Da un tifoso bolognese: Ciao Civ!

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Gianfranco Civolani storica voce del Bologna se n’è andato. la commuovente dedica di un tifoso bolognese

Se ne va Gianfranco Civolani, al secolo ” il Civ.”
Ohi, ma qui parliamo di qualcosa che ha dell’ istituzione!
Vi sfido a trovare un solo bolognese che vi possa dire ” il Civ? Non lo conosco.”
Sarebbe come non conoscere le Due torri o San Luca…
Eterno, senza età, ironico, istrionico, beffardo, bastian contrario, appassionato, memoria storica-sconfinata, Gianfranco Civolani rappresenta la bolognesita’ come pochi.
” Mi volto: ehi, Civ..era Pele’.”

Chi era Ginfranco Civolani

Ma certo che non era vero ma lui, con i suoi innumerevoli aneddoti, era in grado di fare collimare perfettamente legende e realtà.
Divisivo, come tutti i numeri 10 dotati di estro e a volte non compresi, ha scritto di tutto, su tutto e ovunque.
Ci lascia in eredità una ventina di libri dai qualche si evince il suo amore viscerale per il Bologna: Bologna,e tutto lo sport felsineo.
Personaggio fuori dal comune in tutto e per tutto. Ricevuta una cospicua eredità dal padre ha speso ogni denaro per la squadra di basket di cui era presidente. Si, il Civ è il più longevo presidente italiano di qualsivoglia sport.
Con la sua Mattei Plast, formazione femminile di basket, riuscì addirittura a centrare una storica promozione nella massima serie. Tutto da solo!
Gioia che gli fu negata perché non poteva fare fronte a una così onerosa avventura, senza che nessun facoltoso bolognese si disturbasse a venire incontro al mitico Civ.
Tutti i suoi soldi sono stati rimessi in circolo. Per se stesso non ha mai trattenuto niente, ed era del tutto normale vederlo vestito un po’ così, o vederlo mangiare una mela per cena, perché il Civ era così, e quel così, ora che manca, è tristezza pura.

Il mitico punto del Civ

Il Civ e il suo ” punto” , condivisibile o meno, era diventato qualcosa di immancabile, al limite del mitologico.
” L’ ha detto anche il Civ…” era una frase che potevi sentire da qualunque avventore in un qualunque bar di Bologna.
Il Civ non è spiegabile così come non è spiegabile qualcosa che sai che è unica, perché lo è e basta.

Gianfranco Civolani: un uomo speciale

E per quel che mi riguarda posso solo aggiungere questo: lo scorso anno caricai in macchina Gianfranco Civolani, per tutti il Civ.
Il Civ era già grande quando io ero piccolo e c’è sempre stato!

Incontrato mille volte in città, avrei sempre voluto intraprendere con lui un qualsiasi discorso ma , ogni volta mi ritrovavo intimidito al cospetto di ciò che ho sempre ritenuto un grandissimo.
Poi un giorno salì sul mio taxi e per 5 minuti ebbi l’ onore di fare quattro chiacchiere con quel Civ ormai vecchietto e brontolone, che, però mi risultò simpaticissimo, appassionato come pochi e lucidissimo.
E questo piccolo e insignificante dialogo dello scorso anno sarà per me il ricordo che mi farà sorridere ogni volta che penserò a lui.
Un rispettoso saluto, Civ😘

“Civ, ci salviamo?”
“Io faccio così: a gennaio vendo Pulgar, poi vado da Verdi e gli dico: Verdi, che ca**** ci stai a fare a Napoli? Torna a casa.”

Mi diede anche la mancia per andarmi a bere il caffè. Lo ricordo con grande tenerezza.

Bologna senza il Civ è una sensazione strana alla quale forse non ci si potrà abituare mai.
E per voler finire in bellezza, si dice che sul suo comodino nella sua camera d’ ospedale, sia stato rinvenuto un biglietto:

” Mi volto: ehi, Civ…era San Pietro..”

Ti voglio bene, Civ

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