Milan Inter il giorno dopo: tra rammarico e amarezza

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Il Derby finisce nel peggiore dei modi con la vittoria dell’Inter che non solo guadagna tre punti ma effettua il sorpasso in classifica.

Il cuore non basta

Un San Siro gremito al completo non basta.

Sugli spalti non c’è storia: andare in svantaggio dopo solo tre minuti è una mazzata che metterebbe a tacere chiunque.

Ma non chi tifa il Milan e lo incita sempre da un unico settore, la curva.

Fin dai primi istanti si capisce che la strada sarà in salita ma l’apporto non manca.

La voce canta e grida fin che può, alzando le mani a tempo del ritmo scandito dai tamburi.

Spettacolare come sempre la coreografia della Sud:

Mandiamoli all’Inferno!

Un vero grido di battaglia che accompagnato dal megafono e dai tamburi crea un clima di pura guerra.

A cui si aggiunge poi lo spettacolo generato dai fumogeni: la Sud è un inferno che ribolle passione, determinazione e grinta.

Valori che si vedono solo gli spalti purtroppo però.

La squadra appare in difficoltà per tutto il primo tempo e quando nel secondo si prova ad invertire rotta è ormai troppo tardi.

Questo Derby mi ha lasciato un particolare mix di sensazioni ed emozioni parecchio contrastanti:

da una parte l’adrenalina, la soddisfazione di avercela messa tutta, l’orgoglio di aver “combattuto” con la squadra a cui però si contrappongono la delusione e l’amarezza dell’ennesimo Derby perso in campionato.

Gattuso: ritornano i fantasmi?

I pareri tecnici in una partita come il Derby passano in secondo piano.

Ma non sono purtroppo però in questo caso trascurabili.

L’ inter in piena crisi si rilancia. Noi al contrario in rampa di lancio ne usciamo ridimensionati.

Molti si sono improvvisati allenatori e nel pieno totale dell’ipocrisia hanno condannato l’operato di Gattuso.

Gli stessi che a Novembre lo misero sulla graticola e gli stessi che fino a due settimane fa lo osannavano.

Squadra troppo difensiva? Mancanza di un gioco? Queste sono le accuse.

La verità è che il mister ha da sempre dichiarato di non essere un innovatore della tattica preferendo il lavoro umano sul gruppo, sulla volontà di creare uno spirito di squadra forte.

Cosa che è mancata completamente.

Anche Piatek ieri per la primissima volta è parso in difficoltà. Ha toccato pochi palloni ma è giustificato.

Suso e Calhanoglu che dovrebbero aiutarlo sono in uno stato di forma pietoso da mesi.

Lenti, prevedibili, non ne fanno una giusta nemmeno per sbaglio. Ad oggi non sono giocatori da Milan.

Quando vedi Kessié e Biglia litigare come due bambini in mondo visione allora vuol dire che qualcosa è andato storto.

Nonostante tutto comunque, come sempre, il mister ci ha messo la faccia e questo gli rende onore.

Perdere un Derby fa male, inutile fare tanti giri di parole.

Rimane la delusione per la sconfitta contro un Inter che sarà sempre la seconda squadra di Milano!

Ma ora più che mai dobbiamo essere compatti verso il nostro obiettivo, la Champions, mettendo da parte questa sconfitta che sicuramente brucia ma ci farà giocare con ancora più grinta le restanti dieci partite.

Ci aspettano dieci finali: uniti e compatti, vietati mollare, sempre Forza Milan!

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