Maxim Tsigalko, eroe dei due mondi

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Inauguriamo la rubrica “Football Manager Legends”, appuntamento in cui ripercorriamo la storia degli eroi del celebre gioco manageriale. Non potevamo che partire dal più amato: Maxim Tsigalko.

Correva l’autunno 2001, ci apprestavamo di lì a pochi mesi allo storico passaggio dalla lira all’euro, internet viaggiava ancora a 56kb ed cominciavano a spuntare i primi forum, tra una partita alla Play (la 1 per un po’ tutti, la 2 per i più fortunati).

Nel mondo del calcio italiano, eravamo ancora nell’epoca delle “sette sorelle”: la Roma, neoscudettata, aveva appena prelevato Cassano dal Bari, la Juve si apprestava a partire col “Lippi-bis”, senza Zidane e con Buffon, Thuram e Nedved in più, il Milan era quello di Terim e l’Inter quella che qualche mese più tardi, subì la “tragedia” del 5 maggio.

Con questi presupposti, cominciava anche il mondo virtuale di Championship Manager 2001-2002, antenato degli attuali Football Manager, e ritenuto dai più il gioco manageriale più bello della storia, tant’è che diversi allenatori virtuali, tuttora giocano a quel fantastico gioco, a distanza di quasi 20 anni.

Tra i tanti fenomeni di quell’edizione, di cui vi parleremo a più riprese, spicca un nome. Quel nome, rimasto negli annali, corrisponde a quello di Maxim Tsigalko.

Maxim Tsigalko, autentica macchina da gol

Maxim Tsigalko, in quell’edizione del gioco, militava nella Dinamo Minsk ed aveva appena 18 anni. Prelevabile per pochi milioni (di lire), ovunque andava a giocare, faceva le fortune di qualsiasi allenatore. Media gol pazzesca, con i gol che quasi sempre superavano le presenze, facendo innamorare tutti delle sue qualità balistiche. A quel punto, tutti si facevano la stessa domanda: com’è Tsigalko nella realtà?

Tsigalko? No, Cyhalka

In realtà, il Tsigalko tanto amato da tutti noi, si chiama Cyhalka ed è nato un anno dopo rispetto a quanto dichiarato dal gioco, ovvero nel 1983.

Tsigalko (noi lo chiameremo sempre così), ha un fratello gemello di nome Yuri, portiere, protagonista anche lui di CM, nell’edizione 2003-2004.

Tsigalko comincia la carriera nella Dinamo Juni-Minsk, realizzando 17 reti in 24 presenze con l’allora società satellite della Dinamo Minsk, con il quale esordirà nell’estate del 2001.

Tsigalko veste la maglia della Dinamo fino al 2006, totalizzando 53 presenze e 24 reti.

Nel frattempo, esordisce prima con la nazionale Under21 (11 presenze e 3 reti), con la nazionale maggiore bielorussa, dove realizza un gol in due presenze.

Nel corso della stagione 2005-2006 subisce un grave infortunio e nell’estate 2006 lascia la Dinamo Misk per accasarsi al Naftan, altra compagine bielorussa dove totalizza 24 presenze e 3 reti nella stagione 2006-2007.

Nell’estate del 2007 lascia la Bielorussia e vola in Kazakistan, per vestire la maglia del Qaysar, dove totalizza 7 reti. Nell’estate del 2008 si trasferisce in Armenia ed esordisce in Coppa Uefa con la maglia del Banants, prima di trovare in patria e vestire la maglia del Mahileu. Qui, l’ultimo atto della giovane carriera di Tsigalko, che dopo 4 presenze e 2 reti, annuncia il ritiro nel 2009 a soli 26 anni, a causa dei postumi del grave infortunio riportato tre anni prima.

Una giovane e modesta carriera nella realtà, una carriera lunga e leggendaria nel magico mondo di Scudetto.

Noi, preferiamo ricordare la seconda, a modo nostro.

 

 

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