Chievo, la barca affonda sempre più

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bandiera del Chievo

La partita di ieri al Bentegodi ha ulteriormente condannato il Chievo alla serie B. Con il Cagliari finisce 0-3. La delusione sugli spalti è enorme e la consapevolezza di meritare la B lo è ancora di più.

Chievo-Cagliari, il match

La partita era iniziata con il piglio giusto. Chievo aggressivo, volenteroso e desideroso di sbloccare il match. I primi 15′ di gioco sono stati a verso unico. Poi è arrivata la doccia fredda. Goal di Pisacane e Cagliari in vantaggio. Da lì in poi il Chievo è praticamente scomparso. In merito alla prestazione non c’è molto da dire: deludente.

L’amarezza sugli spalti è alquanto palpabile. Non perché i tifosi sperassero ancora in una salvezza miracolosa, quanto piuttosto perché si augurassero almeno di vedere una partita con carattere. Ennesima smentita in questo anno maledetto.

Le dichiarazioni del mister Di Carlo

Anche Mimmo Di Carlo, che di solito ha sempre qualche nota positiva nel post partita, ha dichiarato di non aver molto da dire. Queste le sue parole: “L’atteggiamento della squadra deve essere diverso. Le aspettative di oggi erano alte, dovevamo vincere questa partita. Però se vengono a mancare due, tre giocatori che abbassano la prestazione, allora diventa tutto più difficile. Dopo il primo goal non mi è piaciuta la squadra; domani mi sentiranno i ragazzi“. Sono parole di un allenatore deluso, che sperava di poter gestire la partita come i primi 15′ di gioco. E ancora: “E’ un anno negativo. Dobbiamo, però, essere realisti: dobbiamo giocare e lottare di più. Dobbiamo giocare da Chievo“.

Ripartiamo… ma da dove? 

Sugli spalti ci sono pareri contrastanti. Da chi ritiene sia indispensabile cambiare il direttore sportivo, a chi sostiene che sia importante mettere in atto una vera e propria rivoluzione, cambiando ds, mister e buona parte dei giocatori.



Su una cosa i supporters gialloblu sono d’accordo: al Chievo deve rimanere gente che vuole giocare per questa maglia e questi colori, gente attaccata a questo mondo. C’è bisogno di tornare alle origini: giocatori che ci mettono grinta e cuore su ogni pallone.

Da qui è importante ripartire. Da questo fattore che nell’ultimo anno è andato un po’ perdendosi.

Sperando che la serie B ci porti qualche gioia in più di quelle che abbiamo vissuto in questo (alquanto triste) campionato.

 

 

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