Euro Atalanta: che cosa rappresenta questa seconda qualificazione?

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Che l’Atalanta si qualificasse agli ottavi più dell’Inter non se l’aspettava, forse, nessuno. In realtà, quelli più diffidenti. Perché che i bergamaschi non guardino in faccia nessuno, è ormai cosa risaputa. E proprio per questo la seconda qualificazione agli ottavi ha un valore non solo storico, psicologico. Ma rivediamo un po’ tutto ciò che riguarda la qualificazione della Dea.

Ajax-Atalanta 0-1

Ieri alla Johan Cruijff Arena l’Atalanta ci metteva piede per la prima volta. Certo, se ci fossero stati i tifosi olandesi e lo stadio era zeppo di lancieri, l’impatto per i “fringuelli” di Gasperini sarebbe stato diverso. Entrare in una delle “case del calcio” per antonomasia poteva rappresentare uno shock mentale non da poco. In fin dei conti finora la squadra bergamasca aveva giocato nel tempio del City, in quello della Dinamo Zagabria, in quello dello Shakhtar, in quello del Valencia (ma a stadio vuoto) e di recente nel famoso Anfield Road.

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Il solo fatto che ieri i ragazzi di Gasperini siano entrati con il giusto temperamento, con la determinazione, la voglia e la consapevolezza è un grande segnale di maturità calcistica. Una crescita che da quel quarto di finale fallito contro il PSG è andata sempre più a livellarsi. Con il successo strepitoso in casa de Liverpool, arrivando da quel 0-5 in casa da ammattire chiunque.

Un’Atalanta che ieri, pur giocando, talvolta con la sua consueta rotazione di uomini non ha mai temuto l’Ajax. L’ha saputa domare, seguire, controllare, ma non si è mai spaventata delle giovani promesse dei lancieri. Paradossalmente, anzi, la squadra bergamasca ha rischiato di più in casa, quando è finita 2-2.

Ajax-Atalanta highlights

Quella di ieri è stata una piacevole sfida. Certo meno combattuta ed elettrizzante di quella giocata al Gewiss Stadium. L’Atalanta è diventata matura, ha resistito alla tentazione di buttarsi a capofitto in avanti, pressando magari molto e rischiando le sfuriate dei talenti olandesi. Certo nel primo tempo ha attaccato con Zapata e con il tiro portente di De Roon, ma non ha quasi mai rischiato nulla in fase difensiva.

Nel secondo tempo ha sempre tenuto il ritmo giusto, ha controllato il possesso palla olandese, ma non è mai caduta. Non si è mai disunita. Non si è mai scomposta. Se Klaasen non avesse sprecato a tu per tu con Gollini, probabilmente le gambe iniziavano a tremare, ma così non è andata.

E quando la partita sembrava volgere al termine, senza né arte né parte, ma con il risultato favorevole all’Atalanta, la Dea, con il solito cobra degli ultimi 15 metri, alias Muriel, ha colpito. Il morso della Dea, di un serpente, di un gruppo che ormai a livello internazionale sa affrontare gli avversari e sa quando deve imporre il proprio gioco.

È questo valore calcistico l’elemento fondante su cui Gasperini può aprire un ciclo di vittorie e soddisfazioni. La Dea bergamasca non è più la “matricoletta” del miracolo, ma rappresenta sempre più in ottica futura una nuova Lazio di Cragnotti, un nuovo Parma di Tanzi, una nuova Roma di Spalletti. Cioè una piccola compagine italiana che non va in Champions per prendere i premi, ma per giocarsela alla pari con chiunque.

Con un potenziale davanti, che è devastante (ancora poco espresso il talento di Miranchuk o quello di Lammers o Malinovskyi o o stesso Ilicic), con un’organizzazione tattica efficace e con una mentalità “molto sacchiana”, ma poco zemaniana.

Una squadra che, al cospetto delle big europee (a parte gli extra-terrestri del Bayern Monaco) può dire la sua davanti agli spettatori o negli stadi vuoti. Fa lo stesso. E allora questo secondo anno di ottavi non vengano etichettati come miracolosi, ma come meritati e favolosi, perché in fondo per i suoi tifosi quella della Dea è una favola. 

Atalanta Champions League

Ci siamo:  il momento di Ajax-Atalanta è arrivato!

Atalanta Champions League: la situazione in classifica

Ecco qui la classifica del girone D di Champions League prima dell’ultima giornata.

Liverpool 12 punti

Atalanta 8 punti

Ajax 7 punti

Midtjylland 1 punto

Il Liverpool, come evidente, è già matematicamente sicuro del primo posto. Il Midtjylland, allo stesso tempo, è altrettanto sicuro di non poter andar oltre il quarto e ultimo posto in classifica. La situazione è in bilico solo per Ajax e Atalanta, che nello scontro diretto di stasera si giocheranno l’accesso agli ottavi di finale di Champions (chi arriverà secondo). Chi arriverà invece terzo, dovrà accontentarsi dei sedicesimi di finale di Europa League.

Atalanta Champions League: cosa serve per il passaggio del turno?

Il punto ottenuto settimana scorso contro il Midtjylland, per la Dea, è stato fondamentale. Grazie a quel pareggio, l’Atalanta si presenta in una posizione di classifica migliore rispetto agli olandesi, e ciò consente ai neroblu di avere a disposizione 2 risultati su 3. Basta il pareggio. E non è poco, naturalmente: ad Amsterdam non sarà mai una passeggiata per nessuno. Pareggio o vittoria, non cambia nulla: sarà allo stesso modo qualificazione come seconda classificata nel girone.

L’Atalanta e i malumori in spogliatoio

Proprio dall’ultima partita di Champions (contro il Midtjylland) è rimasto qualche strascico in spogliatoio. Sicuramente qualche battibecco tra il Papu Gomez e Gasperini c’è stato. Così come è probabile che Ilicic abbia difeso l’argentino, dato che per domenica ad Udine (gara poi non giocata per impraticabilità) nemmeno lo sloveno era stato convocato (oltre, ovviamente, a Gomez). Detto ciò, da qui fino ad arrivare al contenuto di qualche audio che sta girando su Whatsapp (nei quali si racconta di avvenimenti che vanno per oltre dei semplici diverbi, e si parla addirittura di dimissioni di Gasperini) ce ne vuole. Ognuno su Whatsapp può dire quello che vuole, ricordiamolo, e un audio ci mette poco a circolare velocemente. Per cui di certezze non ce ne sono. Anzi sì, una sì: bisogna passare il turno, e per farlo bisogna essere TUTTI uniti!

Speriamo bene per stasera. Fino alla fine, FORZA ATALANTA!

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