Inter derubata a Firenze. Sig. Abisso quello non è mai rigore!

Inter derubata a Firenze. Il direttore di gara regala un rigore ai viola a tempo quasi scaduto.

Speravo passasse la rabbia. Ho lasciato che passasse un po’ di tempo prima di scrivere, perché avrei voluto essere libero dai pensieri che si sono accalcati al fischio di quel rigore nella mia mente.

Avrei voluto raccontare ben altra partita.

Fare i complimenti a questi ragazzi che stanno dando anima e cuore in campo, fare i complimenti a loro per l’ennesima vittoria in un momento così complicato, contro un’avversaria di spessore.

Sì, perché secondo qualcuno le vittorie contro Sampdoria o Rapid Vienna in Europa League non erano da considerare test attendibili per questo gruppo.

L’Inter era attesa al banco di Firenze con quella curiosità sordida di chi sta alla finestra in attesa del primo passo falso. Del primo vero fallimento.

Di fronte una squadra in forma. Una squadra che ha saputo metterci in difficoltà, che è andata in gol a nemmeno un minuto dall’inizio della gara.

Non un campo facile quello di Firenze e lo sapevamo. Serviva una grande prestazione. Serviva una grande, grande Inter. E così è stato!

Abbiamo dimostrato ancora una volta di essere squadra. Di saper soffrire. Di aver trovato quella serenità e quella voglia di provarci sempre.

Quella voglia di andare fino in fondo che era mancata in questo ultimo periodo.

Troppi problemi. Troppi proclami. Troppe parole inutili intorno a questi ragazzi. Intorno ad un ambiente che ha vissuto e sta vivendo dei momenti ad alta tensione.

Come se non bastasse la querelle infinita tra la società e (il duo) Icardi e consorte. Come se non bastassero le frizioni interne. No, aggiungiamo dell’altro!

Adesso bisogna anche aggiungere all’appello anche il sig. Abisso di Palermo e la sua “strampalata direzione di gara”.

Bisogna aggiungere la sua scellerata decisione di falsare, sottolineo FALSARE un risultato decretando un calcio di rigore TOTALMENTE INVENTATO.

Così no! Così proprio non va! Accettiamo tutto. Va bene qualsiasi cosa. Ne abbiamo vissute di situazioni analoghe negli anni che ormai avremmo dovuto farci l’abitudine, ma adesso è tutto diverso, o almeno dovrebbe essere così.

Ieri siamo stati palesemente presi in giro e CONDANNATI da una decisione arbitrale che non ha alcun senso.

Poco mi importa che non si doveva arrivare a quel rigore, perché il sig. Chiesa Federico commette fallo su D’Ambrosio. Ciò che mi importa è che, DOPO AVER VISTO E RIVISTO LE IMMAGINI, non puoi dare quel calcio di rigore. Non puoi indicare il dischetto.

Ahinoi, non si può parlare di Fiorentina-Inter senza partire da questa, ennesima, presa in giro.

L’arbitro con il suo errore ci ha DERUBATO di due punti. Non c’è altro da aggiungere. Possiamo stare qui anni e anni a dire qualsiasi cosa, ma l’evidenza è innegabile.

L’Inter potrà anche aver fatto schifo e giocato male contro questa o quella squadra.

Avrà anche perso dei punti per strada per demeriti propri, perché il gruppo era scazzato, perché certe prime donne avevano il ciclo, perché Spalletti non aveva più voce in capitolo… ne abbiamo viste e sentite di ogni, ma non si possono accettare partite come quelle di Sassuolo, con il Parma in casa e la Fiorentina ieri.

Sono punti pesanti che mancano alla nostra classifica. Sono punti che abbiamo perso per errori arbitrali, anzi per ORRORI arbitrali.

Pensavamo di aver visto tutto, ma se nei casi precedenti si può soprassedere perché non è stato chiamato in causa il VAR, in quello di ieri non bisogna stare zitti, perché se no si rischia di fare la fine del topo.

Ieri siamo stati clamorosamente danneggiati. Ieri ha deciso la VOLONTA’ del direttore di gara.

Malafede? Può darsi, Non c’è altra spiegazione plausibile. Perché puoi essere scarso quanto vuoi, ma… vedendo le stesse immagini che ha visto tutta Italia non puoi rimanere convinto delle tue idee.

COSA SUCCEDE ADESSO?

Spalletti ieri sera era un fiume in piena, mentre l’Inter ha fatto sentire il proprio disappunto attraverso le parole di Beppe Marotta, che ha delineato la situazione che ci ha penalizzato pesantemente e rischia di ricadere sulla nostra classifica.

Abbiamo subito un danno notevole e speriamo che questo danno non sia irreparabile nell’economia della stagione perché sarebbe davvero grave. Un danno che si è consumato nell’epilogo della gara, quindi diverso rispetto a un torto subito al quinto minuto del primo tempo quando ci sono ancora tantissimi minuti da giocare. Il rammarico da dirigente di calcio è che come movimento italiano e come Federazione abbiamo investito tanto sullo strumento VAR proprio perché fosse a disposizione della classe arbitrale, non per debellare tutti gli errori ma per ridurli. L’uso deve essere scrupoloso e razionale. Davanti a una situazione del genere in cui si confonde la soggettività con l’oggettività, non posso che rimanere deluso e basito”.

Sembrano parole apparentemente leggere quelle del nostro dirigente, ma non è propriamente così. Parla di danno. Parla di quanto questo errore potrebbe essere pesante nell’economia del nostro futuro, ma soprattutto da una bella stoccata sia al direttore di gara che ai vertici dell’AIA.

Spiegazioni da Abisso? Non me la sento di condannare un arbitro, forse il sistema va rivisto perché è evidente come qualcosa non abbia funzionato e non sta a me indicare un colpevole. Ci deve essere una presa di posizione di chi è responsabile di questa struttura per far sì che le performance degli arbitri siano impeccabili.

Di sicuro quello che è successo rappresenta un danno irreparabile nell’economia di una stagione. Spero non sia fatale al termine del campionato.

Il gesto di D’Ambrosio è oggettivo e quello che è successo ha dell’incredibile.

Da quando c’è il VAR si tratta dell’errore più grosso”.

Amen.

Non possiamo far altro che fare buon viso a cattivo gioco.

Accettare l’ennesima buffonata che ci riguarda e ci penalizza e andare avanti, nella speranza che non succeda più. Mai più.

Adesso la scalata si fa sempre più impervia e tocca a noi non perdere la strada segnata. Dobbiamo essere bravi a rimanere concentrati sul nostro lavoro e sulla nostra classifica, senza pensare minimamente che quelli che stanno dietro corrono come dei pazzi.

Bisogna ripartire dalla beffa di Firenze più forti, più carichi e più incazzati di prima.

Bisogna saper buttarsi a capofitto tra le “fiamme”, perché siamo circondati da “nemici”. Le nostre vittorie e i nostri successi sono di poco conto, i nostri tonfi fanno, al contrario, clamore.

Si parla troppo di noi con accezioni negative. Siamo sempre tirati in ballo. Sempre.

L’IcardiGate è ormai il leitmotiv di queste settimane e sarà così fino a quando non si arriverà ad un punto di svolta. Intanto la polemica non si smorza, anzi viene alimentata regolarmente, con cadenza quotidiana attraverso i social e settimanalmente dalla signora Nara, che continua la sua crociata dal salotto di Mediaset, da cui percepisce regolare stipendio in qualità di showgirl/procuratrice/moglie del signor Nara, perché da questo simpatico siparietto abbiamo ben capito chi porta i pantaloni a casa.

Restiamo uniti. Almeno noi. Testa al Cagliari e alla trasferta in terra sarda. Ci aspetta l’ennesima prova del nove. L’ennesima partita di fuoco.

Per fortuna non ci sarà il sig. Abisso, che mi auguro rimanga fuori per un bel periodo, meriterebbe la radiazione, ma siamo in Italia e con gli arbitri sappiamo come funziona. Farà strada come tutti gli altri, perché più sbagliano e più sono “graditi”.

Non ci sarà, quasi sicuramente, il nostro ex capitano. Poco importa. Questa squadra ha dimostrato di aver somatizzato la sua assenza. Fino a poche settimane fa ero convinto che a questo gruppo attuale mancassero solo i suoi gol.

Adesso comincio un po’ a ricredermi. Preferisco giocare senza il nostro bomber e senza i suoi gol se non ha dentro sé l’amore per la squadra e il rispetto dei compagni e di noi tifosi.

Come ha detto Cassano alla Wanda: “Io di casini ne ho fatti e tanti, ascolta me. Qualcosa è successo per forza. Spalletti non è matto, nemmeno la dirigenza. Qualche problema ci sarà. Chiarissero per il bene dell’Inter, poi a giugno ognuno per la sua strada. Lui va, chiede scusa e chiarisse fino a giugno. Non sai cosa ha fatto? E perché allora sta fuori? Lo dico da interista. Con chi ha problemi? Spalletti o giocatori? Non li voglio sapere. Deve far pace, stringere la mano e fino a giugno si va avanti assieme”.

E se lo dice lui che di “cassanate” ne ha combinate… touché!