Undici sorprese nella panchina Nerazzurra

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internazionale

Nell’ultimo anno, soprattutto grazie all’arrivo di mister Conte, l’Inter sembra abbia iniziato a costruire una squadra che vada oltre gli undici titolari. Sanchez e Godin sono due ottimi esempi per capire che l’Inter oltre ai primi undici ha bisogno, per lottare, con la Juventus di una panchina lunga. La stessa Juventus che negli ultimi anni ha dimostrato come cambi in corso possano fare la differenza e portare spesso e volentieri punti preziosi a casa.
Abbiamo provato a costruire, consultando le rose degli ultimi quindici anni di Inter, un undici ipotetico di panchinari di lusso e giocatori che, dopo una prima parte fuori, si sono guadagnati il posto da titolari.

Francesco Toldo stats Inter

Non si può non mettere tra i pali in questa speciale formazione Francesco Toldo. Il nostro Toldone nonostante abbia perso il posto da titolare con l’arrivo di Julio César ha rinunciato a squadre come il Real Madrid per restare un fedele secondo tra le fila dei nerazzurri. Portiere di esperienza, di carisma e soprattutto ottimo uomo spogliatoio. Insomma una riserva di lusso che avrebbe sicuramente giocato titolare in tutte e 19 le squadre presenti in quegli anni in serie A.

Cancelo, Santon, Cordoba e Materazzi: top riserve Inter

Difesa a quattro con i due terzini Santon e Cancelo e i centrali Córdoba e Materazzi. Santon, il bambino, partito come primavera aggregato alla prima squadra si è guadagnato in poco tempo il posto da titolare (scavalcando Maxwell) nelle gerarchie di Mourinho. La partita contro il Manchester United a San Siro resterà il più bel ricordo di questo ragazzo che in due anni di Special One si è rivelato una vera e propria sorpresa.
Stesso discorso per Cancelo. Arrivato in sordina dal Valencia dopo una prima metà di stagione tra infortuni, panchina e qualche presenza come “esterno alto”, si dimostra una rivelazione nel ruolo di terzino destro risultando decisivo per la qualificazione in Champions… Peccato averlo perso cosi presto.

Córdoba e Materazzi sono i due centrali che con Mancini prima e Mourinho dopo non hanno mai avuto un ruolo da titolare fisso. Tra i vari Samuel, Lucio e Chivu questi due hanno fatto fatica ad imporsi ma la loro grinta e soprattutto la loro esperienza era oro colato nello spogliatoio interista.

Vieira, Solari e Muntari: top riserve Inter

Centrocampo a tre composto da Vieira, Solari e Muntari. Patrick Vieira è probabilmente uno dei centrocampisti più forti della storia francese. Purtroppo, però, la sua esperienza milanese non fu delle migliori, forse anche a causa della sua età avanzata. Tanti infortuni e pochi spunti di quel grande giocatore visto per anni nell’Arsenal. Restava comunque un’ottima alternativa ad un centrocampo che vedeva titolari Cambiasso e Stankovic.

Per Solari una parentesi speciale. Arrivato all’Inter nell’anno in cui Moratti svaligió i Blancos non incise come i suoi tre compagni (Figo, Cambiasso e Samuel) ma offrì sicuramente un’alternativa dall’alto tasso tecnico.

Infine Muntari: il centrocampista ghanese tra il 2008 e 2011 è entrato più volte dalla panchina risultando decisivo e soprattutto uomo di sostanza li in mezzo che male non fa mai… Peccato per il suo tutt’altro che felice addio all’Inter in particolare per quel bacio alla maglia del Milan in un derby di qualche tempo fa.

Crespo e Cruz stats Inter

L’attacco a tre è un trio di argentini: Crespo, Cruz e Lautaro Martinez. Partendo dall’ultimo nome El Toro non può non esserci in questa classifica. C’erano tante aspettative su di lui ma nessuno si sarebbe mai aspettato un impatto del genere in Serie A. Se consideriamo che lo scorso anno era pure panchinaro… INCREDIBILE.

Gli altri due “punteri” argentini sono legati particolarmente a Milano e alla sponda interista. Entrambi arrivati all’Inter in un periodo poco proficuo per Moratti e soprattutto scarso di trofei con Mancini hanno entrambi trovato nuovi stimoli pur rimanendo sempre fuori dagli undici di partenza. 20 goal in 63 presenza per Hernan Crespo e 49 goal in 130 presenze (pochissime da titolare) per El Jardinero Julio Cruz.

Crespo riuscì, nonostante il suo passato rossonero, ad entrare nei cuori dei tifosi milanesi con le sue giocate da attaccante puro. Mentre Cruz ogni volta che si alzava dalla panchina per andarsi a scaldare nel cuore di ognuno di noi lasciava un brivido.

Eravamo già pronti ad esultare perché “ogni volta che entra Cruz segna” (Vedi derby col Milan o partite con la Juve). Difficile immaginare questi due attaccanti rilegati in panchina ma a leggere i nomi dei titolari di quegli anni si capisce subito il motivo: Ibrahimovic e Adriano

Insomma un undici che oggi, età permettendo, non sfigurerebbe di fronte a nessuna squadra e potrebbe forse, e dico forse, lottare per lo scudetto. La maggior parte di questi giocatori, in particolare i più “vecchietti”, si sono innamorati di Milano e dell’Inter pur giocando relativamente poco e tutti noi ci auguriamo che questa formazione sia di buon auspicio per il futuro dell’attaccante che oggi indossa la 10. Che ci pensi due volte prima di lasciare San Siro perché non serve, guardando i nomi dei giocatori sopra, giocare tutte le partite o vincere qualcosa per essere ricordato o amato dai tifosi interisti.

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