Jeddah 2019: se sbottano Gattuso e Giampaolo…non abbiamo risolto nulla

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Gattuso conferenza stampa

L’onestà prima di tutto: la Juve è più forte di tutti. Ma così non si può andare avanti…

Giampaolo: quel rigore non le dò nemmeno se viene giù Gesù Cristo

Va bene, non alimentare polemiche; meglio togliersi vecchie dietrologie; non facciamo di tutta un’erba un fascio. Siamo tutti d’accordo. Però l’oggettiva discriminazione inizia a dare fastidio. E si badi bene non è un alibi.

Dopo Juve-Samp 2-1, Giampaolo dichiara apertamente che il rigore concesso con l’ausilio del Var, non si può dare, mai e poi mai. E che se la Juventus per una volta pareggia non c’è nulla di male. Assolutamente è  vero: quel rigore non esiste nella maniera più assoluta. Ma puoi guardare mille e mille telecamere e non lo dai. Giusto, invece, annullare il goal di Saponara per posizione di fuorigioco.

Gattuso: se non vai a vedere il Var, allora…

Ieri sera, dopo la sconfitta in Supercoppa Italiana, Gattuso, che non ha mai commentato nemmeno l’errore abnorme dell’arbitro di Arsenal-Milan, sbotta e dice: se non vai nemmeno a vederla al Var (come dire) così non va. E anche qui ha ragione.

La partita di ieri è stata di una noia assurda. Questo grande insieme di campioni-schiacciasassi non si vede in campo. Il Milan fa il Frosinone (altro non può fare) e cerca il contropiede.

Ma l’arbitro non  usa il VAR quando può e deve farlo. Il mani in area di Zapata, che può essere rigore o non rigore, andava visto. Giusto rivedere il fallo di Kessiè, per carità ingenuo, ed espellere il giocatore. Ma il fallo di Matuidi di poco dopo, ignorato totalmente. E il fallo di Emre Can su Conti? Nemmeno quello preso in considerazione.

Gattuso non è uomo da alibi esterni, Più volte, in stile molto comico, ha detto, quando il Milan perdeva, siamo dei cretini o siamo stati ingenui o non siamo pronti a certe sfide.

E ieri, dopo questa finale di Supercoppa (peraltro inutile, dato che la vincitrice già deteneva meritatamente entrambe le competizioni), è sbottato pure lui.

Uno,due, tre…basta

E a sto punto, i beoni da tastiera, gli snocciolatori di record e statistiche, i superbi, orgogliosi dovrebbero rendersi conto che forse, tanto per cambiare, il limite s’è raggiunto. Gattuso, poi con i controlli VAR non ha particolare fortuna (chi dimentica Suso in Benevento-Milan?). Certo, qualcuno dirà che in Milan-Lazio (2-0) Cutrone segna di mano e l’arbitro nemmeno la vede. Ma non c’è dubbio, tutto quello che volete.

Il punto è che da Jeddah si esce con la sensazione che qualcosa non va. La sudditanza psicologica degli arbitri davanti alla Juve è qualcosa da cui loro stessi devono scrollarsi le spalle. La sensazione è che ci sia la paura di fischiare, controllare e dirigere le sfide con i bianconeri.

Lo fa intendere Romagnoli: “Se vado a protestare, vengo ammonito“. Quindi, come si fa a togliere questa disparità, di cui oggettivamente la Juve non ha colpe?

Le altre partite di Coppa Italia

La settimana appena passata ci sono state una serie di partite di Coppa Italia. La sensazione è quella che queste partite, con tanti di ausilio del VAR, sia state giocate con estrema serenità e spettacolarità. Controllo dei fuorigioco con il VAR, goal annullato o concesso. Minuti di attesa. Confronto tramite auricolare. E gioco. Sistema perfetto, da pallavolo, quasi. Con tanto di 6 o 7 minuti di recupero da giocare.

Ieri, Jeddah 2019

Perché ieri la partita non è andata così? Cosa bastava, nulla. Vai a vedere due episodi in area di rigore. Gli giudichi e poi si continua a giocare. Magari finiva 2-1 o sempre 1-0 oppure 3-0 per la Juve. È vero che la Juve per giocatori, difensori e qualità è notevolmente più forte. Pressa di più, tira di più, crea di più. Quindi è più facile che si procuri episodi in area o altro. Ci sta. Accade la stessa cosa contro il Barcellona, il Real, il PSG, il Bayern Monaco, ecc…

Ma l’arbitro, con ostinazione, non l’ha fatto e adesso ci si lascia dietro la solita prolungata scia di polemiche.

La questione Juve

Nessuno pensa che la Juventus davvero influenzi i risultati. Il sistema cupola and co. è passato. Non c’è dubbio. L’errore marchiano è degli arbitri. Che sono uomini e possono sbagliare, ma devono aprirsi al confronto con i giocatori. Se cinque giocatori ti chiedono di andare a rivedere un episodio, tu fallo. Poi lo giudichi come vuoi. Ma fallo. Questa è l’unica strada per uscire dal tunnel delle solite cose.

Non è vero che poi ci si attacca al resto. Il resto non c’è.

Juventus-Milan: due universi inavvicinabili

Il Milan è inferiore; in confusione societaria; senza una direzione progettistica. Il Diavolo ormai è uno gnomo maligno che tenta di sfoderare ancora la sua tremenda lancia. Fra infortuni e il blocco UEFA, Gattuso più di così non può fare. Il Milan oggi questo è. Limitato, grintoso, forse un po’ dispersivo. Ci vorrà tempo, per ricostruire una società e una logica vincente. Gattuso non è un perdente. Sta facendo i miracoli (con due soli centrocampisti e due punte, ma chi davvero farebbe meglio???).

La Juventus di Allegri è impenetrabile, cinica e potente fisicamente. Loro hanno due fasce presidiate da Alex Sandro e Cancelo. Il Milan da Rodriguez e Calabria. Insomma, con tutto il rispetto, non è la stessa cosa. Lo sanno anche quelli che a calcio non giocano che i valori sono differenti.

Onore, sempre e comunque ai vincitori. Al fuoriclasse Ronaldo. A una difesa d’acciaio. 

Però, lo chiedono i tifosi agli arbitri, usatela sto maledetto VAR. Poi le partite finiscono come devono finire. La formula a eliminazione diretta è qualcosa di eccitante e godevole. Nulla da dire. Ma, questa sudditanza, questa paura, questa incertezza vanno tolte mentalmente dalle giacchette colorate.

Così sarebbe più bello anche per chi vince. L’avversario è bello batterlo, in un duello che arriva fino alla fine. Ad armi pari. Grandi contro piccoli e piccoli contro grandi. Proprio com’è accaduto nei recentissimi Mondiali, dove il VAR è stato usata sempre. Sopratutto quando andava usato.

Vedrete che nè Gattuso, nè Giampaolo, nè il prossimo che sarà, sbotterà più.

Grazie

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