Florenzi al Valencia: non è un addio ma un arrivederci!

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Florenzi: sua la decisione di partire per Valencia

Dall’inizio della stagione le partite disputate da Florenzi come titolare non sono state molte. Su 21 giornate ha fatto parte degli undici iniziali per 12 volte, mentre ha visto la panchina per ben cinque partite. Questi numeri non gli hanno portato alcuna soddisfazione. Inizia, quindi, a sentire il bisogno di passare più tempo in campo. Fonseca in un’intervista rilasciata per il “Corriere della sera”, parla di come loro due abbiano avuto una lunga e tranquilla chiacchierata riguardo all’argomento. Il mister, in tutta sincerità, spiega di non avere modo di poterlo accontentare e di poter soddisfare le sue richieste. Florenzi, dunque, senza rabbia ne rancore decide di partire in prestito per il Valencia fino al 30 giugno 2020. Questa notizia non ha scaldato molto gli animi dei tifosi giallorossi, soprattutto dopo aver sopportato l’addio del nostro grande capitano Francesco Totti e a distanza di soli due anni quello di Daniele De Rossi, sappiamo che non sarà indispensabile.

Florenzi da Roma a Valencia

Alessandro Florenzi nasce a Vitinia, una frazione di Roma, l’11 marzo 1991. Inizia a tifare Roma fin da quando era bambino per merito del padre. All’età di nove anni viene chiamato a giocare nella Lodigiani, che ai tempi era considerata la terza squadra della capitale, e dopo soli due anni si ritrovò a scegliere tra la Roma e la Lazio, dato che entrambe puntavano ad averlo in squadra. In un’intervista Florenzi dice “Io mi sono convinto quando sono andato con mio padre a Trigoria e ho incontrato Bruno Conti. Non mi ricordo cosa ci dicemmo, ma mi bastò per farmi scegliere i giallorossi.” Da quel momento inizia a crescere nel settore giovanile della squadra diventando titolare e capitano. Esordisce in serie A il 22 maggio 2011 ma dopo soli due mesi viene ceduto in prestito al Crotone in serie B, controriscattato successivamente dalla Roma il 6 luglio 2012.

I primi 3 gol più belli di Alessandro Florenzi

Una delle emozioni più grandi e belle che si possano provare nel calcio è quella di assistere o essere protagonisti di un gol inaspettato, non ragionato, non pensato, improvvisato. Alessandro Florenzi è stato protagonista di molti di questi. Il primo gol da ricordare del nostro numero 24 è quello della stagione 2013/2014 contro il Genoa. Su una punizione di Francesco Totti il pallone rimane in area di rigore e viene ripreso da Florenzi che tenta una rovesciata riuscendo, così, a segnare. Durante la stagione successiva, invece, contro il Sassuolo. Evita un avversario, ne supera un altro in velocità, entra in area di rigore e calcia il pallone facendolo finire in rete sotto l’incrocio. Sempre durante la stessa stagione, nell’incontro con il Genoa, prende palla nella metà campo correndo per 70 metri e calciando alla fine un destro potentissimo che per Perin risulta imparabile.

La fascia da capitano e le emozioni dei tifosi

Ci furono altri due gol pazzeschi. Durante la stagione 2015/2016, contro il Barcellona, prende la palla nella sua metà campo correndo per svariati metri e tirando dalla linea laterale. Infine quello della stagione 2013/2014 contro l’Inter in cui Strootman fa da assist a Florenzi che con un tiro a incrociare lascia spaesato Handanovic. Un giocatore che abbiamo visto crescere sotto ogni punto di vista, a cui siamo affezionati, ma sappiamo che questa sarà la scelta più giusta per lui e per la nostra squadra. Non abbiamo più lo spazio necessario per poterlo accontentare. Un addio sicuramente più doloroso per lui che per i tifosi. Florenzi occupa il posto di capitano per appena 5 mesi. Da questo momento la fascia da capitano viene messa nelle mani di Edin Dzeko interrompendo la dinastia romana dei capitani giallorossi. Il bosniaco diventa il primo capitano non romano da quando, nel 1998, Aldair lasciò nella mani del nostro amato Francesco Totti la sua fascia.

Auguriamo un grande in bocca al lupo ad Alessandro Florenzi per la sua esperienza al Valencia.

 

 

 

 

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