Apertura stadi: protocollo bocciato, si resta così fino a metà ottobre

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Ritorno allo stadio: NO!

Chi già pregustava un derby con lo stadio San Siro al 25% di capienza dovrà aspettare. Il CTS in giornata ha analizzato il documento congiunto di Regioni e Province Autonome per l’apertura degli stadi al 25% e ha affermato che nessuna linea morbida è per ora possibile.

Per ora le Regioni rispettando le norme indicate possono accettare una presenza varia dai 1000 fino al massimo a 2000 spettatori.

La curva epidemica infatti è tendente al rialzo e soprattutto bisogna attendere i risultati della riapertura delle scuole. Anche per il fatto che gli stadi sono luoghi di massima espressione di criticità per il diramarsi del virus. 

Per ora quindi non esistono le condizioni favorevoli per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso la partecipazione degli spettatori in numero maggiore di quelli consentiti:

  • 1000 all’aperto 
  • 200 al chiuso

Il prossimo aggiornamento in merito alla questione sarà a metà di ottobre.

Tifosi allo stadio: presto numero più ampio

Lo chiedono a gran voce le società e lo chiede il presidente della FIGC Gravina. Più dei 1000 tifosi simbolici allo stadio per un ritorno al calcio semi-normale. Al lavoro il Ministro Spadafora con Regioni e Governo per aprire un varco nell’inamovibilità del CTS e delle autorità.

  1. L’idea è passare dai 1000 attuali a 1000, ma per settore dello stadio. Per cui parliamo di circa più di 1000 persone per blocco dello stadio all’aperto e di 200 per blocco nei palazzetti chiusi.
  2. Vietati striscioni, bandierine e oggetti da stadio
  3. Sarà consentito solo a quegli impianti che possono consentire prenotazioni e assegnazioni preventive di posti da sedere e assolutamente nominali.

Quindi la capienza dello stadio passa da 1000 tifosi al 25% dell’impianto, suddiviso per pezzi o settori o blocchi. Per essere più precisi il 25% della capienza “autorizzata per l’impianto dalla Commissione provinciale o locale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo» e delle norme in tema di prevenzione incendi”. Quindi per una curva ci saranno x tifosi, suddivisi in settori, con un massimo di 1000 per parte.

Scontato dire che saranno obbligatorie le mascherine e probabilmente file contingentate e misurazione della febbre.

Accordo per 1000 spettatori allo stadio da subito

Governo e Regioni hanno trovato l’accordo per permettere a 1000 tifosi di entrare allo stadio da subito. Infatti il Governatore del Veneto Luca Zaia voleva permettere l’accesso ai tifosi sia negli impianti all’aperto che in quelli al chiuso (massimo 700 persone). Perciò il Governo ha deciso di fare chiarezza permettendo a tutte le squadre di serie A di aprire gli impianti sportivi fino a un massimo di 1000 spettatori. Il provvedimento dovrebbe essere presto allargato ad altri sport ed alla Serie B e Lega Pro di calcio secondo il Ministro dello Sport Spadafora.

Parma-Napoli: stadio con il pubblico

Il tempo vola più velocemente delle notizie e nemmeno il tempo di aprire alla chiusura stadi con l’iniziativa del Ministro dello Sport Spadafora che arriva un’altra clamorosa notizia!

Parma-Napoli di domenica 20 settembre sarà aperta a tutti. Il governatore della regione Emilia-Romagna ha firmato un’ordinanza che concede l’apertura del Tardini, purché sussista un piano Covid-19 preciso e si seguano le indicazioni base di un preciso numero di spettatori, sempre da mantenere i contatti e le distanze giuste, nonché per gli adeguati flussi di entrata e uscita dalla stadio.

Quindi niente posti in piedi, niente striscioni, né bandiere e nè contatti o abbracci!

Il numero massimo di spettatori sarà di 1000.

Spadafora: sì agli Internazionali con il pubblico

Contagi sì o contagi no, forse questa volta ci siamo. Non siamo così vicini alla ripartenza come prima, ma un breccia si è aperta. La rigidità e la massima prudenza del Ministro della Salute Speranza e del relativo CTS ha dato l’Ok a poter assistere alle semifinali e alle fasi finali degli Internazionali di tennis a Roma! 

La notizia è da prendere con estrema positività, perché è la prima apertura ufficiale in Italia a un evento con pubblico. Se tutto andrà bene, da qui alla riapertura la strada è breve.

Stadi chiusi fino al 30 settembre in Italia

In Italia il Premier Conte ha emanato il 7 settembre il nuovo dpcm che vieta l’apertura degli stadi fino al 30 settembre 2020. Sono state confermate le misure delle mascherine, del distanziamento sociale e dei tamponi per arginare la diffusione del virus.
Aumentata la capienza dei mezzi pubblici fino all’80% e decise anche le nuove linee guide sulle scuole, ma ai tifosi sarebbe piaciuto tornare già allo stadio. Purtroppo bisognerà rimandare al mese di ottobre se la situazione sanitaria lo consentirà.

Tifosi agli stadi: sì dalla prima giornata

Sì ci siamo, tifosi negli stadi sin dall’inizio del campionato con le dovute cautele. Dopo gli esperimenti inglesi e le decisioni dell’UEFA, ecco le regole per entrare negli stadi a breve.

  • Si entra e si resta con la mascherina (a parte i congiunti) 
  • si resta sia fuori dagli sportelli che dentro allo stadio a 1 metro di distanza
  • si entra solo in stadi che prevedono massimo 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso
  • obbligo di misurazione di temperatura all’ingresso 
  • solo laddove sia possibile prenotazione e assegnazione del posto preventivo
  • se l’evento supera i 1000 spettatori o 200 al chiuso, solo il presidente di Regione o Provincia può sottoporre lo specifico protocollo alla validazione da parte del Comitato Tecnico Scientifico.

Tifosi agli stadi in Inghilterra: c’è il progetto pilota

E se in Italia circolano voci, secondo cui San Siro ala prima di campionato verrà parzialmente riaperto, in Inghilterra si parla di progetto-pilota. Un progetto che comprende amichevoli, calcio femminile e rugby. I test si stanno già facendo.

Partiamo dall’amichevole più vicina, quella fra Chelsea e Brighton & Hove Albion di sabato prossimo che vedrà sugli spalti 2500 tifosi. 

Passando al calcio femminile, abbiamo da registrare la presenza di tifosi per la sfida fra West Ham United e Arsenal valida per la Super League. 

Nel rugby pronti i tifosi per la sfida Premiership fra Harlequins e Bath del 5 settembre 2020.

Nel cricket si è ripreso a giocare con i tifosi dal 15-16 agosto nella finale di World Snooker Championship a Sheffield.

Il programma sperimentale procederà gradualmente in tutto il mese settembrino e poi a ottobre si spera a un ritorno alla gradualità.

Bayern Monaco-Siviglia: a porte aperte

La Supercoppa Europea del 24 settembre fra il neo-vincente Bayern Monaco della Champions League e il Siviglia, vincitrice dell’Europa League, si giocherà nelllo stadio ungherese della Puskas Arena (Budapest) e ….rullo di tamburi sarà all’aperto. Potrebbe essere, dopo l’esperimento francese, la prima partita di coppa europea con i tifosi.

Ovviamente, come già si può intuire, non tutti. La capienza è di circa 60.000 spettatori. Ne prenderanno parte 20.164, cioè un terzo circa. 

Ovviamente ingressi contingentati e misure di sicurezza e protezione per evitare contagi.

Lo stesso stadio ha già ospitato la finale di Coppa d’Ungheria tra Honved e Mezokovesd il 3 giugno 2020.

Insomma, dopo tanto tribulare, la UEFA sta facendo il passo più importante per tornare a parlare di calcio normale.

Intanto in Italia, il Napoli ha dato avvio a un esperimento altrettanto importante e determinante per l’apertura degli stadi.

Napoli: ritiro Castel di Sangro

Si fa un passo avanti importante, nonostante la situazione Covid-19 sia in peggioramento non grave, ma numerico. La società del Napoli ha deciso che nel ritiro di Castel di Sangro che prende l’avvio oggi sarà possibile assistere alla preparazione da parte dei tifosi! 

Ci saranno regole severe, ma i tifosi potranno assistere alle corse, agli allenamenti e forse anche alle partitelle dei propri beniamini. Facile che saranno obbligatorie da indossare i dispositivi di protezione e probabilmente gli ingressi saranno contingentati.

Come è possibile intuire è una prima apertura verso una reale possibilità di poter riaprire gli stadi con regole severissime! 

Alcune società di A, fra cui la Fiorentina, hanno elogiato e apprezzato moltissimo l’iniziativa.

CTS- FIGC-Lega Serie A: tifosi allo stadio sì è possibile a breve

Si alza sul Governo, sul CTS e sugli organi di vigilanza e decisionali la pressione delle stesse squadre della Lega. La richiesta unanime è per le ultime partite di A di consentire a un ritorno parziale dei tifosi. Ovviamente rispettando le giuste distanze, i controlli dei flussi e quindi con una cospicua diminuzione delle persone presenti sugli spalti. Su questa idea ora si sta lavorando per trovare un accordo!

Protocollo ipotesi ritorno agli stadi: cosa sta studiando il CTS

Il CTS è al lavoro con un dossier che la Lega di Serie A ha presentato recentemente. C’è un piano per far tornare entro settembre o anche prima i tifosi allo stadio. Lo chiedono i protagonisti, le squadre, le televisioni e gli organi. Tutti vogliono che si ritorni, pur senza rischiare di aprire nuovi focolai. E il problema focolai è sito nelle curve, troppo piene e difficili da controllare.

Per cui se la situazione delle tribune e dei settori è gestibile, quella parte dello stadio è il vero nocciolo del problema. Il CTS ha voluto la piantina dei 17 stadi italiani più conformi. Il punto e l’obiettivo è indicare le corrette vie di entrata, uscita e quelle d’emergenza.

L’idea resta sempre quella ventilata da tempo: 25% o 40% al massimo di spettatori per stadio nella zona più calda. 

Per cui di fondo la prospettiva possibile è:

  • entrata con le mascherine
  • seggiolini distanziati
  • ingressi divisi
  • nelle curve presenza del 25% o 40% 

Francia: amichevole PSG con tifosi allo stadio

Anche perché dalla Francia, che certo non se l’è passata meglio di noi, la notizia recente è che finalmente c’è stata la prima partita con tifosi allo stadio!

Lo Stadio dei Principi ha riaperto a 4000 persone fisiche presenti! L’amichevole è stata fra PSG e Le Havre e fra le precauzioni importanti s’è deciso di fare test sierologici e tamponi per chi accede negli spogliatoi.

Ora prossima tappa per il ritorno alla normalità: le finali di Lega e Coppa con altri spettatori presenti!

Gravina: il 25% degli spettatori? E’ possibile!

Il presidente della FIGC dopo aver frenato gli entusiasmi iniziali, ora ridona la speranza.

Se il Comitato Tecnico Scientifico aprirà alla possibilità in poco tempo, gli stadi torneranno a ospitare i tifosi. In piccola parte, ovviamente. Si stima il 25% della capienza totale!

Una data di debutto? Potrebbe essere il big match scudetto fra Juventus e Lazio del 20 luglio a Torino! La parte più complessa è la gestione dei flussi esterni, dove ci vorranno regole precise!

Lecce Bari: richiesta apertura stadio

E in Puglia il Presidente Emiliano ha confermato che Lecce e Bari hanno chiesto in modo congiunto la riapertura parziale degli stadi a breve, rispettando le norme di sicurezza. Il documento verrà analizzato e se le condizioni epidemiologiche saranno buone, la Puglia potrebbe pensare alla riapertura!

Gravina frena: solo dopo il vaccino riapertura stadi

Se Zampa pochi giorni fa a una trasmissione radio aveva dato speranza ai molti tifosi italiani di godersi le partite nuovamente allo stadio, Gravina tre ore fa secca tutti gli entusiasmi:

Quando riapriranno gli stadi? Non appena saremo definitivamente al riparo da questo virus grazie a un vaccino

Dunque, la speranza, per ora, di tornare allo stadio, anche solo occupando metà della struttura è impensabile. L’idea, qualche giorno fa, ventilata era quella di procedere con controlli approfonditi, con l’uso della mascherina (fino all’inizio del match) e di utilizzare un adeguato distanziamento sociale. Per cui chiaramente l’impianto non sarebbe stato coperto complessivamente, ma avrebbe accolto metà o poco più della metà di tutti gli abbonati e dei tifosi con tagliandi.  

Riapertura stadi Francia: OK dall’11 luglio

Nel frattempo in Francia dal 22 giugno potranno riaprire gli stadi per le partite delle finali di Coppa Nazionale. Gli spettatori massimi saranno 5.000. Non è una riapertura complessiva, ma è già qualcosa.

Insomma, se la fase 3 sta per consentire anche gli sport di contatto a livello amatoriale, per i tifosi non è ancora tempo di tornare nel loro luogo preferito.

Fase 3: riapertura cinema, teatri, calcetto, beach e boxe

La Fase 3 sta per cominciare a breve: esattamente il 15 di giugno. Ed è una fase importante, perché si tratta del terzo passo verso la normalità! La vita collettiva che si era chiusa nel periodo primaverile, pian piano si apre sempre di più, potremmo dire come un fiore estivo. I dati sono abbastanza buoni, anche se resta sotto controllo la Regione principe del dramma: la Lombardia!

Se volete sapere le novità riguardo a calcetto e a beach, abbiamo già anticipato qualcosa poco fa.

Certo che la riapertura di luoghi collettivi chiusi come cinema e teatri, apre lo scenario e il quesito: quando riapriranno gli stadi?

Le proiezioni diffuse nei mesi del lockdown sui gruppi what’s app ci facevano pensare addirittura al 2021. Ma la realtà, di oggi, sempre poter far sperare in altro.

Fase 3 riapertura stadi: possibile a luglio?

La novità di questi giorni e di cui è arrivata recentemente una conferma anche dalla sottosegretaria alla salute Zampa che in una trasmissione radiofonica ha dichiarato:”La riapertura parziale degli stadi a luglio? Credo che, studiando modi e forme, ci sia questa possibilità. Una possibilità che dipenderà dal fatto che le persone dovranno entrare ovviamente una lontana dall’altra e che ci sia un accesso con controllo della temperatura. Bisogna fare una simulazione per quantificare quanti sostenitori possono entrare, in modo equilibrato, non tutti di una sola squadra. Le tifoserie vanno misurate in modo equo“.

Riapertura stadi regole

Riassumiamo, dunque, da questa dichiarazione quali potrebbero essere le regole per un tifoso che si reca allo stadio.

Se tutto è basato su distanziamento sociale e zero contatto fisico la situazione che si verrebbe a creare è molto simile a quella che ci sarà nei teatri e cinema.

  • rispetto delle distanze ai tornelli
  • probabile ovvia presenza di soluzioni idro-alcoliche ai tornelli e in molti posti dello stadio
  • probabile uso dei servizi con distanziamento e uso di igienizzatori
  • posti assegnati con distanza di un metro o due a persona
  • entrata con la mascherina
  • possibilità di vedere la partita senza mascherina (se c’è giusto distanziamento)
  • divieto di abbracci, baci e contatto

A quel punto clamorosamente si potrà anche urlare e gioire da soli o con persone del proprio nucleo familiare o congiunti. Certo, perché se la mascherina sarà tolta, vuol dire che si potrà di nuovo urlare: GOOOAALLLLLL!

In tutto questo scenario possibile e positivo, ma ancora lontano dalle conferme, resta da chiedersi della tradizionale curva di ultras cosa ne sarà? Sarà gestita in autonomia? Sarà loro negato l’ingresso? Ce ne sarà solo una parte?

E’ chiaro che si tratterebbe comunque di aperture parziali degli stadi, ma sarebbe giù un bel passo avanti.

Non a caso le società di calcio, fra cui la Juventus, si stanno già attrezzando.

Con la riapertura parziale degli scenari calcistici, non solo si direbbe addio allo scenario smorto senza suoni nè colori e né cori che andrà in scena per un mese (vedi esempio ieri di Juventus-Milan), ma si risolverebbe parzialmente l’annosa questione dei rimborsi per i tifosi.

Insomma, se si troveranno gli accordi giusti, la riapertura frazionata degli stadi, potrebbe essere una soluzione che fa acquolina a molti.

E non a caso lo spostamento in Portogallo della finale e delle fasi conclusive della Champions League è anche collegato al fatto che si spera di avere finalmente uno stadio pieno o semi-pieno. 

1 COMMENT

  1. I tifosi negli stadi possono entrare, uno stadio da 60mila posti a sedere, il 25% non creano nessun contagio
    chi organizza, deve responsabilizzare i tifosi, sia in entrata che in uscita, soprattutto con l’aiuto degli addetti alla sicurezza, le paure lasciamoli fuori dalle nostre menti, creano solo confusione. L’umanità è come un albero ha sempre bisogno di essere tagliati quando diventano invadenti. E’ la cruda realtà, ma necessaria, immaginiamo un mondo senza le guerre, sarebbe peggio delle guerre stesse.
    Gianni Perniola

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