Euro Atalanta, il cammino termina nella maniera più beffarda

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Atalanta-Psg 1-2.

Finisce qui il sogno della Dea. Finisce nella maniera più dolorosa e beffarda possibile, con una rimonta subita nei minuti di recupero.

Fa male, malissimo. Perché quando all’89° stai vincendo e al 96°, al triplice fischio, addirittura ti ritrovi sotto, è devastante. Tra tutti i modi possibili per essere eliminati, questo è certamente il modo che peggiore. Il pensiero, tuttavia, deve subito essere rivolto sul fatto che la stagione della Dea, a prescindere dalla notte di ieri, rimane strepitosa. Record di punti in campionato e quarti di finale di Champions League: è la miglior stagione della storia dell’Atalanta.

Il racconto del match

Primo tempo

Il primo tempo è stato sicuramente equilibrato. Forse sì, il Paris avrebbe meritato il pareggio già primo dello scadere dei 45 minuti. Nel complesso, però, un’Atalanta certamente positiva come atteggiamento ed idee. Anzi, fino al gol di Pasalic è la Dea ad aver dominato i francesi, per lunghi tratti tenuti in vita solo dalle giocate di uno strepitoso Neymar. Dopo il gol di Pasalic al 26°, con un bel tiro a giro di sinistro a seguito di un’azione rocambolesca, i neroblù si sono un po’ spenti mentre il Psg, trascinato dal brasiliano, è riuscito a creare qualche pericolo, pur senza mai dominare la Dea dal punto di vista del gioco.

Secondo tempo

Nel secondo tempo, le cose sono cambiate eccome. Magari non fin dall’inizio, quando l’Atalanta avrebbe addirittura l’occasione di portarsi sul 2-0 con Djimsiti, che spreca una buonissima palla gol da posizione invitante. Soprattutto le gare secche, sono determinate da episodi, da momenti: ecco, il momento di questa partita è il 60°, quando al posto di uno spento Sarabia entra Mbappè, partito dalla panchina perché non al meglio. Da questo momento, cambia tutto: il Psg prende fiducia, mentre l’Atalanta sembra perderne. Inoltre, evidente il calo fisico degli uomini di Gasperini, che non riuscivano più a ripartire. Mbappè sulla sinistra fa quello che vuole: Sportiello per due volte gli dice di no. Ecco che si arriva al secondo momento clou: l’ingresso di Choupo Mouting al posto di un inguardabile Icardi al 79°. Il subentrante attaccante parigino entra benissimo, ed è lui, al 90°, a mettere nel mezzo un bellissimo pallone per Neymar, che stoppa e appoggia in area piccola per Marquinhos che insacca. Questo pareggio ha ammazzato l’Atalanta, che nel recupero (6 minuti) è come se non fosse più in campo. Il Psg lo ha percepito e ne ha approfittato nel migliore dei modi, segnando il 2-1 al 93° con l’assist di Mbappè per Choupo Mouting. Sì, proprio loro, i due subentrati. Finisce, così, l’avventura europea dell’Atalanta.

Analisi del match

Le gare secche sono gare uniche, particolari. Sono gare in cui non si può sbagliare, perché in soli 90 minuti la posta in palio è altissima. Quando queste gare sono sostanzialmente equilibrate (come il match di ieri sera) che cosa determina il risultato? Naturalmente gli episodi, che sono l’essenza del gioco del calcio. Poi, la lettura in corsa della partita da parte dell’allenatore di una squadra e della squadra stessa. Infine, è determinante il fatto di sbagliare il meno possibile: chi sbaglia meno, vince. Ecco, ieri la squadra che ha sfruttato al meglio gli episodi favorevoli, ha azzeccato i cambi ed ha sbagliato meno rispetto all’avversario, purtroppo, non è stata l’Atalanta. Naturalmente più campioni (che essendo campioni hanno quindi una certa esperienza internazionale) hai in campo, più hai possibilità di sfruttare al meglio gli episodi e di sbagliare meno. Palomino non è Caldara, Papu non è Neymar, Zapata non è Mbappè. In parte è stato proprio questo ha risolvere il match in favore dei parigini.

Su un piano più tattico, invece, possiamo dire che Gasperini ieri è stato meno all’altezza che in altre situazioni. Attenzione: non si sta dicendo che l’Atalanta sia uscita dalla Champions per colpa del mister. Dirlo sarebbe una mancanza di rispetto non tanto verso Gasp quanto verso fenomeni come Neymar e Mbappè, perché si andrebbe a sminuire il loro straordinario lavoro di ieri sera. Però è indubbio che a livello di gestione Gasp ieri ha lasciato un po’ a desiderare. Non tanto, come sostiene qualcuno, per le sostituzioni, ma per il fatto che nell’ultima mezz’ora la fase difensiva della Dea ha lasciato davvero tanto a desiderare. Si poteva passare ad una difesa a 4 magari, ma soprattutto sarebbe stato più opportuno difendere più bassi, creando più densità dietro, invece che concedere molto campo a Neymar e soprattutto Mbappè alle spalle dei difensori. Nelle gare secche sì, l’allenatore deve saper fare anche questo: cambiare la propria filosofia, anche a gare in corso, in relazione alla situazione e alle caratteristiche dell’avversario. Detto ciò, magari il Paris Saint Germain avrebbe comunque vinto, ma sicuramente avrebbe faticato ancor di più per trovare la vittoria.

E poi, naturalmente, un discorso che in competizioni come a Champions League vale tantissimo: la fortuna. Non che la Dea ieri sia stata troppo sfortunata, anzi: il Psg avrebbe potuto pareggiare molto prima. Però i problemi fisici di Freuler nel finale (crampi) sono stati una vera e proprio mazzata per l’Atalanta, che ha giocato gli ultimi 10 minuti (recupero compreso) praticamente con un uomo in meno. E non uno qualunque: Remo Freuler, forse tra i migliori insieme a Pasalic e De Roon.

Il giorno dopo fa male allo stesso modo, forse peggio. Perdere ci stava, e il Psg non ha rubato nulla, anzi, analizzando a freddo i 90 minuti si può dedurre che i francesi, pur non giocando una grandissima gara, hanno meritato. Quello che non va giù è che, nonostante la sofferenza successiva all’ingresso di Mbappè, il peggio sembrava passato (come ha detto anche Gasp nel post partita). Invece, il finale da incubo…

Ora qualche settimana di vacanza in vista della nuova stagione che già tra poco inizierà. In vacanza orgogliosi dell’Atalanta!

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