Venezia: in gondola con Zanetti

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Mattia Collauto, ds, e Paolo Zanetti, allenatore del Venezia
Mattia Collauto, ds, e Paolo Zanetti, allenatore del Venezia

L’ottima stagione del Venezia di Paolo Zanetti

Il Venezia gioca, crea e diverte, quarta vittoria consecutiva e sesto risultato utile di fila. Continua inarrestabile la marcia dei neroarancioverdi, giunti al terzo posto in classifica.

Tra gli artefici di tutto ciò c’è sicuramente il mister Paolo Zanetti, che dopo l’infausta parentesi di Ascoli, ha ripreso in mano il suo elastico 4-3-1-2, cominciando la scalata alla classifica cadetta .

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La difesa del Venezia: Felicioli sugli scudi

In difesa davanti all’esperto Pomini, che ha preso il posto dello sfortunato Lezzerini, per lui probabile stagione finita causa rottura del crociato; agiscono Mazzocchi terzino di spinta sulla fascia destra e Felicioli sulla corsia opposta. Ventitreenne dal sicuro avvenire per le sue doti di corsa e controllo palla arriva spesso lucido nel fornire assist ai suoi compagni d’attacco. Nonché abile nelle azioni di ripiego grazie alla buona lettura di gioco. In mezzo loro la coppia di centrali è formata: da capitan Modolo forte fisicamente e bravo sulle palle alte, che ne fanno un buon colpitore sui calci da fermo e Ceccaroni con caratteristiche molto simili al suo collega di reparto, giocando però più sulla corsia mancina prediligendo palla a terra.

Il centrocampo del Venezia: le chiavi del gioco a Taugourdeau

A centrocampo il compito di dettare i tempi è affidato al francese Taugourdeau che nelle gerarchie ha scavalcato il talentuoso ma infortunato Vacca. Rispetto alla passata stagione l’ex Trapani ha arretrato il suo raggio d’azione fungendo ormai da regista davanti alla difesa, grazie alla sua buona visione di gioco e la precisione nel tiro, ottimo nei calci piazzati. Ai suoi lati agiscono Fiordilino, trasformato dal tecnico da play a mezz’ala, scoprendo in lui nuove doti offensive negli inserimenti senza palla per poi battere a rete e Maleh, in prestito dalla Fiorentina, talento puro, fiuto del goal e senso della posizione che spesso lo porta in area avversaria per giocare di sponda. A loro si alterna lo sloveno Črnigoj centrocampista di stazza che si fa valere in entrambi le fasi e non disdegna la botta dalla distanza.

L’attacco del Venezia: Francesco Forte, il bomber

In attacco a muoversi fra le linee e fare da raccordo con il centrocampo c’è Mattia Aramu. Giocatore di qualità mai realmente esploso che con il suo estro si rende pericoloso liberando e servendo le due punte. Rigorista della squadra. I terminali offensivi sono invece il capocannoniere Francesco Forte con 12 sigilli finora in stagione, sgusciante attaccante di rapina implacabile in area di rigore ospite e il norvegese Johnsen agile seconda punta brevilinea che ama partire dal esterno sinistro per servire al centro o accentrarsi. In alternativa Bocalon per sostituire l’ex Juve Stabia quando c’è ne sia bisogno e il sempre pronto Di Mariano, veloce e rapido che ama correre sulla lunga distanza e può giocare anche sulla trequarti. A loro si è aggiunto nel mercato di gennaio il gioiellino del Inter Esposito, che dopo la non convincente breve parantesi di Ferrara, vuol dimostrare tutto il suo valore.

Questo è il Venezia di Zanetti un bel mix di giovani ed esperienza. Nonostante sia una compagine prettamente votata all’attacco i meccanismi sono ben oliati con i reparti uniti tra loro garantendo un gioco fluido e dinamico che comincia a far sognare i tifosi sulla laguna.

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