Lipsia: l’ascesa – la Red Bull e il marketing

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Immagine di dominio pubblico

Rbl calcio e Tayler Adams nella storia

Si potrebbe già considerare una missione compiuta questa, come lo sarebbe stata per l’Atalanta, se avesse superato il PSG. Il Redbull Lipsia arriva fra le prime quattro privilegiate d’Europa. Lo fa con Julian Nagelsmann, coach dopo l’avvicendamento con Ralph Rangnick, che sta guidando da due anni il sassoni.

Ricapitoliamo cos’è successo in Champions League e poi la storia dei tedeschi.

Il percorso del Red Bull Lipsia in Champions League

Mentre alla prima partecipazione si fermano ai gironi di qualificazione bloccati dal Porto e dal Monaco, alla seconda il Red Bull Lipsia parte alla grande. Nel girone G se la gioca con Zenit San Pietroburgo, Benfica e Olympique Lione. I risultati sono questi:

  • Benfica – Lipsia: 1-2
  • Lipsia – Lione: 0-2
  • Lipsia – Zenit: 2-1
  • Zenit – Lipsia: 0-2
  • Lipsia – Benfica: 2-2
  • Lione – Lipsia: 2-2

La qualificazione agli ottavi porta alla doppia sfida contro il Tottenham (ex finalista l’edizione prima e vice-campione sconfitto). Partiti svantaggiati, i tedeschi vincono per 0-1 in casa degli inglesi con il neo acquisto del Chelsea Timo Werner. Al ritorno allo stadio Zentralstadion di Lipsia la sfida termina per 3-0 con le reti di Forsberg e Sabitzer (doppietta).

E poi è tutta storia di queste ore. Atletico Madrid – Red Bull Lipsia 1-2.

Red Bulla Lipsia – Atletico Madrid 2-1

Sfavoriti per la tradizione vincente del “cholo” Simeone (due finali di Champions perse e un campionato di Liga vinto più 2 Europa League e 2 Supercoppe Europee), i sassoni non hanno avuto paura del confronto.

Subito hanno giocato alla pari, e ha trovato il vantaggio con Dani Olmo (uomo di mercato nel mirino del Milan) di testa, su cross di Sabitzer. Poi ha resistito alla reazione veemente dei ragazzi di Madrid, che hanno trovato il meritato pareggio su un episodio da rigore netto. Joao Felix, gioiellino da 105 milioni si invola in area e penetra nel cuore dei tedeschi. Bloccato prima di concludere a rete con una scivolata rude, lo stesso realizza dagli 11 metri il pari.

Ma, i tedeschi non si abbattono e ripartendo in contropiede trovano il colpaccio finale: 2-1. È Angelino che dalla sinistra si invola. Intuizione geniale del laterale che, anziché servire sulla linea di passaggio i due attaccanti in linea, alza gli occhi e vede arrivare libero Tayler Adams. Lo statunitense calcia al limite e favorito dalla deviazione calcia a colpo sicuro. Oblak battuto e goal definitivo. 

La grande impresa del Lipsia in Bundesliga: il marketing

Nel 2016 il Friburgo e Lipsia presero dunque il posto delle uscenti Stoccarda e Hannover. Se per i  primi è stato un ritorno di lusso nella competizione nazionale più importanti, per i secondi è stato il caso proprio di parlare di impresa calcistica. Il classico aggettivo, tuttavia, non basta a caratterizzare la riuscita dei sassoni. Serve anche parlare di marketing, anzi nella fattispecie di “content marketing “, perché dietro c’è la Redbull di Dietrich Mateschitz. L’uomo già protagonista della Formula uno s’è deciso a virare i suoi investimenti verso l’azienda-calcio.

Le gesta del Lipsia sono ancora più risonanti, se si tiene conto che nel 2009, ossia solo sette anni fa i sassoni militavano nel campionato dilettante. Se si calcola il tempo di ascesa, siamo davanti a una scalata trionfale.

Red Bull Salisburgo Calcio: la divisione fra i tifosi

Ma il presidente dell’energy drink più famoso al mondo ha già un’altra squadra: l’austriaca Salisburgo, da cui proviene il ragazzo prodigio Haland. Gli austriaci sono al settimo campionato consecutivo vinto e vorrebbero alzare l’asticella anche in Europa. Qui oltre a immediate eliminazioni in Champions e sporadiche qualificazioni in Europa League, gli austriaci non sono mai andati.

Certo da quando la Redbull ha investito la squadra ha vinto 7 campionati e ha modificato radicalmente il concetto di squadra e tifosi. Rebranding di bandiere, magliette e colori sociali, con tanto di rabbia dei tifosi che non hanno accettato l’acquisizione.

Cosi accade che alcuni tifosi proseguono con il tifare la squadra pluricampione, mentre gli altri a sorpresa fondano l’Austria Salzburg nel 2005/06. Questi ultimi dai colori sociali bianco e viola, cioè quelli tradizionali, militano ancora nelle categorie regionali dei campionati austriaci.

RasenBallsport Leipzig e i tifosi

Come il nostro Chievo dei miracoli, targato Del Neri o come il Sassuolo di fabbrica Di Francesco, più di metà Germania dovrebbe congratularsi e simpatizzare per la neopromossa, ma c’è una cosa che i tifosi tedeschi non accettano del club lipsiano: una squadra artificiale nata senza tradizione e per volontà commerciali. Infatti molte tifoserie teutoniche si sono unite e sono pronte a una battaglia a suon di cori e insulti nei confronti della squadra sponsorizzata dal celebre toro rosso. Paradosso del paradosso persino i suoi seguaci non la amano e non approvano l’operazione di mercato del magnate austriaco.

Storia del Red Bull Lipsia

Nata nel 2009 con il nome di RasenBallsport Leipzig, il Lipsia in realtà è una fusione o meglio il recupero di un club dilettantistico, il SSV Markranstadt, che è stato scelto dal colosso austriaco dopo una lunga fase di sondaggi e calcoli fatti fra i club più imponenti della Germania orientale. Oltre a questa squadra, il Toro Rosso s’è appropriato di quattro squadre del settore giovanile del FC Sachsen. Da qui in poi, nonostante la forte opposizione dei tifosi sassoni, l’RB Lipsia ha iniziato la sua scalata dalla quinta divisione alla Bundesliga.

Nel 2009-2010 vince la Regionalliga, nel 2012-13 è promosso in 3 Liga, nel 2013 mette piede in Zweite Liga e quest’anno è giunto in Bundesliga. Un cammino incredibile, fatto di marketing, progettazione e forza economica.

Nel primo anno di Bundesliga i sassoni arrivarono al secondo posto, realizzando il primo record. L’anno dopo arrivano ai preliminari di Europa League, mentre in Champions vengono retrocessi alle fasi di qualificazione. Così al primo anno di Europa League giungono ai quarti e perdono contro lo Zenit di San Pietroburgo.

Il terzo anno arrivano di nuovo sul podio in Germania, poi fanno la finale di Coppa di Germania contro il Bayern di Monaco, ma perdono. Tris secco di Coman e doppietta di Lewandowski.

In zona Europa League si fermano alla fase a gironi. Ed è quindi quest’anno, nell’anno del lockdown, che fanno il loro più grande percorso in Champions League. Anzi realizzano la storia, arrivando al loro punto europeo più alto!

Red Bull Lipsia: il tetto ingaggi del club

Ora, che è giunta al suo massimo vertice, la formazione lipsiana e in particolare il suo presidente, poco amato dai sostenitori, perché quasi mai presente allo stadio, promette grandi ambizioni per l’anno che verrà.

Nel frattempo ad oggi la squadra si presenta ai ranghi della Bundesliga con un organico che rispetto all’anno precedente vede fra le sue fila il talento Werner dallo Stoccarda, ma che può contare su uomini di qualità come Youssuf Puolsen, attaccante ventiduenne danese che ha segnato nove goal l’anno precedente. C’è poi il giovanissimo fratello di Khedira, Rani Khedira, altro ventiduenne dal talento simile a quello dello juventino e la stellina Emil Forsberg, con otto reti e sette assist nella stagione passata.

Il mercato in entrata sembra bloccato dalla ferrea volontà della proprietà di mantenere un tetto ingaggi piuttosto basso: non più di 3 milioni all’anno. Questo è il diktat sebbene non manchino soldi liquidi nelle mani del patron.

Al giorno d’oggi, tuttavia, i giocatori oltre che costare per il loro cartellino, incidono sul bilancio per il loro stipendio. Non bastano i milioni che la Red Bull può investire per convincere nomi internazionali altisonanti o meno. Così lo juventino Lemina stenta a trasferirsi al Lipsia, sebbene da più parti l’accordo ci sia e lo stesso svizzero Embolo ha rifiutato l’offerta sassone per preferire il ben più accreditato Manchester United.

Ora vedremo, se con gli uomini a disposizione, l’allenatore Ralph Hasenhuttl riuscirà a proseguire la scalata del Lipsia al calcio tedesco o se l’ambizione dei proprietari austriaci dovrà fermarsi di fronte alle dinamiche del calciomercato che conta e la squadra non sarà rinforzata a sufficienza per competere nella massima serie.

Intanto, in un articolo 10 giugno 2016 Udineseblog riporta che secondo Alfredo Pedullà, noto esperto di calciomercato: “La Red Bull vuole entrare anche nel calcio italiano. E nelle ultime ore ha manifestato un interesse concreto nei riguardi dell’Udinese“.

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