Pescara-Frosinone per il rilancio dei biancazzurri

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pescara calendario e risultati

Un Delfino in difficoltà

In casa Pescara lunedì all’ Adriatico arriverà il dismesso retrocesso Livorno, che ha ormai tirato i remi in barca già da diverso tempo. Una partita che almeno sulla carta dovrebbe portare i tanto sperati tre punti ai biancazzurri, che per altro sarebbero i primi da quando è arrivato il tecnico Sottil. Il tecnico piemontese da quando si è insediato sulla panchina degli Adriatici, non ha fatto altro che dichiarare prima di ogni partita: “ questo è un match fondamentale snodo importante per il nostro campionato” , ma le vittorie non sono mai arrivate, solo tre pareggi accolti con entusiasmo dalla Società come punti guadagnati, fino ad arrivare alla sconfitta di Venerdì sera a Trapani che ha portato la squadra in ritiro per tutta la durata finale del campionato.

La gara in terra siciliana ha definitivamente messo in mostra i limiti di una squadra senza attribuiti e la mancanza di un singolo, che in questi casi si mette il gruppo sulle spalle e la trascina alla volata finale. Uno al dir il vero c’era. Cristian Galano, ma nello scontro salvezza contro il Venezia ha abboccato alle provocazioni di Montalto, rimediando tre giornate di squalifica a quattro dalla fine. Un vero leader che ha già la valigia pronta verso Monza, con il bene placet della Società che vede una buona entrata dopo l’acquisto a costo zero della scorsa estate. Nel Delfino oggi il maggior uomo di spicco in grado di fare la differenza è Zappa un terzino destro di venti anni, che con le sue volate riesce a mettere in difficoltà le difese avversarie aiutato dalla buona vena che sta attraversando il rispolverato Clemenza, per il resto solo il nulla, eccetto le parate di Fiorillo, che ha evitato la goleada al Provinciale.

Adesso società e mister non parlano più di snodo fondamentale, perché il Pescara ha più di una volta sbagliato strada perdendo la retta via e ci si è accorti di non avere neanche il navigatore. Ora si cerca di ricompattare il gruppo, perché lo spirito mostrato nell’ultimo incontro è quello di una squadra già rassegnata, ecco spiegato il motivo del ritiro. Ma quale gruppo. Quello che in un anno ha fatto fuori due allenatori. Quello che gioca insieme da solo quasi un anno, visto il via vai di giocatori che ogni anno avviene in riva all’Adriatico. Nessuno lo ha notato, ma nella Curva Nord dei tifosi di casa è da diverso tempo che non si fanno più cori verso i singoli calciatori, in quanto si sa che il progetto societario prevede che oggi giocano con la casacca biancazzurra e domani potrebbero essere venduti al miglior offerente, meglio non affezionarsi. Gli abruzzesi non sono la Juve Stabia, che giocano insieme da diverso tempo guidati sempre dallo stesso allenatore e che nonostante anch’essi in caduta libera potrebbero ricompattarsi, memori dei fasti passati. Non hanno lo spirito e la grinta del Cosenza guidati da un super Asencio o dello stesso Trapani, che nonostante la salvezza sia ridotta al lumicino e i problemi societari, credono ancora nel miracolo.

Il presidente Sebastiani dal canto suo ora tace. Lui come ha già dichiarato in precedenza non ha nulla da recriminare della sua gestione. La vendita di Machin a gennaio e il mancato arrivo di una punta volta a sostituire l’infortunato cronico Tumminello su tutte, fa parte sempre del progetto. Nel frattempo continua il suo lavoro di giro plusvalenze con squadre più blasonate, dando loro sconosciuti giovani della primavera o i migliori uomini come Zappa, in cambio di soldi utili a salvare il bilancio e tenere le tasche piene e qualche scarto per completare la futura rosa, indipendentemente dalla categoria. L’ambiente ormai stanco, da sempre numeroso e caloroso ora rimane zitto. Anch’essi appaiono rassegnati ad una fine auspicata già da diverso tempo. D’altronde è inutile prendersela con un compassato Maniero, che in campo non c’è la fa più perché è già da un paio d’anni che non è un centravanti da serie B o gli acerbi Bocic e Borrelli che ancora non sono pronti per la serie cadetta, come il terzino sinistro Masciangelo espulso venerdì sera, un giocatore mediocre da lega pro.

Questa è la dura verità in riva all’Adriatico a cui non resta che affidarsi alla sorte, come accade spesso agli uomini di mare.

Cronaca e considerazioni di Pescara Frosinone

Pescara Frosinone è il posticipo di giornata. I padroni di casa si trovano in piena bagarre play out. Sottil in un intervista pre partita ha dichiarato che da questo match dipende mezza salvezza, a significare l’importanza della posta in palio e di quanto sono fondamentali conquistare i tre punti. Anche il Frosinone non vive un buon momento dalla ripresa post Covid è scivolato dal terzo posto in classifica al quinto, rimanendo comunque aggrappato al treno play off. Nesta da la colpa alla struttura fisica dei suoi uomini, che essendo per la maggior parte di grossa corporatura impiegano più tempo ad entrare in forma, una dichiarazione che lascia perplessi un po’ tutti gli addetti ai lavori.

Le formazioni:

Pescara 4-3-3: Fiorillo- Zappa Bettella Scogniamiglio Del Grosso- Balzano Kastanos Memushaj- Clemenza Maniero Pucciarelli Frosinone 3-5-2: Bardi- Brighenti Ariaudo Krajnc- Zampano Rohden Tribuzzi Haas Beghetto- Ciano Dionisi

Cronaca Primo tempo

Il Pescara parte subito forte una percussione di Zappa al terzo minuto serve Clemenza, il suo tiro non troppo angolato trova pronto però il portiere dei laziali. Più tardi sempre sull’asse di destra Clemenza Zappa è l’ex Inter che questa volta impegna Bardi con un destro violento. Al 25^ ancora un sinistro insidioso del folletto di proprietà della Juve ad impegnare severamente l’estremo difensore gialloblù. Il Frosinone è alle corde pervenuto solo per uno stacco aereo di Ariaudo su punizione arrivata da Ciano. Il vantaggio meritato della squadra di casa avviene sul finire della prima frazione di gioco, grazie ad una punizione dal limite del area sinistra di Memushaj, tesa a scendere all’incrocio dei pali, dove nulla può l’ottimo portiere ospite.

Cronaca Secondo Tempo

Nella ripresa il Frosinone appare completamente trasformato fuori Tribuzzi per Novakovich e dentro Paganini al posto di uno spento Brighenti. Si passa al 3-4-3. Al 54^ è proprio l’attaccante serbo lasciato incredibilmente solo da Bettella, a sfruttare una mischia in area di Dionisi per battere a rete. Ciociari più in palla esercitando una maggiore pressione con il loro gioco sviluppatosi orizzontalmente e il nuovo entrato Paganini molto vivace sulla sinistra a mettere palle nel centro area avversaria. Sottil corre subito ai ripari passa alla difesa a tre con Drudi al posto di Balzano e Busellato per un anonimo Kastanos, Memushaj in cabina di regia. Ma non arrivano i frutti sperati, Manierocercato con insistenza da Clemenza appare non troppo lucido impegnato nei ripiegamenti difensivi e Bocic entrato al posto di un assente Pucciarelli non fa molto meglio del ex Chievo. L’arbitro Dionisi fischia la fine delle ostilità dopo 4 minuti di recupero sul giusto risultato finale di 1-1. Un risultato che forse va meglio agli ospiti che puntellano il loro piazzamento verso i play off, per gli abruzzesi invece si fa notte fonda.

Il punto della situazione

Alla luce dei risultati delle altre partite per il Pescara ora comincia ad essere veramente dura. Venezia e Ascoli con le vittorie a domicilio su La Spezia e Cittadella hanno preso parzialmente il largo. Prende respiro anche il Cosenza grazie al 1-2 sul Pordenone. I ragazzi di Occhiuzzi ora ci credono ed hanno un ambiente carico e caloroso che li sostiene, anche affrontarli in eventuali play out sarà un problema, le motivazioni in queste partite contano molto. Cremonese e Perugia non si fanno male, in uno 0-0 che va meglio ai Lombardi ed è proprio su gli umbri che bisogna fare la corsa, apparsa tra le altre la compagine più in difficoltà, con un organico però superiore alla media. La vittoria della Juve Stabia sul Chievo, mette paura ma ha anche il suo rovescio della medaglia. È vero i campani distano una sola distanza, ma la loro vittoria affonda ulteriormente un Trapani sconfitto all’Arena Garibaldi di Pisa ed in forte crisi societaria. È dell’ultima ora la messa in mora della società da parte dei giocatori. Al prossimo turno ci sarà proprio Trapani Pescara. In più hanno mandato al tappeto i veronesi usciti dal gruppo di quelle che rincorrono la serie A e potrebbe essere una cosa positiva in vista dello scontro diretto dell’ultima giornata . In mezzo a questi due match c’è il già retrocesso Livorno, in un calendario che rappresenta l’unico sorriso in casa dannunziana. Sarà forse per questo che nel intervista di fine partita il presidente Sebastiani appare piuttosto rilassato. Vede l’ennesimo pareggio come un punto utile conquistato, contesta in generale le terne arbitrali sopratutto in riferimento al match precedente in laguna e i cali di concentrazione della squadra, che con Sottil ha ritrovato sicuramente più brio, li attribuisce al caldo di luglio e all’impossibilità di allenarsi durante il lockdown. Non ha nulla da recriminare invece sulla gestione del attuale stagione se non per i troppi infortuni subiti. Personalmente su questo ultimo punto qualcosa da dire c’è. In primis gli infortuni ci sono stati perché si è preso giocatori non proprio in perfette condizioni fisiche Tuminiello e Pucciarelli su tutti e questo c’era da aspettarselo. Quando è stato esonerato Zauri, non bisognava puntare ancora su un emergente come Legrottaglie e chiamare fin da subito il tecnico ex Catania. Ed infine l’errore più grande: il mercato di riparazione. Con una squadra già in palese difficoltà, là si va ad indebolire con la cessione di un uomo di qualità come Machin. Di contro vengono presi rigorosamente in prestito un impalpabile Pucciarelli e il buon Clemenza utilizzato soltanto ora dal nuovo mister. Non sono arrivati ne la tanto desiderata punta, reparto affidato al solo stanco Maniero e ne un play maker in grado di sostituire il sempre infortunato per l’ appunto Palmiero. L’ultimo suo pensiero è poi rivolto ai tifosi, dove un calcio senza pubblico può anche chiudere i battenti. Una tifoseria quella Adriatica ormai delusa e sempre più distante da questa società, da cui ci si sente presi in giro. In altri tempi nelle stesse condizioni si sarebbero fatti sentire sia in contestazione che con rumorose forme d’incitamento per una squadra che ha bisogno della sua gente per venirne fuori, ma nella città serpeggia sempre più l’idea di toccare il fondo e magari ritentare la risalita con altre sapienti mani volte a fare il bene della maglia biancazzurra e non solo dei propri interessi.

Verso Pescara Frosinone

Venerdì l’anticipo di giornata sarà Pescara Frosinone. Due squadre in crisi di risultati, alla ricerca della vittoria perduta, per centrare obiettivi diversi. Gli Adriatici sono scivolati in piena zona play out. Ad oggi sarebbe spareggio con la Juve Stabia. L’arrivo del nuovo tecnico Sottil ha portato più brillantezza nel gioco, ma non i tre punti sperati, due pareggi in altrettante partite.

Nella prima contro il Perugia si è visto inizialmente un ottimo Pescara passato in vantaggio per 2-0 dopo 20 minuti, per poi crollare sul finire del tempo facendosi raggiungere e rischiando di capitolare nella seconda frazione. Salvati dal palo e dalle parate di Fiorillo. A fine partita nel Entourage biancazzurro si respirava un aria di ritrovata fiducia, interpretandolo come un buon punto guadagnato. È vero sulla carta il Perugia rappresenta una corazzata basta vedere i nomi li davanti: Immello, Falcinelli, Melchiorri e Bonaiuto, un vero lusso per la categoria. Ma nella realtà i grifoni non stanno rendendo come dovuto facendone tra le compagini più in difficoltà della serie cadetta. A riprova del fatto c’è la sconfitta di lunedì contro il Cosenza. Squadra in caduta libera che veniva da un 5-1 subito a La Spezia ed invece con i tre punti conquistati sugli umbri, in una partita senza prova di appello per la squadra di Cosmi, i Lupi hanno riacceso le loro speranza salvezza. Quindi il 2-2 avvenuto all’Adriatico a mio modesto parere dovrebbe portare un po’ di rammarico, anziché vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma forse è stato soltanto un sospiro di liberazione da parte del gruppo, Galano e Palmiero in primis, per l’addio di Legrottaglie, il cui modulo non permetteva loro di esprimersi al meglio.

Sul 1-1 di Venezia pesa invece fortemente l’espulsione di Galano. Risultata senz’altro troppo eccessiva, ma il talento pugliese è stato molto ingenuo nel reagire alle provocazioni di Montalto, un attaccante che in due anni ha fatto solo 3 goal. La giustizia sportiva ha usato la mano pesante con tre giornate di stop, in base al referto dell’arbitro Massimi, che se avesse rivisto attentamente le immagini televisive forse il suo rapporto sarebbe stato un po’ più clemente. La squadra ha comunque mantenuto bene l’inferiorità numerica ed il passaggio alla difesa a tre riportando Zappa più avanti a tutta fascia ed inserendo Clemenza al posto di uno spento Pucciarelli, ha dato i suoi frutti sopratutto dopo che i lagunari sono anch’essi rimasti in dieci e con l’1-0 di Firenze da difendere. La rete del pareggio, preso anche questo come un gran punto conquistato, nasce proprio sul asse Clemenza/Zappa che sono gli uomini più in forma del Delfino in questo momento.

Gli uomini di fiducia di Mister Sottil

Proprio da loro mister Sottil deve ripartire, sopratutto perché l’assenza del talento di Puglia nel momento più delicato del torneo si fa pesantissima, la società comunque ha già pronto il ricorso da presentare per cercare di ridurre le giornate di squalifica. Di fronte si avrà un Frosinone in piena corsa play off, che però non vive il suo momento migliore con 5 punti in 6 partite, ma con la migliore seconda difesa del torneo dietro la capolista Benevento. Proprio per questo la mancanza del miglior marcatore con 13 reti si farà sentire e bisogna affidarsi al talento ex Ascoli. In quanto Pucciarelli ancora fuori forma per via del brutto infortunio va a sprazzi, Maniero con i suoi 32 anni è apparso a corto di fiato nell’ultima prestazione, troppo impiegato al sacrificio della squadra e poco incisivo e lucido sotto porta. Bocic e Borrelli sono due talenti in erba, ancora acerbi per mettersi la squadra sulle spalle, sopratutto il secondo ha un po’ deluso le aspettative. Bozinov non pervenuto da gennaio momento del suo acquisto. Insomma venerdì sera il Pescara si troverà di fronte un avversario più forte, senza il suo uomo migliore e con diversi giocatori importanti non al meglio come Palmiero, che non ha i 90 minuti nelle gambe. Bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo, facendo leva sul fattore campo ed il calendario che vede tutte le altre concorrenti impegnate fuori casa in match difficili, l’Ascoli a Cittadella, il Venezia alla Spezia e lo scontro diretto Perugia Cremonese, dove si può trarre vantaggio, per non buttare l’ennesima occasione al vento. I due punticini guadagnati possono essere utili solo se fanno seguito ad una vittoria, perché altrimenti inchiodano gli abruzzesi in quel baratro dove ormai sono già dentro fino al collo

Probabili Formazioni Pescara Frosinone

Pescara 3-4-2-1 : FiorilloBettella Drudi Del Grosso- Zappa Memushaj Palmiero Balzano -Pucciarelli Clemenza- ManieroFrosinone 3-5-2 : Brignoli- Brighenti Ariaudo Capuano- Salvi Rohden Maiello Haas D’Elia- Dionisi Novahovic

Pescara Perugia tra passato e l’arrivo di Sottil

Storia del match

Fino agli anni 80 Pescara-Perugia per entrambe le tifoserie è stata una partita come le altre, tra due città vicinissime in linea d’aria ma scomode da raggiungere per l’impervio raccordo stradale, oggi in parte migliorato. Un match che si giocava sopratutto nella memoria del povero Renato Curi, centrocampista umbro abruzzese di adozione; nato nelle Marche e trasferitosi nel capoluogo Adriatico fin da bambino per motivi di lavoro del padre. Morto durante un Perugia Juventus nel ottobre del 77 a cui è intitolato la Stadio Cittadino e che oggi riposa in pace nel cimitero di San Silvestro nel capoluogo Dannunziano. A Pescara c’è anche una squadra dilettantistica intitolata allo sfortunato giocatore, con un settore giovanile importante che ha tirato fuori tra gli altri Massimo Oddo e D’Aversa. Ma le cose cambiano nel estate del 1992 con il Pescara guidato da Giovanni Galeone appena fresco di Serie A. Il grifone militante nell’allora C1 viene rilevato da Luciano Gaucci, che per garantire una pronta risalita scippa ai biancazzurri a suon di miliardi delle vecchie lire: Gelsi, Pagano e Camplone, cui preferiscono i ricchi contratti del imprenditore romano alla massima serie. Per la cronaca l’anno seguente il Delfino ritornerà in serie B, anche perché i tre partenti non furono rimpiazzati degnamente, mentre i biancorossi conquistarono la promozione ma il Caf li rispedì nella terza divisione per illecito sportivo. I tifosi Pescaresi non presero bene questo giro di mercato e da lì inizio la rivalità con la città della Cioccolata. Anche con Gaucci gli scontri continuarono. Anni dopo rilevò le sorti del Catania Calcio. In una semifinale dei play off di serie C si ritrovò di fronte proprio gli Abruzzesi. All’andata fini 1-0 per la compagine allenata da Ivo Iaconi, ma in Sicilia i rossi azzurri vinsero con l’identico risultato ed in virtù del miglior piazzamento in classifica passarono il turno. Al Cibali si giocò in un clima ostile dove l’arbitro Bergonzi negò un rigore evidentissimo a Fanesi e poi convalidò un goal in fuorigioco del ex Cicconi. Ma le vie del Signore sono sempre infinite e qualche anno dopo il popolo pescarese ha la sua rivincita. Sempre in una semifinale di play off di C1 ci si ritrova davanti la Sambenedettese ultimo acquisto del ex vice presidente della Roma. Nel match di andata i rossoblu si impongono al Riviera delle Palme per 1-0. Al ritorno l’Adriatico si presenta in una bolgia di colori e lo striscione della Curva Nord: “Gaucci questa non si compra” conduce la squadra di casa alla vittoria. Gli ultimi incontri tra le due compagini sono avvenute sempre nella serie cadetta spesso in veri e propri scontri per la conquista dei primi posti della classifica, giocate in un equilibrio sostanziale. La più importante è quella della prima partita spareggio per andare in Serie A disputata al Renato Curi. Dove la squadra ospite allenata da Massimo Oddo s’impose per 1-2 garantendosi il passaggio del turno.

Come arrivano le squadre

Il Perugia dopo la vittoria di Ascoli, viene da un pareggio con il Crotone e due sconfitte consecutive con Cittadella e Pordenone, che hanno spento i sogni play off degli uomini di Serse Cosmi. Ora devono cominciare a guardarsi le spalle per non essere risucchiati nei bassi fondi della classifica ad un punto di distanza proprio dai biancazzurri. Nel match di venerdì sera dovrà fare a meno degli squalificati Falzerano e Sgarbi e confida nella ripresa di bomber Iemmello a digiuno di goal dall’otto febbraio e prossimo obiettivo di mercato della società adriatica. Il Pescara è in piena crisi di gioco e risultati. Alla bella prova con la Juve Stabia sono seguite due sconfitte con Pisa e Cremonese ed un pareggio con l’Empoli, che hanno messo sulla graticola il tecnico Legrottaglie. Il presidente è arrabbiato sopratutto per l’ultima prova in terra Lombarda in un match delicato dove la squadra ha offerto una prestazione opaca sopratutto sotto porta. Così con un annuncio a sorpresa è stato esonerato Legrottaglie al suo posto arriva Andrea Sottil, che viene da una tormentata stagione a Catania nonostante i buoni risultati del suo 4-4-2. La colpa di questa rovina non è solo dell’ex Juve che paga la sua inesperienza e inadeguatezza alla categoria. Nel mercato di gennaio la squadra anziché essere rinforzata è stata indebolita con le cessioni di Machin e Ciofani e gli arrivi di Bozinov salito alle cronache solo per una assurda espulsione a Crotone e Pucciarelli sceso in campo una sola volta perché infortunatosi subito al primo allenamento del Poggio e se non ci fosse stato lo stop forzato la sua stagione sarebbe finita lì. Nonostante l’infortunio di Tumminello e le scarse prestazioni di Maniero non è arrivata la tanto agognata prima punta in grado di garantire quei goal salvezza che oggi mancano come il pane. Così come manca a centrocampo un vice Palmiero faro della manovra del gioco, alle prese con noie muscolari che da tempo minano la sua titolarità. Ma anche la stessa promozione dalla panchina primavera alla prima squadra del difensore cresciuto nel Chievo, lascia molto a desiderare per aver puntato su l’ennesima scommessa quando in un momento delicato ci si sarebbe dovuto affidare ad un allenatore più navigato ed esperto e non ad un altro esordiente come il già esonerato Zauri. Errore già fatto da Sebastiani tempo addietro con Epifani, ma sembra non servito nulla neanche a fare “il mea culpa” del presidente.

Cremona-Pescara: ultimi aggiornamenti sulla squadra abruzzese

Dopo il pareggio ottenuto lunedì sera contro l’Empoli, in una partita avara di emozioni contro una squadra obiettivamente più forte, il Pescara si prepara alla difficile trasferta in terra Lombarda. I grigiorossi partiti con ben altre ambizioni, si ritrovano completamente invischiati nella lotta per non retrocedere hanno cinque punti in meno degli abruzzesi e nonostante l’arrivo del nuovo tecnico Bisoli faticano ancora a ritrovare la giusta via. Non vincere contro gli Adriatici significherebbe sprofondare completamente nel baratro.

Legrottaglie: la salvezza è il primo obiettivo

Il tecnico pescarese Legrottaglie nella consueta conferenza stampa post Empoli ha dichiarato che la salvezza è il primo obiettivo, strizzando l’occhio anche ai play off che distano anch’essi cinque lunghezze, ma con sei compagini di mezzo, molte di più rispetto alle due che li separano dai play out.

L’ex Juve spinge nella continuità dei suoi ragazzi, cosa avvenuta quest’anno solo due volte: con l’esonerato Zauri, prima di inanellare sette punti in otto match che gli sono costati la panchina e al suo arrivo vincendo con Pordenone e Cosenza. Una delle caratteristiche del Delfino in questa stagione è proprio quello di essere incostante, ma di avere però una buona capacità di reazione ogni qual volta ci si trova con le spalle al muro. Come avvenuto con l’ex tecnico Marsicano ad Ascoli o con l’avvento del mister Siciliano prima nella vittoriosa trasferta in Friuli e poi nel ultima post Covid conquistata contro la Juve Stabia.

A Cremona il Pescara forte del suo vantaggio a 7 giornate dal termine ha due risultati su tre. Anche se il calendario non sorride certo agli Adriatici con tre scontri diretti Trapani, Venezia e appunto il match di venerdì sera tutti fuori casa. Tra le mure amiche invece riceverà l’insidioso Perugia che si trova nella terra di mezzo, il Frosinone impegnato in piena bagarre play off e l’ormai quasi retrocesso Livorno. Incerta come da consuetudine l’ultima giornata al Bentegodi contro il Chievo, dove le attuali classifiche delle compagini determineranno l’andamento della partita.

Presidente Pescara: i tifosi ci aiutino!

A fronte di questi difficili impegni il presidente chiede l’aiuto del pubblico: “Perché le urla dei giocatori in campo in un deserto spettrale potrà essere interessante, ma nulla può sostituire la passione della gente”. Per questo si sta lavorando per aprire le porte ai 3372 abbonati nella gara del 10/7 contro gli umbri. Sfruttando la concomitanza delle riaperture di cinema e teatri.

Pescara: novità calciomercato in uscita

In una delle stagioni più difficili di sempre, per forza di cose bisogna cominciare a programmare il futuro, più imminente di quanto si pensi e la società non vuol farsi trovare impreparata. Con Campagnaro, Bruno e forse Del Grosso che appenderanno gli scarpini al chiodo. I sicuri partenti saranno Bettella, Melegoni, Tumminello (visto il susseguirsi degli infortuni) e Palmiero prestiti che ritorneranno nelle loro squadre d’origine. Con loro andrà via anche il bulgaro Bozinov arrivato a gennaio in una condizione di forma imbarazzante ed ancora mai schierato, mentre resterà Pucciarelli prolungando il prestito semestrale.

I gioielli Bocic, Zappa e Borrelli rientreranno in qualche giro di mercato, come i discorsi aperti con la Juventus per le permanenze di Kastanos e Clemenza.

Galano dovrebbe rimanere salvo offerte irrinunciabili e la corte serrata dei brianzoli del duo Berlusconi/Galliani, fa vacillare la società pescarese e il giocatore stesso, che con l’arrivo dell’allenatore di Gioia del Colle è sceso notevolmente di tono.

Lo stesso Legrottaglie si trova in bilico sulla panchina biancazzurra e le ultime prestazioni non sono dalla sua parte. L’identikit tracciato dal presidente Sebastiani: “Cerco un tecnico come Zeman più giovane e meno integralista” portano a Giacomo Modica della Vibonese (ecco la storia della squadra calabrese), ex secondo del Boemo che con il suo 4-3-3 ha disputato un buona stagione in Calabria raggiungendo una brillante salvezza.

In alternativa Caserta della Juve Stabia e Dionisi del Venezia.

Calciomercato Pescara in entrata: ecco le novità

Per il reparto avanzato fari puntati su Asencio del Cosenza e Charpentier del Avellino in prestito dai lettoni Spartaks Jurmala, prima punta forte fisicamente, fermo però da dicembre per un brutto infortunio, su entrambi è viva la concorrenza dell’altra neo promossa Reggina.

Ma il vero sogno degli abruzzesi è Riccardo Iemmello, da decidere solo cosa vorrà farne il Benevento proprietario del cartellino. Il nuovo Pescara sarà comunque un mix di giovani e senatori, di cui farà ancora parte il terzino destro Balzano e non il centrocampista Kanoute, che dopo la buona stagione a Cosenza non ha prorogato il contratto per i prossimi due mesi e ritornerà in città, ha estimatori dalla Francia, in primis Monaco dove verrà ceduto in partnership con la Juve.

Sfumato Muratore in un giro vorticoso di plusvalenze tra la società di Vinovo e l’Atalanta e allontanatosi il laterale mancino Parisi del Avellino su cui hanno messo gli occhi addosso le big di A è da considerarsi cosa ormai fatta gli arrivi di Corrado, terzino sinistro scuola Inter in prestito all’Arezzo, che sulla corsia mancina abbina buone qualità offensive grazie alla sua velocità e un’ottima capacità difensiva arretrando il raggio d’azione, ancora un po’ acerbo però tecnicamente e Pezzella centrocampista del Modena di proprietà della Roma. Regista che si disimpegna anche da mezzala, dotato di un buon destro che fanno di lui un discreto marcatore è un ottimo assist man.

Per quanto riguarda il ruolo di vice Fiorillo, se Alastra tornerà a Parma, il teramano Tomei è la prima scelta. Il tutto mentre sul campo si cerca di mantenere la categoria.

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