Inter, con il Napoli la partita delle vergogne!

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Inter-Napoli di ieri sera può essere definita una doppia vergogna

La prima per quanto avvenuto in campo: Per gli insulti a Koulibaly. Ai “buuu” indirizzati al giocatore del Senegal.

Una roba indegna. Da condannare assolutamente.

Un gesto vile e  vergognoso da cui prendere assolutamente le distanze, perché non si tratta di goliardia, ma di becera ignoranza.

L’ignoranza in sé non conosce limiti di età, sesso o colore (che sia politico o di fede). La si trova ovunque. È radicata nella nostra società e c’è poco da essere felici.

Se ANCHE (è importante da sottolineare anche) ieri in uno stadio abbiamo assistito all’ennesimo scempio culturale della nostra società allora sarebbe giusto cominciare a porsi degli interrogativi sull’integrità morale della stessa.

Sarebbe cosa e giusta cominciare da noi stessi e da chi ci sta vicino, perché non ha senso “meravigliarsi” o scoprire improvvisamente di essere un “popolo indecente”, di avere dei “minorati” come vicini di casa, come colleghi di lavoro o dirimpettai di seggiolino allo stadio.

La nostra società è allo sfascio, ma ci fa comodo accorgercene quando succede qualcosa di plateale. Quando l’ignoranza e la stupidità diventano protagonisti della Cronaca. Della realtà.

Ma questo è un aspetto che niente ha che vedere col calcio, anzi, il calcio è vittima di questo sistema marcio. È sempre stato la valvola di sfogo di gente apparentemente normale che allo stadio scarica le proprie frustrazioni.

Chissà quanti di quegli imbecilli che ieri hanno inveito contro “l’uomo nero” si sono sentiti fieri e soddisfatti. Dei perfetti supereroi… chissà!

Ma in apertura di commento ho parlato di doppia vergogna.

La seconda vergogna è andata in scena a commento della partita.

I media hanno puntato tutto sulla polemica. Sulla vergogna. Su quanto brutti e cattivi siano stati gli interisti. Sul perché la partita non fosse stata sospesa e – soprattutto – si è cercato di ragionare, a posteriori, su eventuali provvedimenti da prendere, tra i quali dare la vittoria a tavolino agli ospiti.

Si è detto tanto, forse anche troppo, ma si è parlato troppo poco di calcio giocato.

Non si è detto che ieri in campo i giocatori hanno dato vita ad una bella partita.

Lo spettacolo visto in campo è stato solo secondario, perché in fondo l’Inter “ha vinto perché gli insulti han fatto perdere la testa a Koulibaly”. Motivo per cui – secondo alcuni geni – è stato espulso.

Eppure ieri sera si è giocata una gran bella partita, tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto, mettendo in campo tanta qualità.

A più di uno questa cosa è sfuggita. Peccato.

Fatta questa doverosa premessa vorrei parlare solo di calcio giocato.

L’Inter ieri ha giocato l’ennesima ottima partita contro una grande. Si è vista una squadra propositiva, che ha voglia e che prova sempre (SEMPRE!) a giocare a calcio.

A volte facciamo fatica, andiamo in difficoltà, ma la palla non la gettiamo mai, cerchiamo sempre di giocarla. Cerchiamo sempre di costruire gioco e creare una nostra identità.

Ieri sera abbiamo affrontato una squadra assemblata negli anni, che può contare su giocatori che giocano insieme da diverso tempo. Una delle più belle realtà del nostro campionato e del calcio europeo.

Quest’anno ha puntato forte su un allenatore d’esperienza e super vincente per cercare di essere finalmente la vera antagonista della Juventus.

Il Napoli merita rispetto e di certo non da ieri.

Il cammino degli azzurri in questi ultimi anni è sempre stato in crescendo e la scelta di puntare su Ancelotti è indicativa della voglia di AdL di fermare l’egemonia bianconera.

Noi contro loro. Una realtà che sta costruendosi adesso, che ha ancora mille difficoltà, contro una già consolidata. Eppure abbiamo espresso un bel calcio. Abbiamo affrontato la sfida senza paura, con il piglio giusto, spingendo alle corde l’avversario e soffrendo con i denti quando c’era da farlo.

Una di quelle partite già viste, che sembravano (proprio come quelle!) un po’ maledette. L’Inter ci prova, ma non punge, alla fine guarda che la perdiamo.

Questa volta l’epilogo non è stato proprio così negativo, anzi… c’è da dire che finalmente la fortuna ci ha sorriso e che Asamoah si è trovato nel posto gusto al momento giusto. Due minuti dopo il salvataggio sulla linea del ghanese l’Inter ha trovato il gol con Lautaro Martinez, mandato in campo da Spalletti nel finale.

Scelta azzeccata e, per fortuna nostra, fortunata.

Un gol arrivato nei minuti di recupero. Una doccia fredda per gli azzurri che non sono stati capaci di reggere l’urto nerazzurro e approfittare del mezzo passo falso dei gobbi per avvicinarsi a loro in classifica. Un gol che è un mix di cose: i cambi finalmente azzeccati da Spalletti, la voglia di questa squadra di dimostrare il proprio valore contro la seconda della classe, un modo per mettere a tacere le chiacchiere piovute addosso all’ambiente nerazzurro in queste settimane e soprattutto la grinta di questo ragazzaccio argentino che si è dimostrato essenziale quasi ai titoli di coda. Quando l’ennesimo pareggio a reti bianche stava per palesarsi.

Le difficoltà sono ancora lì sotto gli occhi di tutti.

Questa squadra ha bisogno di ricambi a centrocampo, ha bisogno di uomini che abbiano gambe e fosforo per tutta la durata della partita. Che possano tenere sempre accesa la luce in campo. Serve intervenire sul mercato per dare qualcosa in più ad una rosa già competitiva.

Non riusciamo mai a rendere semplici le cose. Siamo troppo macchinosi e spesso e volentieri sbagliamo sempre l’ultimo passaggio. Troppo imprecisi quando si tratta di essere cinici. Spietati.

Intanto pare che sia tornato il nostro Ivan il Terribile. Perisic anche ieri sera è stato uno dei migliori. Il croato ha anche trovato l’appaluso del pubblico al momento della sostituzione.

Abbiamo un Icardi sempre più Top Player. Il bomber argentino è ormai un esempio per tutti. Lo trovi in ogni angolo del campo a giocare per i compagni e per la squadra. Manca in zona gol, ma ieri un immenso Koulibaly gli ha negato la gioia della rete.

Abbiamo tutte le potenzialità per poter ambire a qualcosa di “importante” già in questa stagione. Dobbiamo solo crescere di testa. Dimostrare a noi stessi di essere diventati grandi. Maturi. Avere la consapevolezza di essere forti. Di potercela giocare con tutti, cercando ovviamente di sfruttare le nostre occasioni.

Guardando la classifica più che le occasioni sprecate contro la Juventus, il Barca o il Tottenham, ripenso ai punti persi per strada con Sassuolo, Parma, Torino, Chievo e di quanto sia stato balordo quel pari con il Psv… ripenso a queste squadrette e spero l’Inter possa finalmente trovare la propria quadratura del cerchio e regalarsi il salto di qualità che le compete.

Abbiamo dimostrato di avere le carte in regola per lottare per la seconda piazza d’onore. Cerchiamo almeno di conquistare l’Europa (che non conta!) e la Coppa Italia.

Forza Inter!

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