potrà esserci. La classica non c’è corsa.

Storia della Milano-Sanremo

La prima edizione è del 1907 e l’idea di trasformarla da corsa podistica a ciclistica è di Tullio Morgagni. Al primo appuntamento a Milano presso l’Osteria della Conca Fallata si presentarono in 33. La prima edizione lunga 281 km la vinse il francese Lucien Petit-Breton.

Negli anni venti a spopolare e stravincere o sfiorare la vittoria della Milano-Sanremo fu Costante Girardengo. Per lui sei vittorie e ben 11 podi. Si passò poi ai duelli di Guerra e Binda.

La Seconda Guerra Mondiale interruppe due edizioni e si riprese negli Anni Cinquanta. Fu Lorenzo Petrucci nel 1953 a vincere la classica. Poi fu sempre dominio fiammingo in volata.

Nel 1960 fu inserite la Salita del Poggio per variare il percorso e nel 1965 quella del Ponte di Merlo, ma presto cancellata.

Nel 1966 si aprì l’era Merckx che vinse sette volte la classica ed entrò nel guinness di primati non solo della cosa italiana, ma delle mondiali. 

Nel 1997 fu Zabel ad aprire l’epoca delle sue quattro vittorie sanremesi.

L’edizione numero 100 ha visto la vittoria del campione Mark Cavendish. Fra le vittorie italiane si ricordano quelle di Cipollini in volata, Bettini con un grande stacco sul Poggio e ancora nel 2005 Petacchi e nel 2006 Pozzato.

Gli italiani sono quelli che detengono il numero di vittorie della classica: 51. Secondi sono i belgi con 21 e terzi i francesi con 14.

Milano-Sanremo: il percorso

Si parte da Milano, città dove è nata l’idea. Da qui si arriva alla vicina Pavia. Quindi ci si immette verso il Piemonte fino a  Ovada. Da questo punto attraverso il Passo del Turchino si scende verso Genova Voltri. A questo punto si passa tutta la riviera ligure: Varazze, Savona, Albenga fino a Imperia e San Lorenzo al Mare. In questo punto del tragitto troviamo la sequenza continuativa di Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta. Fra questi tre piccoli pendii abbiamo le salite della Cipressa e del Poggio (dal 4% all’8% di pendenza).  Si discende poi nella statale Aurelia e si arriva dentro a Sanremo. Gli ultimi 2 km sono quasi un rettilineo unico a parte la curva a 750 metri. Poi il traguardo in via Roma.

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Nella “classicissima” il campione slovacco attacca sul Poggio, ma il polacco resiste e con astuzia lo batte per 20 cm sul traguardo di Via Roma a Sanremo

La Milano-Sanremo, giunta ieri alla edizione numero 108, è l’eterna sfida tra chi attende lo sprint per imporre la propria potenza e coloro che invece provano a far saltare il banco a traguardo lontano con azioni spettacolari. Nelle ultime tre edizioni avevamo assistito ad arrivi a ranghi compatti che avevano premiato velocisti di primissimo piano come Démare (nel 2016), Degenkolb (2015) e Kristoff (2014), mentre l’ultima volta che un gruppetto era riuscito a beffare gli squadroni dei velocisti fu nel 2013 quando sul traguardo di Sanremo si presentarono tre fuoriclasse come Gerrans, Cancellara e Nibali nell’ordine.

Ebbene ieri abbiamo assistito ad un altro epilogo altamente spettacolare, un vero e proprio show interpretato dal campione del mondo Peter Sagan, uno che avrebbe anche potuto attendere la volata vista la punta di velocità di cui è dotato: invece nell’ultimo tratto della salita del Poggio, a 700 metri dallo scollinamento, lo slovacco della Bora Hansgrohe attacca deciso e fa subito il vuoto, ipotecando la sua prima vittoria nella Classica dei Fiori (fu secondo nel 2013). Dietro qualcuno prova ad inseguirlo, Van Avermaet e Colbrelli su tutti, ma gli unici che con fatica riescono a prendergli la ruota prima dell’inizio della picchiata in discesa verso Sanremo sono l’ex campione del mondo Michal Kwiatkowski e Julian Alaphilippe, entrambi corridori molto in forma visto che hanno recentemente vinto le Strade Bianche ed una tappa alla Parigi-Nizza rispettivamente.

E’ comunque sempre il campione del mondo in carica Sagan a condurre le danze, a disegnare le traiettorie nella tortuosa discesa, a mantenersi in testa nei 2.300 metri che dai piedi del Poggio portano all’arrivo in leggera pendenza di Via Roma: Peter è sicuro di sé, ha una forma fisica strepitosa, ha vinto due tappe alla Tirreno-Adriatico e dei tre è sulla carta il più veloce allo sprint. Probabilmente troppo sicuro di sé, tanto che commette un errore fatale: con il gruppo che rapidamente recupera (alla fine giungerà con appena 5″ di ritardo) lui si mantiene sempre in testa e non costringe i due avversari a dargli il cambio ed è il primo a dover lanciare lo sprint. Kwiatkowski lo conosce bene (pressoché coetanei, sono stati avversari in tutte le categorie giovanili) e gli tende un tranello, lasciando quei 3/4 metri di vantaggio che inducono Sagan a partire troppo lungo, quando mancano ancora 250 metri al traguardo: il polacco gli prende la scia e quando lo slovacco si pianta, lo passa di giustezza proprio sulla linea bianca. 12 millesimi di secondo, equivalenti a 20 centimetri è la distanza che separa Kwiatkowski e Sagan dopo 293 chilometri… Alaphilippe è ottimo terzo e nonostante sia corridore veloce, difficilmente avrebbe potuto fare di più contro avversari di questo livello. Il gruppo piomba sull’arrivo pochi secondi dopo, con la platonica volata vinta da Kristoff su Gaviria e Démare. Il migliore degli italiani è Elia Viviani (9°) comunque felice visto che la vittoria è andata ad un compagno del Team Sky.

La stagione delle grandi classiche è incominciata, subito con un grande spettacolo che senza dubbio si ripeterà sulle strade del nord nelle prossime settimane, già a partire da domenica prossima con la Gand-Wevelgem che, inevitabilmente avrà in Peter Sagan il logico favorito…


Foto di Paolo Bettini tratta dal sito www.cyclingnews.com

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Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Tifo Blog. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio (www.cesenamio.it) e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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