Ross… no Rins c’è!

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Il Gran Premio MotoGP delle Americhe riserva colpi di scena e rivelazioni. Le due ruote ieri sera hanno incollato allo schermo nazionalità diverse, altro che giochi senza frontiere di Jocelyn. La classifica si è mossa complice la caduta di Marquez e le difficoltà della Ducati, unite ad un raggiante Valentino.

Effetto sorpresa, effetto Rins

Nel Gran Premio delle Americhe Rins ruba scettro e corona al sovrano Marq Marquez. Per la prima volta, infatti, da quando si corre sul tracciato a stelle e strisce, non è lo spagnolo della Honda ad avere la meglio.

Rins in sella alla sua Suzuki ha saputo mordere l’articolato asfalto statunitense. Per buona parte del tracciato Alex ha dovuto osservare la gomma di Valentino Rossi, ma lo spagnolo non si è lasciato intimidire trovando il varco giusto a pochi giri dalla fine. La voglia e l’emozione di questo ventitreenne dopo aver battuto una leggenda delle due ruote si sono viste, emozionando a sua volta gli spettatori più romantici e rievocando nei più complottisti lo stesso sorriso del Cabroncito quando era da poco approdato nella classe regina.

Il giovane spagnolo, infatti, con questa vittoria si aggiunge alla già fitta schiera di contendenti al titolo.

Tutt’altro che Little Italy

L’italia si è difesa bene, anzi benissimo. Dovizioso ha fatto quanto basta per difendere la testa della classifica mondiale. Visto l’elevata presenza di piloti validi e considerata la costante crescita delle rispettive scuderie, non si può fare a meno di notare che nelle prime dieci posizioni si sono piazzati ben cinque italiani:

2° V. Rossi Yamaha

4° A. Dovizioso Ducati

5° F. Morbidelli Yamaha

6° D. Petrucci Ducati

9° F. Bagnaia Ducati

Sarebbe un’eresia dire che tutti si possono giocare il modiale, ma vederli a rotazione in lotta per un podio è sempre fonte di una discreta soddisfazione. Nella lista il grande assente è Iannone che non è riuscito ad andare oltre la 12° posizione.

Allegria post gara

Il clima nel finale del Gran Premio MotoGP delle Americhe è apparso più che mai disteso. Ho notato molti più sorrisi e molte più battute anche tra i tecnici. Probabilmente le recenti diatribe a suon di appelli e ricorsi sono scemate e si è scelto di andare tutti nella stessa direzione: ovvero il possibile ingresso dell’areodinamica come arma vincente da adottare.

Ma abbandonate le questioni tecniche e le possibili strategie, c’è spazio anche per mettere in una battuta i pensieri più sinceri. A fine gara, infatti, la voce di Burgess che chiede a Brivio: “proprio questa dovevi vincere??! racchiude un pesiero che sarà indubbiamente passato nella mente di molti tifosi del Dottore. Ai più diffidenti sarà anche venuto il dubbio: e se ci fosse stato Marc?!?! o Vinales?!? o Lorenzo?!?!?…

A proposito del maiorchino ancora una volta risulta non pervenuto, questa volta però per un guasto alla moto. Bisogna ammettere che tra infortuni e sfortuna ha poche colpe.

Un mea cupla onesto e sincero viene, invece, fatto da Valentino Rossi che a fine gara, nonostante l’incalzare di Meda pronto a suggerirgli l’alibi della gomma, ha preferito ribadire che ha guidato con qualche sbavatura, commettendo qualche errore di troppo che gli è costato decimi preziosi.

La caduta di Marquez

Non ho scelto di analizzarla per ultima per quesioni di importanza, semplicemente credo che potesse essere prevedibile. Mi spiego meglio: quando chiudi una stagione come quella passata, tenedo in piedi la moto nelle situazioni più improbabili, evidentemente ti sei giocato un bonus, una dose di fortuna, un santo in paradiso. Un po’ di sana statistica avrebbe messo in guardia chiunque, senza mai mettere in dubbio la bravura del pilota.

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