Pirlo: il treno dei desideri ed un mercato sbagliato

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Pirlo allenatore della Juventus
Pirlo allenatore della Juventus

Pirlo: mercato sbagliato, inizio sbagliato per la Juventus

Dopo i pareggi con Crotone e Verona, punti persi che alla fine avranno il loro peso, i bianconeri capitolano anche in Champions League ad opera del Barcellona. Puntare il dito solo su Pirlo è un po’ restrittivo. Anche il duo Pratici /Cherurbini, uomo ombra della società salito alla ribalta come direttore sportivo in pectore, ha le sue colpe.

È vero l’ex Campione del Mondo ci sta mettendo del suo, in primis quella di non aver ancora trovato alla squadra una propria identità di gioco. I repentini cambi di modulo ne sono una testimonianza.

A mio avviso neanche lui si aspettava una chiamata così improvvisa dalla società di Vinovo, bruciata e delusa dopo la disfatta contro il Lione. Buttato subito nel calderone grazie alla sua lungimirante esperienza e fama in tema calcistico, non ci ha pensato due volte . Il buon Andrea è salito su un treno che prima o poi anche con altri colori sarebbe sicuramente ripassato, ma lui ha voluto prenderla alla prima fermata ancor prima di vidimare il biglietto. Non sempre però tutte le ciambelle riescono con il buco.

La domanda che mi sono sempre fatto già alle prime schermaglie di settembre: con che criterio è partito quello che in seno alla stanza dei bottoni dovrebbe essere l’anno zero? Lo definirei più un sotto zero, un tutto sbagliato da disfare e rifare.

Focus sulla Juventus: la difesa

Davanti a Szczęsny, si è fatto di certo confusione. Gli uomini che dovrebbero rappresentare il nuovo ciclo De Light e Demiral, quest’ultimo le qualità deve ancora tutte dimostrarle, sono afflitti da infortuni che minano la loro titolarità e per questo non subito pronti. I senatori Bonucci e Chiellini, hanno superato ormai la trentina e sopratutto il difensore toscano causa rottura del legamento crociato, non ha più quella continuità che lo ha sempre contraddistinto. A fronte della cessione di Rugani e di un Danilo non sempre preciso, almeno un innesto di spessore andava fatto.

Il centrocampo della Juventus

Nella mediana tutti a destra o al centro a fare legna. Traducendo in due parole: in mezzo con la partenza di Pjanić, manca un centrocampista che accenda la luce con le sue qualità d’impostazione. Caratteristiche che non ha Bentancur e ne tanto meno il nuovo arrivato Arthur, ancora oggetto misterioso così come lo era in Catalogna. In più nel frattempo sono stati spesi 35 milioni per Kulusevski e circa 50 dati alla Fiorentina per Chiesa. Considerando che la rosa conta ancora Bernardeschi e Cuadrado, ci sono ben 4 esterni destri in squadra. Lasciando poi però sulla corsia mancina i soli Alex Sandro, anche lui in condizioni fisiche non ottimali ed in leggera fase calante ed il ventunenne Frabotta. Tanto da schierare con scarsi risultati lo svedese ex Parma o il contestato Bernardeschi, che in bianconero ormai difficilmente troverà la sua consacrazione. Qualche milioncino forse anche a sinistra bisognava spenderlo.

La Juventus: l’attacco, non solo Ronaldo

Il reparto avanzato è quello che non ha problemi. Difficile averli quando in squadra giocano Cristiano Ronaldo e Dybala. Svincolato l’esausto Higuain, doveva arrivare Dzeko, si sognava il pistolero Suarez ed infine c’è stato il ritorno di Morata che rappresentava la terza scelta. Bene ma non benissimo.

A mio avviso l’idea iniziale del tecnico era quello di un 4-3-1-2 stile primo Real Madrid di Zidane. Ma non sono arrivati i giocatori richiesti adatti a metterlo in pratica, come ad esempio potevano essere Isco o Locatelli. Così mercoledì è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, assistendo ad una Juve senza gioco con diversi uomini fuori ruolo ad arrancare sulla snervante e continua manovra blaugrana.

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