Che 2021 dobbiamo aspettarci da Aston Martin e Alpine?

La sfida a metà schieramento vedrà protagoniste due squadre dagli obiettivi ambiziosi. Da una parte l’Aston Martin e dall’altra Alpine!

Il ritorno dell’Aston Martin: il colpo Vettel e la prospettive future 

Il marchio inglese torna in F1 a sessant’anni di distanza dall’ultima partecipazione. All’inizio del 2020, la cordata di Lawrence Stroll ha rilevato la struttura della Racing Point consentendo quindi il grande ritorno, ragion per cui le nuove AMR21 sfoggiano una livrea di colore verde, tipica dell’Aston Martin.
Intorno alla scuderia di Silverstone c’è attesa e curiosità, anzitutto perché l’obiettivo dichiarato è lottare più da vicino con i primi alla luce del fatto che lo scorso anno la RP20,- oltre ad essere ribattezzata “Mercedes rosa” per via della forte somiglianza con la W11 – è risultata spesso la terza macchina dello schieramento in termini di velocità assoluta; nonostante il terzo posto tra i team sia stato conquistato dalla più affidabile Mclaren. In secondo luogo, il progetto Aston Martin ha spinto Toto Wolff ad entrare nella proprietà del team (seppur con una piccola quota); a testimonianza di un progetto ambizioso per il lungo periodo.
Infine, c’è il colpo Sebastian Vettel a far rumore. Il tedesco, reduce da un 2020 da dimenticare con la Ferrari, è smanioso di tornare a lottare per le prime posizioni e per questo ha deciso di sposare il progetto Aston Martin con cui potrà disporre del motore Mercedes con l’opportunità di ritrovare quell’entusiasmo e quella determinazione che ha perso negli ultimi due anni in Ferrari.

Alpine e la rivoluzione “all’italiana”: cosa può dare Alonso?

A far parte del nutrito gruppo di metà schieramento ci sarà anche l’Alpine (in pratica la nuova denominazione di Renault). Durante l’inverno, la squadra francese ha fatto parlare di sé più per i cambiamenti nell’organico che per le novità della nuova A521. Chiuso il 2020 al quinto posto tra i costruttori, dopo aver mostrato indubbi progressi a partire dal Gp del Belgio fino a riassaporare il gusto del podio (tre in totale: due con Ricciardo ed uno con Ocon), il team d’Oltrape ha rinforzato l’organico con l’ingaggio di Davide Brivio nel ruolo di racing director; un’altra figura d’Italia che si aggiunge a quella di Luca De Meo (a.d. del gruppo Renault).

L’arrivo di Brivio, che ha un curriculum vincente nel Motomondiale con Yamaha e Suzuki, ha generato aspettative sulla capacità del manager lombardo di lavorare in una nuova realtà, ma il diretto interessato si è dimostrato carico e con la voglia di contribuire alla crescita della squadra transalpina che per quest’anno ha l’obiettivo di confermare quanto di buono mostrato per poi lanciare l’assalto al mondiale a partire dal 2022 quando entreranno in vigore le nuove regole.

Ed è proprio con l’orizzonte del 2022 che deve essere contestualizzato l’ingaggio di Fernando Alonso. Lo spagnolo, al rientro nel Circus dopo due anni, ha il compito di traghettare la squadra durante il 2021. Ma è chiaro che Nando, reduce da annate difficili con la Mclaren, vuole tornare protagonista già in questa stagione con l’obiettivo di tornare sul podio lanciando un avvertimento ai suoi avversari nella lotta al titolo per il 2022 dimostrando che l’età (compirà 40 anni a luglio) non è un problema quando il talento è supportato dalle giuste motivazioni e da una buona macchina.