Lecce: la fine di un salto!

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Lecce risultato finale: ritorno in B

Dopo la vittoria nella Lega Pro e ottenuta la promozione dalla serie cadetta, il Lecce targato Fabio Liverani con un triplo salto torna nel calcio che conta dopo sette anni.

Nel calcio senza tifosi del post Covid-19 il Lecce va a giocarsi la salvezza in casa contro il Parma. Dall’altra parte dell’Italia il Genoa fa altrettanto con l’Hellas Verona. La distanza fra le due parti peninsulari è breve,anzi cortissima: un solo punto. Ma se la doppietta di Sanabria, di pregevole fattura liquida immediatamente il possibile dispetto dell’ex dal dente avvelenato Juric, non sono così tanto lesti i pugliesi s liquidare la pratica Parma. Specie, se la Dea Bendata non voglia proprio accogliere alcuna preghiera. E anche nella partita contro il Parma al Via Del Mare è un episodio sfortunato a condizionare il match.

Lucioni Lecce e il debito infinito con la sfortuna

Il tiro di Hernani che sbatte sul palo con la palla che va a finire sulla gamba di Lucioni e termina alle spalle del numero uno giallorosso, mette il match subito in salita. Botta psicologica, alimentata dal doppio vantaggio in 25′ dei genovesi. Ma Barak con un colpo facile facile sotto porta la riprende e poco dopo Meccariello (primo goal in A) la raddrizza subito.

Lecce-Parma: highlights

Il secondo tempo è più carambolesco del primo. Il Lecce ci crede, incitato anche dal suo prode guerriero Liverani e spinge, ma il Parma quando ha gli spazi è tremendo! Infatti in uno dei ribaltamenti di fronte, Barillà è libero di alzare la testa e buttarla verso la porta, sembra non ci arrivi nessuno, ma Cornelius (mister 12 goal) in spaccata trasforma il vuoto in goal e vantaggio.

Per il Lecce è ormai più che notte fonda. Le notizie da Marassi dicono che il Genoa è sul 3-0 e che sta controllando la partita.

Il Parma ci riprova ancora e Barillà scodella un altro colpetto, stavolta più a campanile. Inglese, ritornato dal calvario dell’infortunio, è lesto e la tocca giusto il tempo di battere Gabriel.

I giochi sembrano finire, ma i salentini con una punta d’orgoglio trovano un’azione sulla trequarti, da cui parte un cross. Shakhov colpisce a colpo sicuro, ma Pepe la para. Tap-in semplice, in tuffo, per Lapadula e il definitivo 3-4.

Il triplice fischio finale vede i salentini soccombere per 3-4 (un’eventuale vittoria sui ducali sarebbe stata inutile visto la contemporanea vittoria del Genoa) e il mesto ritorno in serie B.

E allora prima di salutare in modo definitivo la neo-retrocessa Lecce, riviviamo i momenti clou della sua annata in A.

Lecce 2019-20: Il mercato estivo

Il presidente Sticchi Damiani non ci sta a fare il ruolo di cenerentola ed insieme al direttore sportivo Meluso, rinforza i salentini a dovere. Viene stravolto il reparto d’attacco dove al promettente Falco, vengono aggiunti Farias, Lapadula e Babacar. In difesa arrivano gli esperti Rispoli, Calderoni, Rossettini e il promettente portiere Gabriel. Mentre il centrocampo rimane invariato con le conferme di Tachtsidis, Petriccione e capitan Mancosu.

Lecce in A: record negativo in casa

 

L’avvio di campionato non è dei migliori dove i giallorossi faticano sopratutto tra le mure amiche (la prima vittoria è arrivata a febbraio contro il Torino). Le scommesse di Meluso: Imbula, Shakov e Benzar si rilevano infruttuose. Bomber Lapadula fatica ad entrare in forma e Babacar è un corpo estraneo alla squadra, salito agli onori di cronaca solo per le discussioni per battere i rigori con Mancosu. La panchina di Liverani viene più volta messa sulla graticola, ma le buone prestazioni fuori casa e gli ottimi risultati ottenuti nelle precedenti stagioni lo salvano.

Lecce 2020: il mercato di riparazione

La società, però, non rimane con le mani in mano e non vuole farsi trovare impreparata nella seconda parte del campionato, dove la salvezza non è poi così un’utopia. Dopo otto anni in difesa ritorna lo svincolato terzino Donati e vengono puntellati centrocampo con Barak e la trequarti che vede l’arrivo di Saponara.

La ripresa

Il mercato comincia a dare i suoi frutti i nuovi innesti danno dinamismo e qualità alla manovra, aiutati dalle buone vene realizzative del capitano di origine sarde (il secondo centrocampista ad aver fatto più goal in Europa) e dall’ex centravanti del Milan, finalmente in sintonia con gli schemi del tecnico, infortuni permettendo. Alle belle prove con Inter e Lazio si alternano, però, partite sfortunate come lo scontro fratricida con il Genoa, perso per un incolpevole autogoal di Gabriel e la beffarda sconfitta di Bologna nei minuti finali dopo essere riusciti a recuperare il match.

Storia del Lecce in A

Arrivati in serie A la prima volta trent’anni fa guidati da Causio e gli argentini Barbas e Pasculli, con Fascetti in panchina per i salentini questa è la quinta retrocessione nella serie cadetta a fronte dei sedici campionati disputati in A. Nonostante il tecnico Liverani sia già con le valigie pronte, le ambizioni del presidente Sticchi e la voglia di rivincita del caldo pubblico salentino (più di diciottomila abbonati in questa stagione), sono le basi da cui ripartire per una pronta risalita, che la città merita.

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