Il team inglese era fra i più attesi in vista del cambio regolamentare, a fronte anche di maggior tempo dedicato alla progettazione della FW48, ma i risultati latitano.
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ToggleIl 2025 faceva ben sperare per un ritorno in pianta stabile al vertice
I pronostici spesso non ci prendono. Prendiamo la Williams ad esempio: dopo un 2024 terminato malinconicamente, il 2025 vedeva un cambio sul fronte piloti con l’arrivo di Carlos Sainz jr dalla Ferrari il quale, sacrificato dalla Rossa per far posto a Lewis Hamilton, aveva accettato la corte di James Vowles, impegnato nel rilancio dello storico team di Grove. Nel 2025, la scelta del madrileno aveva portato i suoi frutti, supportata anche da una vettura, la FW47, molto valida. In virtù della bontà telaistica della monoposto, la scuderia inglese aveva disputato una stagione ottima, corredata da due podi conquistati dallo stesso Sainz ma, soprattutto, aveva regolarmente terminato in zona punti la maggior parte delle gare, in particolare nella prima fase del campionato.
Al termine dell’anno, il bottino finale vedeva il team fondato dal compianto Frank Williams conquistare un’onorevolissima quinta posizione nel mondiale costruttori con 137 punti.
Questa crescita aveva fatto pensare che il team potesse ripercorrere la risalita attuata dalla McLaren con un ritorno alla lotta per vittorie e titoli, anche alla luce di uno stravolgimento attuato dei valori con il nuovo ciclo tecnico del 2026.
In crisi con la FW48, sviluppi ultima carta per riemergere
Consapevoli del fatto che il 2025 era l’ultimo anno del regolamento delle vetture ad effetto suolo, la scuderia aveva deciso anticipatamente di interrompere lo sviluppo della FW47 per investire tempo e risorse sul progetto del 2026. Invece, il nuovo mondiale è iniziato male già dall’inverno col mancato superamento del crash test che ha costretto la squadra a riprogettare il telaio e, per questo motivo, a saltare la prima sessione di test a Barcellona tenutasi a gennaio. L’aver mancato il primo test collettivo ha comportato un ritardo nel macinare Km e di comprensione del pacchetto telaio-motore.
Tuttavia, la macchina del 2026 presenta altre criticità, su tutte l’eccessivo peso che il team sta provando a togliere con gli sviluppi in fabbrica (arriverà un corposo pacchetto a Baku, in Azerbaijan)
Questa situazione deficitaria sul fronte tecnico si sta ripercuotendo in pista, dato che la scuderia annaspa costantemente nelle retrovie: solo 11 i punti raccolti fin qui dal tandem Albon-Sainz con l’aggravante di essere l’ultimo dei team motorizzati Mercedes, ossia la power unit più potente in griglia.
Vedremo se questa crisi sarà superata oppure se la FW48 non permetterà una risalita nel centrogruppo, costringendo, di fatto, la compagine britannica a riporre gli obiettivi per il 2027.