Ibrahimovic a Sanremo: da attore protagonista in campo a regista sul palco

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Ibra Sanremo con Amadeus
Ibra Sanremo con Amadeus
Zlatan Ibrahimovic lo conosciamo tutti come giocatore. Le sue doti, i suoi innumerevoli goal, i suoi trofei e i suoi record sono un palmares consolidato, ma non sapevamo che fosse anche uomo di spettacolo. Perciò abbiamo deciso di raccogliere un pò tutte le chicche e le dichiarazioni del bomber che in cinque giorni ha fatto Milano-Sanremo andata e ritorno.

Ibrahimovic a Sanremo: la sfrontatezza

Da attore protagonista in campo a regista sul palco

È così che si definisce il campione svedese e anche il padrone di casa Amadeus gli dà questo epiteto, dicendogli esplicitamente durante la seconda puntata: “Ormai sei tu il direttore” e lui, in tutta risposta, con la sfrontatezza e la sicurezza di sé che lo contraddistingue da sempre, non può che rispondergli: “Domani mi presento per controllare se è tutto a posto”. Sì perché non essendo potuto essere presente al Festival in quella serata, per sostenere i suoi compagni che a San Siro hanno disputato la partita contro l’ Udinese (finita 1-1), sì è collegato per far sentire la sua presenza anche a distanza. Quelle distanze che, ahimè, conosciamo così bene.

Ibrahimovic: saluto Astori

In quell’ occasione il suo pensiero è andato al difensore della Fiorentina, scomparso prematuramente il 4 marzo del 2018, con le commoventi parole: “Voglio che facciamo un applauso a Davide Astori, è 3 anni che non è con noi, però è sempre con noi”.
Martedì 2, giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 marzo la partecipazione del goleador è stata in presenza e non ci ha fatto mancare il suo sarcasmo e l’ostentata boriosità che conosciamo bene e che è parte integrante del suo personaggio.
Tra lui e il conduttore è un continuo scambio di battute, dette in modo serio, ma che col suo tono altezzoso e pungente nei confronti di Amadeus in particolare, diventano delle gag che ci rubano più di un sorriso.

Il duetto con Mihajlovic

Nella terza serata il tutto è raddoppiato grazie anche all’accoppiata con Sinisa Mihajlovic, con cui ha condiviso la stessa maglia nerazzurra e che in seguito ha avuto come allenatore, proprio nello stesso club.
Oltretutto, l’intenzione di aggiungere Ibra alla rosa dei giocatori rossoblu emiliani era nata circa un anno fa, ma è stato fatto intendere che il team bolognese non poteva permetterselo e per giunta nemmeno competere con l’offerta del Milan: 3,5 milioni di € per la prima stagione e 4 milioni per quella in corso.
I due sportivi sono molto uniti, nonostante il loro rapporto non abbia avuto un inizio facile, poiché cominciato con una testata -non giornalistica- bensì vera e propria, da parte dell’attaccante dalle origini serbo-bosniache che ai tempi vestiva la maglia bianconera ai danni del tecnico che, quando è accaduto lo scontro nel 2005, era difensore dell’ Inter. Una volta ritrovatosi anni dopo nel club nerazzurro, è nato il loro solido legame e Zlatan lo rammenta come un grande mister, che si allenava quasi più dei suoi giocatori, “aveva un feeling con tutti, era top!” e nella sua classifica personale è tra i preferiti oltre a Maldini e Chiellini.
Di rilievo la battuta sui risultati calcistici, in cui Sini (così lo chiama il bomber rossonero) prende in giro l’altro dicendo: “Ci sono quelli che hanno giocato e quelli che hanno vinto, io ho vinto”.

Insieme ricordano anche i tremendi momenti in cui, nel luglio 2019 c’è stata la terribile scoperta della leucemia di quest’ultimo e del fatto che l’amico non avesse il coraggio di chiamarlo ed affrontare l’argomento. Dopo le cure e il trapianto del midollo osseo nello stesso anno, lui ora sta bene e le sue parole sul tema, degne di nota perché profonde, ma al tempo stesso velatamente ironiche, possono riassumersi in questa dichiarazione : “Il cancro mi ha reso un uomo migliore di prima, o almeno lo spero, anche perché peggio non si poteva essere.”

La performance con Fiorello

Dopo l’ intervista a tre con Amadeus, peraltro legato anche lui al team interista in quanto tifoso sfegatato, l’arrivo di Fiorello porta alla luce la performance degli ‘Abbadeus’ (battezzati così dallo showman) che sicuramente avrà avuto e avrà parecchie visualizzazioni sul web, perché insolita e improbabile, in cui i quattro cantano “Io vagabondo” dei Nomadi e la cosa già di per sé fa sorridere viste le loro origini gitane per antonomasia ed è lo stesso Mihajlovic a scherzarci su con la frase “ Io e Ibra, due zingari che cantano sul palco..

Il primo azzarda un po’ di più, mentre il goleador rimane più in disparte e per riuscire a cantare qualche strofa deve essere sollecitato dall’unico del quartetto che ha un passato come cantante e che di fatto sostiene ‘la band’ appena nata, con la sua solita padronanza.

Ibrahimovic con Donato Grande, campione di Powerchair Football

Durante la stessa puntata, il big svedese ha incontrato Donato Grande, giocatore di Powerchair Football, nonché tifoso milanista, che sognava di conoscere il suo idolo e con il quale ha poi giocato sul palco. Al calciatore pugliese in carrozzina ha dedicato una simpatica uscita : “Fai dei passaggi migliori dei miei compagni di squadra

Le critiche di Capello e Berlusconi a Ibrahimovic

Il suo spirito di solidarietà è dimostrato anche dal fatto che ha già annunciato che devolverà l’intero cachet previsto dalla Rai in beneficienza, vale a dire 50 mila euro a serata. Un bel gesto indubbiamente, che forse metterà fine alle critiche ricevute per l’aver accettato di partecipare alla kermesse da parte di Fabio Capello, che sostiene che non sia stato giusto concedergli questa possibilità e di Silvio Berlusconi che, con la frecciata: “Evidentemente Ibra aveva bisogno di riposarsi” fa capire il suo disappunto.

Di tutt’ altra idea è l’ex calciatore Antonio Cassano che definendolo ‘professionista’, ha detto che quasi chiunque al suo posto avrebbe risposto sì alla chiamata di Sanremo e chiaramente anche il tecnico Stefano Pioli sostiene il fuoriclasse. Infatti sull’ argomento ha dichiarato: “Salterà un paio di allenamenti, ma ci sarà per le partite. Se c’è una persona che può reggere questo tipo di pressione, è Zlatan”.
Un’ ennesima polemica gli è stata mossa dagli attivisti animalisti, specie dall’ Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che ha attaccato la star rossonera per la sua passione per la caccia e ha invitato il pubblico a non seguire questa edizione della kermesse canora.

Motociclista Ibrahimovic: arrivo in moto a Sanremo 

Per la diretta del 4 marzo l’attaccante del Milan si è presentato al Teatro Ariston in grande ritardo a causa di un incidente in autostrada, ha raccontato di aver dovuto fermare un motociclista, “per fortuna milanista”, per percorrere i 60 km mancanti alla città dei fiori e, come ha detto con la proverbiale simpatica serietà: “Per salvare il mio Festival”.
Nella messa in onda di venerdì 5 ha ringraziato l’orchestra affermando che tutti i componenti sono dei campioni e quindi è doveroso dedicar loro un applauso.

Monologo Ibrahimovic: il fallimento è parte del successo

Nella serata conclusiva il goleador ha fatto un monologo che ci deve far riflettere, nel quale ha ricordato di aver giocato ben 945 partite, di averne vinte tante, ma non tutte, e ha proseguito così: “Il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo. Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare. Se sbaglia Zlatan, puoi sbagliare anche tu. La cosa importante è fare ogni giorno la differenza. Impegno, dedizione, costanza, concentrazione. Ognuno di voi nel suo piccolo– ho detto nel suo piccolo- può essere Zlatan”.

Ha concluso dicendo che Sanremo è il Festival dell’Italia intera e per lui il Bel Paese è la sua seconda casa.
Un metro e 95 centimetri di presunzione ed egocentrismo, ma anche e soprattutto di umanità, bravura, capacità di stare sul palco e sensibilità, non a caso Amadeus l’ha fortemente voluto perché lo considera speciale, quindi alla fine, diciamolo, se Sanremo è Sanremo, Ibrahimovic è Ibrahimovic.

Foto: ADN Kronos

A cura di Paola Troiano

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