Ferrari: la storia non inganna. La Rossa è sempre la più amata! Per Lei una speciale poesia

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Ferrari storia
Credit: ferrari.com

Storia della Ferrari: la più amata dagli italiani

Prima di presentarvi la storia completa della Ferrari come scuderia da sempre in Formula Uno vogliamo regalarvi una poesia speciale del nostro poeta sportivo Paolo Carazzi. A seguire l’ascesa storica del Cavallino Rampante.

Poesia: “ La Rossa” di Paolo Carazzi

Folle festanti t’inseguono sognando per via nuove vittorie,
Ebbre di gioia elevano al mondo e alle Genti le tue glorie:
Rossi gli stendardi, gonfio d’attese e di speranze il cuore,
Rincorrono il tuo “Rampante Cavallino” con vero amore
Ad ascoltar ogni dove il “musical rombo” del tuo motore.
Riprendi, orsù, il tuo leggendario e travolgente cammino,
Inni, vessilli e lieta compagnia rimarranno a te più vicino!

A cura di Paolo Carazzi

Milano, 30 ottobre 2019
(Tutti i diritti riservati all’Autore)

Paolo Carazzi: poesie in acrostico

Paolo Carazzi poeta mantovano scrive da sempre poesie su argomenti religiosi, umoristici, etici e sportivi. I suoi versi raccontano le sue storie personali, ma anche quelli di tutti noi.

I suoi versi in acrostici riprendono l’antica poesia greca. Ogni lettera di inizio verso è una delle lettere che compongono il nome oggetto della poesia. Lo schema rimico prescelto è quello della rima baciata, secondo il classico A-A, B-B, C-C ecc…

Le sue raccolte di poesie finora pubblicate sono:

Nel 2006 – Raccolta di Poesie dal titolo “Rime Sotto l’ombrellone”.

Nel 2007 – Il libro “Rime baciate – Acrostici in libertà” (OTMA Edizioni).

Nel 2013 – Il libro “Orizzonti – Raccolta di Acrostici” (OTMA Edizioni).

Nel 2014 – Raccolta di poesia “A tema-ART SACRA” – integrazione alla Mostra di Pittura del pittore Cesare Rovagnati.

Nel 2019 – Il libro “Diario di Bordo” (autoprodotto)

Ferrari: la fondazione e il periodo in coesione con Alfa

La storia della Ferrari è da ricondursi a Maranello un paesino in provincia di Modena dove, Enzo Ferrari, fondò l’omonima scuderia nel 1947.

Ma per conoscere le vere e proprie radici dobbiamo fare un salto nel passato e fermare la macchina del tempo al 16 Novembre 1929, quando venne fondata la Scuderia Ferrari, che ancora oggi rappresenta la colonna portante del reparto corse.

Il marchio però, come detto in precedenza, fu fondato nel 1947 e allora pare scontato porsi la domanda: “per chi lavorava la scuderia in quei 18 anni?”

Fino al 1937 Enzo Ferrari e la Scuderia Ferrari lavorarono come reparto corse della scuderia Milanese “ALFA ROMEO”, fino a quando esso non venne sciolto.

La fondazione del reparto corse e le prime storiche vittorie

Enzo Ferrari fondò il marchio automobilistico Ferrari il 12 Marzo 1947. La prima vettura a nome Ferrari fu la 125 S, che debuttò in gara a Piacenza l’11 maggio dello stesso anno, guidata da Franco Cortese, primo storico pilota del cavallino rampante.

L’esordio si concluse con un ritiro, ma già alla seconda gara, disputatasi a Roma due settimane dopo, Cortese ottenne la prima storica vittoria Ferrari. Il marchio divenne ufficialmente “Ferrari” a partire dall’anno 1965, dopo che la denominazione aveva subito vari cambiamenti nel corso degli anni.

La Scuderia Ferrari è l’unica squadra ad aver partecipato a tutte le stagioni di Formula 1 ed è quella che detiene il maggior numero di record, tra cui quindici titoli piloti.

Il primo titolo mondiale fu portato a Maranello nel 1952 da Alberto Ascari (a cui è dedicata una famosissima curva nel circuito di Monza), che mantenne in Italia il titolo costruttori che però all’epoca non esisteva ancora. Infatti, nelle prime due stagioni del campionato di F1 (1950 – 1951) fu l’Alfa Romeo a portare Farina e Fangio sul tetto del mondo.

Ascari, raddoppiando la stagione successiva, divenne il primo pilota a compiere un “back to back” nel campionato di F1, portandosi così a due titoli piloti.

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Credits: f1.com

Niki Lauda e le vittorie pre Schumacher

Se è vero che la storia della Scuderia Ferrari si divide in “prima e dopo Schumacher”, è corretto fermare la macchina del tempo 21 anni prima dell’arrivo del Re di Germania.

Per la precisione nel 1975 quando un giovane Niki Lauda, interruppe il digiuno mondiale che a Maranello durava da ben 11 anni, da quando John Surtees portò a 6 i mondiali in casa Ferrari.

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Credit: f1.com

La stagione successiva, quella del ’76, fu caratterizzata dallo spaventoso incidente accorso al pilota austriaco in quel del Nurburgring. L’incidente costò a Lauda il titolo piloti, ma non compromise la vittoria di quello costruttori alla scuderia.

Per dovere di cronaca, ahimé, ci dobbiamo fermare anche nel 1982 quando perse la vita Gilles Villeneuve sul circuito di Zolder e Peroni subì un grave incidente che costrinse la scuderia a cambiare entrambi i piloti durante il corso della stagione.

L’anno zero e l’arrivo del Kaiser

L’annata 1996 in Ferrari, con il senno di poi, è quasi considerabile come l’anno zero della scuderia. In 9 titoli piloti e gli 8 costruttori furono, proporzionalmente, pochi rispetto ai 4 piloti e 5 costruttori portati da Schumi.

Dopo un digiuno durato quasi vent’anni la Ferrari tornò a vincere il titolo costruttori nel 1999 grazie a Michael ed a Eddie Ervin. Per il titolo piloti fu necessario aspettare la stagione successiva quando Schumi e Barrichello, in rappresentanza della scuderia del cavallino, raggiunsero quota 10 vittorie in 17 gare, di cui 9 da parte del tedesco.

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Credit: gazzetta.com

Da quella stagione fino al 2004 compreso, fu dominio Ferrari che raggiunse il culmine proprio in quell’ultima stagione, quando la scuderia vinse il titolo costruttori in Ungheria il 15 Agosto 2004 con 5 gare di anticipo.

In quella stagione Michael e Rubens vinsero l’83% delle gare in calendario, lasciando spazio rispettivamente a Renault, McLaren e Williams per sprazzi di gloria.

Ferrari gli ultimi anni: mondiali conquistati quelli mancati

Dopo due anni di digiuno e l’addio di Schumacher al termine della stagione del 2006, la Ferrari ingaggiò Kimi Raikkonen. Il finlandese nel 2007 riuscì a vincere il mondiale piloti e coadiuvato dal compagno di squadra, Felipe Massa, il titolo costruttori.

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Credit: f1.com

La scuderia del cavallino rampante bissò la vittoria del titolo per le scuderie nella stagione successiva. Fu Felipe Massa in quell’occasione a contendersi il mondiale, perso però all’ultima curva in favore dell’emergente Lewis Hamilton.

Per tornare a vincere la Ferrari si affidò al pluricampione del mondo Fernando Alonso per quadriennio dal 2010 al 2014, ma sfortunatamente Nando non portò risultati. Sebbene diede spesso e volentieri lezioni di guida, nel 2010 perse il mondiale all’ultima gara a favore di un altro emergente: Sebastian Vettel.

Vettel – Leclerc: l’alba di un nuovo mondo

A seguito della sciagurata stagione 2014, la Ferrari ingaggiò Sebastian Vettel per sostituire l’asturiano, Alonso, che non era riuscito a portare risultati a Maranello.

A 5 anni dall’ingaggio di Vettel i risultati sembrano non arrivare, dando l’idea di allontanarsi sempre di più.

Nella scorsa stagione, l’allora Presidente Ferrari Sergio Marchionne scelse Charles Leclerc per affiancare la monoposto n. 5 di Vettel. Già durante questa stagione il monegasco ha dato l’idea di avere tutte le carte in regola per far tornare la Ferrari ai fasti di un tempo, e allora sorge spontaneo chiederselo:

La prossima stagione sarà quella buona per il cavallino?

Per la storia della Ferrari io credo di sì e credo anche che il monegasco sia il pilota giusto!

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