La polemica della settimana: Ruggeri Vs Riquelme e le parole di Tévez

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Argentina: polemica nel Boca Juniors tra Riquelme e Ruggeri mentre Tevez lascia il calcio giocato
Argentina: polemica nel Boca Juniors tra Riquelme e Ruggeri mentre Tevez lascia il calcio giocato

La polemica della settimana: Ruggeri Vs Riquelme e le parole di Tévez

E’ stata una settimana abbastanza calda in Argentina – e non solo perché da quelle parti è primavera inoltrata – ma soprattutto perché sono successe un paio di cosette degne di nota per quanto riguarda l’universo futbòl, su tutte, tiene banco una nuova edizione del duello tra: Oscar Alfredo Ruggeri, ex difensore centrale campione del mondo con la Selecciòn albiceleste a Messico 1986, campione del Sudamerica nel 1991 e 1993 – fino allo scorso luglio, ultimo trofeo portato a casa dall’Argentina. A livello di club invece può vantare: una Libertadores e una Intercontinentale – con il River, nello stesso anno del mondiale – , un campionato spagnolo con il Real nel 1990, un Torneo Clausura nel 1995 con il San Lorenzo, un tiolo nazionale con il Boca nel 1981 e addirittura una CONCACAF Champions League con i messicani del Club America nel 1992 – anno dove con la nazionale conquisto in casa la Confederations Cup. Oggi Ruggeri – per tutti noto comunemente con el apodo, cioè il nomignolo di Cabezòn – è opinionista nel programma F90 che va in onda sulla rete ESPN Argentina, condotto da Sebastiàn Vignolo, per tutti el Pollo o el Chicken, ebbene contro chi può essersi scagliato quel simpatico vecchietto contador de anedotas? Contro Juan Romàn Riquelme, e al contrario di quanto fatto fino adesso, non devo spiegare chi sia – almeno spero – per tutti i lettori over 30.

Le parole del Cabezòn

Tutto è iniziato quando nell’intermezzo che collega la fine di F12 – altro programma della medesima rete, condotto da Mariano Closs – e l’inizio di F90. Si è cominciato a parlare dell’episodio postpartita di Boca-Gimnasia 0-1. Mentre il bus della squadra era quasi pronto per lasciare lo stadio, Riquelme fa scendere i giocatori e con loro si rinchiude nello spogliatoio – alla riunione non ha partecipato Battaglia.

Ruggeri in merito a questo gesto non le ha mandate a dire e cito testualmente: “Sono profondamente deluso da lui, menomale che non siamo mai stati compagni di squadra” e “Al River una volta siamo stati noi giocatori a far scendere i dirigenti dal pullman“, per chiudere in bellezza, in risposta a Leo Paradizo – uno degli opinionisti di F12 – che aveva detto: “Riquelme è una persona intelligente, sa quello che fa“, ha risposto: “Ma quale intelligente, Francescoli è intelligente“.

La risposta di Riquelme

Il vicepresidente Xeneize non si fa attendere nella risposta – piuttosto seccata – in una lunga intervista alla trasmissione Halcones y Palomas – condotta dal giornalista Hernan Castillo – all’emittente TNTSports Argentina, Riquelme è stato abbastanza chiaro: “Mi fa male se un mio amico viene a dirmi che l’ho deluso, perché so che io gli voglio bene e lui ne vuole a me, stessa cosa se lo fa un familiare. Se invece lo dice una persona con la quale non ho alcun tipo di rapporto, mi scivola totalmente addosso; come faccio a deluderla se tra me e questa persona non c’è alcun tipo di relazione“? Non gli fa nemmeno pubblicità chiamandolo per nome.

E’ da tempo ormai che il vecchietto e Topo Gigio si beccano, o meglio che Ruggeri attacca Riquelme, sia quando non era dirigente: “Mi piacerebbe parlarci faccia a faccia e sapere cos’ha intenzione di fare. Che aspetta Riquelme ad aiutare il Boca quando ne ha più bisogno“? Sia quando ha appoggiato la campagna dell’attuale presidente del club, Ameal, dubitando – giustamente – delle capacità direttive del ultimo diez, in una delle puntate di F90: “E’ già pronto per essere presidente? Non è uno scherzo eh? […] è l’idolo più grande per la sua gente, per i suoi tifosi, ma per me non è pronto per essere il presidente del Boca“, in merito c’è anche un botta e risposta in diretta nel medesimo programma tra i due, dove alla domanda sul motivo del sostegno all’attuale presidente, JR risponde: “Perché condivido la sua visione e perché mio figlio una mattina mi ha detto: ‘Papà, devi tornare al Club’ “.

Una saga che certamente avrà un altro capitolo, è come le uscite dei sequel al cinema, solo che quelli di solito non sono mai belli come il primo film, qui invece è il contrario. JR ha certamente fatto degli errori – e ne farà ancora – nella gestione dei contratti e nella politica dei trasferimenti, tuttavia non ha sbagliato nell’episodio dello scorso weekend – a mio parere. Possiamo immaginare tutti ciò che può essere accaduto tra quelle mura quella sera, sebbene durante l’intervista a TNT abbia detto: “Sono andato dai giocatori a complimentarmi per il buon secondo tempo che hanno giocato, se poi ci fanno teatrini dietro, io non ci posso fare niente“. Ma a chi vuoi darla a bere?

Per quanto riguarda il Cabezòn…siamo tutti bravi a raccontare aneddoti e a criticare seduti sulla poltrona di casa o di uno studio televisivo: prima perché non se ne occupava, poi perché ha sostenuto le candidature di Ameal Pergolini ed ora per il gesto del bus -fermo restando che ognuno le relazioni professionali le gestisce come meglio crede. Vuoi farlo lavorare in pace? Hai anche sempre detto di tifare Boca, ma io lo dubito fortemente visto il paragone che hai tirato fuori durante il programma: “Francescoli è intelligente“. Io l’ho sempre pensato, che tu avessi la Banda Roja, giustamente perché con il River ci hai vinto di più in carriera e quindi mi pare ovvio, però Enzo Francescoli è lì da sette anni, mentre JR è al suo posto da appena due, perciò io gli darei tempo. Oscàr, la Bombonera no es y nunca serà el patio de tu casa.

Tévez: “Al Boca non ho più nulla da dare

Carlos Tévez in una lunga intervista con Mariano Closs al programma F12 – che giusto quel giorno compiva un anno di trasmissione – ha fermamente detto che al Boca non ha più nulla da dare e che quindi non giocherà più in Argentina, perché per lui lì c’è solo l’azul y oro. La co-conduttrice Luciana Rubinska lo incalza chiedendo se si immagina di tornare a vestire i panni degli Xeneizes in dirigenza e lui: “La verità è che oggi non immagino niente, giocatore o ex giocatore, non so. Sto facendo il corso per il patentino da allenatore e poi si vedrà, sto cercando di capire cosa voglio fare realmente

Insomma quello di Carlitos sembra dover diventare un anno sabbatico vero e proprio, e credo se lo meriti tutto visto quanto ha dato al Boca e al calcio in generale, e poi perché ci vuole del tempo per superare il lutto di un genitore, quindi: chi siamo noi per tirarlo per la giacchetta? Vedremo cosa accadrà.

Photocredit: Ambito.com – Cienradios.com

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