Euro Atalanta, il sogno termina a Madrid

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Real Madrid-Atalanta 3-1

Il Real Madrid è troppo superiore: a Valdebebas finisce 3-1.

Dopo lo 0-1 dell’andata, la Dea era chiamata a ribaltare il risultato in Spagna. Serviva una mezza impresa che purtroppo non è arrivata. Se all’andata non è assolutamente stato un grande Real (complici le numerose assenze), stavolta bisogna dare i giusti meriti all’avversario. All’andata il Real Madrid ha vinto la partita solo nel finale, dopo un match intero in uno in più per la dubbia espulsione di Freuler. Ieri sera, invece, il Real è stato superiore. Con i recuperi fondamentali di Ramos e Benzema, si è visto un altro Real rispetto all’andata. Un Real più unito, compatto, organizzato e pericoloso.

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Real Madrid-Atalanta: la formazione della Dea

Gasperini inizialmente opta per una squadra abbastanza conservativa. In porta Sportiello, che ha ultimamente scavalcato Gollini nelle gerarchie. Dietro Toloi, Romero e Djimsiti, a centrocampo Pessina arretra al posto di Freuler. Al suo fianco, naturalmente, il solito De Roon. Sugli esterni, Maehle e Gosens. La scelta non banale è davanti: sulla trequarti agiscono Pasalic e Malinovskiy alle spalle di Muriel. Per cui fuori contemporaneamente Ilicic e Zapata (non al meglio) per un’Atalanta inizialmente più prudente.

Real Madrid-Atalanta: il racconto del match

Primo tempo

Il match non è iniziato male per la Dea, che sembrava anche essere partita meglio per gli avversari, creando anche qualche pericolo. Giusto il tempo, però, per gli spagnoli di prendere le misure.  Sì, perché quando salgono in cattedra giocatori del calibro di Modric (forse il migliore in campo), Kroos e Benzema, diventa difficile per qualsiasi avversario. Tuttavia, pur controllando il match, il Real non ha creato moltissimo, fino al clamoroso errore di Sportiello (al 34° minuto) che ha spalancato a Benzema la possibilità di realizzare l’1-0. E figuriamoci se un attaccante come il francese, ben servito da Modric, si lascia sfuggire un’occasione del genere. Squadre come il Real non perdonano mai, se poi si fanno certi regali… Da questo momento, l’inerzia del match è definitivamente cambiata. Ormai al Real bastava solo controllare il risultato, dato che alla Dea sarebbero serviti almeno 2 gol.

Secondo tempo

Nella ripresa, Gasperini prova il tutto per tutto inserendo Zapata al posto di Pasalic. Sono però i madrileni a rendersi più pericolosi in avvio di secondo tempo, soprattutto con un Vinicius scatenato. Al 53° scarta tutti ma poi a tu per tu con Sportiello deposita incredibilmente a lato. Al 60°, invece, l’episodio che compromette le (misere) speranze di rimonta della Dea. Vinicius viene ingenuamente atterrato in area da Toloi: calcio di rigore netto, e Ramos non sbaglia. Ora l’Atalanta avrebbe bisogno di ben 3 reti per qualificarsi. Qualche occasione arriva, soprattutto con Zapata, che spreca due ottime occasioni calciando addosso a Courtois. Non è proprio annata per il colombiano. L’altro colombiano, Muriel, invece realizza un gran gol su punizione all’83°, riaccendendo un minimo di speranza per il finale. Subito dopo la doccia fredda: il Real, dopo il gol subìto, riparte dal calcio d’inizio, e dopo pochi secondi trova il definitivo 3-1 con Marco Asensio, che spegne subito ogni speranza di rimonta per i bergamaschi.

Real Madrid-Atalanta: la Dea esce a testa alta!

Nel complesso, non una cattiva prova per la Dea. Sicuramente si poteva far meglio, abbiamo visto un’Atalanta certamente migliore in passato. Tuttavia non si può fare a meno di evidenziare la bravura dell’avversario. Il Real non ha fatto nulla di eccezionale: è bastato stare compatti, e far emergere le qualità dei singoli. La differenza tra le due rose si è vista tutta, ed è netta.

Ora bisogna subito voltare pagina: nessun fallimento, eliminare il Real Madrid sarebbe stata un’impresa storica! Giusto rimanga il rammarico, ma ci aspetta un gran finale di stagione tra campionato e finale di Coppa Italia!

 

 

 

Atalanta-Real Madrid 0-1

Termina 0-1 l’andata degli ottavi di finale di Champions League tra Atalanta-Real Madrid. Decide un gol di Mendy nel finale.

Atalanta-Real Madrid: highlights

Partiamo dal presupposto che perdere contro il Real Madrid ci sta. Stiamo parlando di uno dei club più grandi, se non il più grande e blasonato, della storia del calcio. Certo, non era un Real Madrid al top della forma: mancavano Ramos, Benzema, Marcelo, Hazard, Carvajal ed altri. Però è sempre il Real Madrid. Courtois, Varane, Modric, Casemiro, Kroos, non sono esattamente gli ultimi arrivati. Ciò che non va giù è il modo in cui è arrivata questa sconfitta. Una gara quasi solo in una metà campo, vale a dire quella dell’Atalanta. Per demeriti della Dea? Assolutamente. Si è solo dovuto fare di necessità, virtù. Perché quando al 15° rimani in uno in meno, la partita cambia completamente, soprattutto se dall’altra parte c’è il Real, non una squadra qualsiasi.

Atalanta-Real: l’episodio di Freuler

Una partita chiaramente indirizzata da un singolo episodio. Purtroppo, anche questo è il calcio. L’Atalanta, nella sua filosofia e nel suo modo di interpretare il calcio con Gasperini, non contempla il fatto di dover difendere praticamente 90 minuti senza riuscire a ripartire. Mai, nemmeno contro l’avversario più temibile, si è vista un’Atalanta così. Se però al 15esimo minuto rimani in uno in meno, contro il Real, c’è poco da fare: devi limitare i danni. E l’Atalanta più di così non poteva fare. Spiace, perché l’episodio incriminato è l’espulsione di Remo Freuler. Espulsione inesistente? Dubbia? Molto severa? Ognuno ha diverse interpretazioni. Mendy si stava allargando, e Freuler (che è stato ingenuo, questo non lo si può nascondere) lo aveva praticamente recuperato. Non è la classica situazione di un avversario lanciato a rete, come qualcuno vorrebbe far passare. Mendy rallenta, non ha un controllo felice con la palla, ed in pochissimo tempo Freuler gli recupera parecchi metri. Poi Mendy tocca la palla verso l’esterno, e lo svizzero gli frana addosso. Fallo e giallo indiscutibili, ma da qui a parlare di chiara occasione da rete, ce ne passa.

Atalanta-Real, in inferiorità numerica è un altro sport

Il cartellino rosso, quando sei al 15° del primo tempo, è una mezzata per qualsiasi squadra. Condiziona una partita intera. Al 15° è molto peggio rimanere in 10 piuttosto che ricevere un rigore contro. Se vai sotto di un gol, hai tantissimo tempo per ribaltare il risultato. Se rimani in uno in meno contro un avversario più forte, diventa davvero dura. La gara che avevi preparato non la puoi più fare, assolutamente. Devi prepararti ad un altro tipo di gara, in cui ognuno deve correre di più (e meglio), in cui ognuno deve fare un lavoro diverso da ciò che si era preparato, soprattutto in fase difensiva. E se concedi così poco ad un Real in superiorità numerica, vuol dire che hai davvero dato tutto. Peccato perché uno 0-0 casalingo sarebbe stato un buonissimo risultato, soprattutto per come si erano messe le cose dopo il rosso a Freuler.

Atalanta-Real: un pareggio solo sfiorato, arriva la beffa con Mendy nel finale

Purtroppo, il gol di Mendy all 86° ha gelato tutto. L’Atalanta avrebbe meritato il pareggio. Un gol un po’ casuale, se vogliamo, arrivato da un giocatore che non segna praticamente mai col mancino, suo piede preferito, figuriamoci di destro da 25 metri. Gollini? Non è una papera, ma poteva fare meglio. Forse non ha visto partire il tiro, ma si tratta di un tiro piuttosto debole, anche se angolato. Qualcosina di meglio si poteva fare, ma non è certo per Gollini che ieri si è perso. Poi si può discutere di qualche cambio, come la sostituzione di Muriel (unico giocatore che in contropiede avrebbe potuto combinare qualcosa) per Ilicic (entrato malissimo e poi sostituito all’85°), però diventa davvero difficile commentare una partita del genere.

Ora al ritorno sarò durissima, ma non impossibile. L’Atalanta deve crederci!

 

 

 

Atalanta gironi Champions

Che l’Atalanta si qualificasse agli ottavi più dell’Inter non se l’aspettava, forse, nessuno. In realtà, quelli più diffidenti. Perché che i bergamaschi non guardino in faccia nessuno, è ormai cosa risaputa. E proprio per questo la seconda qualificazione agli ottavi ha un valore non solo storico, psicologico. Ma rivediamo un po’ tutto ciò che riguarda la qualificazione della Dea.

Ajax-Atalanta 0-1

Ieri alla Johan Cruijff Arena l’Atalanta ci metteva piede per la prima volta. Certo, se ci fossero stati i tifosi olandesi e lo stadio era zeppo di lancieri, l’impatto per i “fringuelli” di Gasperini sarebbe stato diverso. Entrare in una delle “case del calcio” per antonomasia poteva rappresentare uno shock mentale non da poco. In fin dei conti finora la squadra bergamasca aveva giocato nel tempio del City, in quello della Dinamo Zagabria, in quello dello Shakhtar, in quello del Valencia (ma a stadio vuoto) e di recente nel famoso Anfield Road.

Il solo fatto che ieri i ragazzi di Gasperini siano entrati con il giusto temperamento, con la determinazione, la voglia e la consapevolezza è un grande segnale di maturità calcistica. Una crescita che da quel quarto di finale fallito contro il PSG è andata sempre più a livellarsi. Con il successo strepitoso in casa de Liverpool, arrivando da quel 0-5 in casa da ammattire chiunque.

Un’Atalanta che ieri, pur giocando, talvolta con la sua consueta rotazione di uomini non ha mai temuto l’Ajax. L’ha saputa domare, seguire, controllare, ma non si è mai spaventata delle giovani promesse dei lancieri. Paradossalmente, anzi, la squadra bergamasca ha rischiato di più in casa, quando è finita 2-2.

Ajax-Atalanta highlights

Quella di ieri è stata una piacevole sfida. Certo meno combattuta ed elettrizzante di quella giocata al Gewiss Stadium. L’Atalanta è diventata matura, ha resistito alla tentazione di buttarsi a capofitto in avanti, pressando magari molto e rischiando le sfuriate dei talenti olandesi. Certo nel primo tempo ha attaccato con Zapata e con il tiro portente di De Roon, ma non ha quasi mai rischiato nulla in fase difensiva.

Nel secondo tempo ha sempre tenuto il ritmo giusto, ha controllato il possesso palla olandese, ma non è mai caduta. Non si è mai disunita. Non si è mai scomposta. Se Klaasen non avesse sprecato a tu per tu con Gollini, probabilmente le gambe iniziavano a tremare, ma così non è andata.

E quando la partita sembrava volgere al termine, senza né arte né parte, ma con il risultato favorevole all’Atalanta, la Dea, con il solito cobra degli ultimi 15 metri, alias Muriel, ha colpito. Il morso della Dea, di un serpente, di un gruppo che ormai a livello internazionale sa affrontare gli avversari e sa quando deve imporre il proprio gioco.

È questo valore calcistico l’elemento fondante su cui Gasperini può aprire un ciclo di vittorie e soddisfazioni. La Dea bergamasca non è più la “matricoletta” del miracolo, ma rappresenta sempre più in ottica futura una nuova Lazio di Cragnotti, un nuovo Parma di Tanzi, una nuova Roma di Spalletti. Cioè una piccola compagine italiana che non va in Champions per prendere i premi, ma per giocarsela alla pari con chiunque.

Con un potenziale davanti, che è devastante (ancora poco espresso il talento di Miranchuk o quello di Lammers o Malinovskyi o o stesso Ilicic), con un’organizzazione tattica efficace e con una mentalità “molto sacchiana”, ma poco zemaniana.

Una squadra che, al cospetto delle big europee (a parte gli extra-terrestri del Bayern Monaco) può dire la sua davanti agli spettatori o negli stadi vuoti. Fa lo stesso. E allora questo secondo anno di ottavi non vengano etichettati come miracolosi, ma come meritati e favolosi, perché in fondo per i suoi tifosi quella della Dea è una favola. 

 

 

Atalanta Champions League

Ci siamo:  il momento di Ajax-Atalanta è arrivato!

Atalanta Champions League: la situazione in classifica

Ecco qui la classifica del girone D di Champions League prima dell’ultima giornata.

Liverpool 12 punti

Atalanta 8 punti

Ajax 7 punti

Midtjylland 1 punto

Il Liverpool, come evidente, è già matematicamente sicuro del primo posto. Il Midtjylland, allo stesso tempo, è altrettanto sicuro di non poter andar oltre il quarto e ultimo posto in classifica. La situazione è in bilico solo per Ajax e Atalanta, che nello scontro diretto di stasera si giocheranno l’accesso agli ottavi di finale di Champions (chi arriverà secondo). Chi arriverà invece terzo, dovrà accontentarsi dei sedicesimi di finale di Europa League.

Atalanta Champions League: cosa serve per il passaggio del turno?

Il punto ottenuto settimana scorso contro il Midtjylland, per la Dea, è stato fondamentale. Grazie a quel pareggio, l’Atalanta si presenta in una posizione di classifica migliore rispetto agli olandesi, e ciò consente ai neroblu di avere a disposizione 2 risultati su 3. Basta il pareggio. E non è poco, naturalmente: ad Amsterdam non sarà mai una passeggiata per nessuno. Pareggio o vittoria, non cambia nulla: sarà allo stesso modo qualificazione come seconda classificata nel girone.

L’Atalanta e i malumori in spogliatoio

Proprio dall’ultima partita di Champions (contro il Midtjylland) è rimasto qualche strascico in spogliatoio. Sicuramente qualche battibecco tra il Papu Gomez e Gasperini c’è stato. Così come è probabile che Ilicic abbia difeso l’argentino, dato che per domenica ad Udine (gara poi non giocata per impraticabilità) nemmeno lo sloveno era stato convocato (oltre, ovviamente, a Gomez). Detto ciò, da qui fino ad arrivare al contenuto di qualche audio che sta girando su Whatsapp (nei quali si racconta di avvenimenti che vanno per oltre dei semplici diverbi, e si parla addirittura di dimissioni di Gasperini) ce ne vuole. Ognuno su Whatsapp può dire quello che vuole, ricordiamolo, e un audio ci mette poco a circolare velocemente. Per cui di certezze non ce ne sono. Anzi sì, una sì: bisogna passare il turno, e per farlo bisogna essere TUTTI uniti!

Speriamo bene per stasera. Fino alla fine, FORZA ATALANTA!

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