Milan: l’anno 2019 è stato l’ennesimo reset, è ora di svoltare

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Per il Milan, quest’anno 2019 è stato l’ennesimo reset, sia a livello societario, che di organico. E’ ora di ripartire, altrimenti può diventare troppo tardi

Per il Milan l’anno 2019 che sta per volgere al termine ha visto il Milan sulle montagne russe. Sfiorata la qualificazione Champions grazie ad un vero miracolo da parte di Gattuso, la dirigenza, ha “giustamente” pensato di offrire il benservito a Ringhio in favore di Mister Giampaolo. Mai scelta fu più azzardata e più sbagliata. Grazie infatti a questo cambio di rotta al timone, ecco che oggi, ormai a metà stagione, ci troviamo ad affrontare un campionato quasi senza più il minimo obbiettivo che non sia quello di mantenere un minimo di dignità. Dovere assoluto visto il blasone della società e la storia che rappresentiamo. Ah, Giampaolo non c’è più, al suo posto, ora, Pioli. Giusto per far capire la bontà e la chiarezza di idee che aleggiano attualmente ai piani alti societari.

Il Milan e l’anno 2019: la linea “giovani” non paga affatto

Al termine della scorsa stagione, a Maggio, il Milan ha scelto di optare per una linea “verde” per quanto riguarda l’ingaggio e lo schieramento dei giocatori. Una scelta azzardata, valutata all’epoca e certificata oggi. La posizione in classifica non mente, certi giocatori sono allo “sbando” per quanto riguarda il comportamento e, di conseguenza, con le prestazioni.

Questo tipo di approccio andrebbe bene per una cosiddetta piccola oppure se si arrivasse da un periodo di vittorie. Insomma, va fatta quando puoi permettertelo e quando, soprattutto, hai in rosa quei tre o quattro elementi di esperienza pronti a fare da leader per le nuove leve. Dal momento che noi non rientriamo in nessuna di queste situazioni, mi viene subito da dire: “perchè questa scelta”? Semplice, non c’erano soldi e possibilità per fare niente di diverso. Peccato, perchè così facendo si continua ad abbassare l’appeal del team e soprattutto il suo valore, ormai in picchiata da anni. La memoria e i ricordi non bastano più oltre ad essere fastidiosi, non si vive nel passato, ma casomai nel presente e, soprattutto, si deve guardare al futuro.

Gattuso aveva capito tutto

Artefice di una stagione ben oltre le aspettative, soprattutto con la rosa a disposizione, il buon vecchio Ringhio aveva già capito tutto. Imporre calcio e gioco con questo gruppo e affacciarsi al mercato estivo con poche idee e confuse, non era proprio la strategia adatta a questa società, sopratutto visto il periodo di “vacche magre” che da anni ci perseguitava e continua, tutt’ora, a farlo.

Da qui il gioco di Gattuso. Maglie strette, difesa ben chiusa e via con le ripartenze e i cambi di gioco. Ecco perchè, sia Calhanoglu che Suso con lui rendevano almeno al minimo sindacale, mentre quest’anno, liberi di pensare e di agire, non sanno assolutamente cosa fare. Difficile fare gol e di conseguenza punti, se i tuoi due esterni dormono e non sanno fare assist, inserirsi, saltare l’uomo e, soprattutto fare questi benedetti gol. Siamo oggi nelle mani di giocatori mediocri dal carattere sottilissimo. Un’assurdità da cui pare non se ne uscirà mai.

La prova che l’annata sarebbe disastrosa la si è avuta già dalla prima giornata di campionato, all’esordio di Giampaolo, in cui la squadra sembrava un gruppo di “scapoli & ammogliati” alla prima uscita aziendale. Da far sanguinare gli occhi, anche per chi, come me, segue il Milan da ormai più di 30 anni e ne ha viste di cotte e di crude, sia nei picchi di gloria che di pena. D’altronde, affidare la squadra a un uomo che ha fallito ovunque come “il Maestro” e che alle prime pressioni tende a scappare ( vedi Brescia ), beh, è stata forse la peggior scelta da 10 anni a questa parte. Maldini l’ha difesa a spada tratta e sarà probabilmente lui a fine stagione, a pagarne giustamente le conseguenze. Inutile girarci attorno, ma il deficit creato nei primi due mesi è ormai incolmabile a livello di classifica e di valore di mercato.

Milan, l’anno 2019 si chiude col botto: arriva (ritorna) Ibra

Dopo quasi otto anni, Ibrahimovic ha scelto di tornare a casa. Al Milan. 

Quanto ci sia di utile a livello tecnico lo capiremo solamente vedendo in che condizioni si trova il giocatore. Certo, dopo quasi due mesi di inattitività e arrivando da un campionato non proprio competitivo, le aspettative sono basse. Sono molto alte, invece, quelle a livello di spogliatoio. Da sempre, infatti, giocatori di carattere, carisma e abituati a certi traguardi sono sempre utili in mezzo ad un branco di pulcini. “Schiaffoni e calci nel sedere” spero possano partire a raffica, forse, in questo modo, questo “branco di scappati di casa” capirà davvero come comportarsi e quanto impegnarsi quando si veste una casacca pesante come quella rossonera.

Capisco anche gli scettici riguardo a questa manovra. Io per primo penso che in campo non risolverà tutti i mali, ma è anche vero che un leader serviva e serve tutt’ora. Motivo per cui, Zlatan, rappresenta meglio di tutti l’ultimo baluardo di un Milan che fu vincente e che sicuramente saprà fungere da faro e da chioccia per chi le potenzialità le ha, ma non sa come tirarle fuori, soprattutto a livello caratteriale.

Quello che il 2020 ci riserverà non ci è dato saperlo, chiedo solamente e mi auguro che si possa trovare una certa serenità e un gruppo coeso. Voglioso e bramante di apprendere, crescere e portare rispetto per la società e per quei tifosi che, nonostante tutto, continuano in decine di migliaia a supportare i nostri colori. Il Milan si merita il meglio possibile, almeno a livello di serietà e di impegno. Vedremo se da Gennaio questo verrà mantenuto.

Ora testa bassa e lavorare, zero scuse, zero menate social e soprattutto zero paura. Siamo il Milan, dobbiamo rialzarci e dobbiamo farlo il più in fretta possibile!

Continuate a seguirci anche in questo periodo di feste ragazzi, siamo sempre aggiornati per voi e continueremo a lavorare per non farvi perdere nemmeno una notizia sul nostro amato Milan. A presto rossoneri! Godetevi le vacanze, che tra poco si riparte! Forza Milan, sempre!

 

 

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