Red Bull e la difficile scelta del secondo pilota per il 2021

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La necessità di affiancare a Verstappen un pilota solido ed esperto spinge il team a cercare altre soluzioni che non al proprio vivaio.

Red Bell 2021: idee per il futuro

Mai come quest’anno il mercato piloti di F1 è contraddistinto da poche certezze e tante voci. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le mosse di team e piloti in ottica 2021: a causa infatti dell’inattività del Circus da marzo a luglio, molte discussioni e trattative sono entrate in stand by, con annunci fatti a motori spenti. Si pensi al passaggio di Sainz in Ferrari e di Ricciardo in McLaren o ancora al divorzio tra Vettel e la Rossa; tutti ufficializzati in un’epoca di incertezza sullo svolgimento del mondiale.

SEMrush

Adesso, però, che la stagione volge al termine, molte delle caselle dello schieramento del 2021 si stanno componendo: nell’attesa dell’ufficialità dei rinnovi di Hamilton e Wolff con Mercedes, si sono registrati l’annuncio Vettel-Aston Martin e le conferme di Bottas in Mercedes; di Raikkonen e Giovinazzi in Alfa Romeo; nonché di Russell e Latifi in Williams. Senza contare l’approdo ormai prossimo di Mick Schumacher in Haas.

Fra i sedili non ancora assegnati spicca certamente quello relativo al secondo pilota Red Bull.

Carriera Alexander Albon

È noto come la posizione di Alexander Albon all’interno del team anglo-austriaco sia tutt’altro che solida. Esordiente in Toro Rosso nel 2019 e promosso in Red Bull a partire dal Gp del Belgio al posto di Gasly, non aveva affatto sfigurato mostrando un rendimento accettabile per un pilota catapultato in fretta in un top team. Con queste premesse, in molti pensavano che il 2020 sarebbe stato relativamente più semplice e in grado di correre costantemente per le posizioni da podio.

Ma la realtà della pista ha restituito un Albon costantemente più lento rispetto a Max Verstappen – capace di spingere la RB16 oltre il suo limite, approfittando di tutte le opportunità per infastidire le Mercedes – tanto da far risultare il confronto quasi imbarazzante per l’anglo-thailandese, il cui unico acuto fin qui è il podio ottenuto al Mugello.

Non è un mistero che la volontà sia quella di individuare un pilota in grado di correre su tempi vicini a quelli dell’olandese (il gap accettabile è di 3 decimi, a sentire Helmut Marko), garantendo al team la possibilità di lottare più da vicino con la cannibale Mercedes per il mondiale costruttori.

Red Bull: piloti del vivaio

In questa prospettiva il vivaio di giovani piloti Red Bull non offre soluzioni che rispondano all’identikit del pilota richiesto. Nessuno infatti che provenga dal programma-giovani della Red Bull è oggettivamente al livello di Verstappen: l’olandese è un talento cristallino che con la sua velocità e la sua tenacia “offusca” gli altri suoi colleghi di team. È già accaduto con Gasly che ha pagato lo scarso feeling con la RB15 con la retrocessione in Toro Rosso (oggi Alpha Tauri) con cui tuttavia si sta togliendo soddisfazioni: come la vittoria a Monza o il podio di Interlagos dello scorso anno. La musica adesso si sta ripetendo con Albon, il cui destino sembra segnato. Difficilmente sarà con il team di Milton Keynes e molto probabilmente al volante della seconda Red Bull vedremo uno tra Sergio Perez e Nico Hulkenberg, cioè un pilota dotato di esperienza e solidità.

Sergio Perez

Il messicano, reduce dal podio di Istanbul lascerà la Racing Point a fine stagione e sarebbe ingiusto per lui non trovare sistemazione in una squadra competitiva con il rischio di doversi prendere un anno sabbatico (paventato dallo stesso Checo) visti i risultati ottenuti fin qui.

Niko Hulkenberg

Il tedesco (sulla cui candidatura si è peraltro espresso favorevolmente anche papà Jos Verstappen) ha mostrato la sua duttilità quando si è trattato dalla sera alla mattina di prendere il posto di Perez e di Stroll, fermati dal Covid: al Gp dell’Eifel, richiamato dal team principal Otmar Sznafauer un’ora prima delle qualifiche per sostituire il canadese, senza nemmeno un chilometro corso nelle prove libere, è riuscito a rimontare bene fino alla zona punti dopo essere partito dall’ultima posizione.

Paradossalmente,Verstappen, prodotto del vivaio Red Bull “indurrà” la stessa ad ingaggiare un pilota che non fa parte del programma dei talenti della scuderia a causa delle sue potenzialità maggiori rispetto a quelle degli altri piloti cresciuti nella cantera Red Bull…

A cura di Francesco Lenti

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