Motogp: dopo Motegi si parla solo del futuro!

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Podio Motegi 2019 foto ANSA

Motegi: il dominio della Honda e del suo “fantino” da record

Ad alimentare, invece, i dibattiti da bar ci sono il Vale con la sua caduta e il Dovi in rimonta che non mancano mai nel dividere il pubblico. Ottima la perseveranza di Quartararo che inizia a mettere d’accordo tutti nel tracciare il profilo dell’avversario del futuro.

Non amo fare pagelle e imbastire le valutazioni di ogni pilota alla singola gara disputata perché la giornata storta può capitare a chiunque, quindi mi limiterò a tracciare una sorta di profilo di ogni protagonista provando ad unire il percorso fatto fin qui e le aspettative per il futuro.

Valentino Rossi Montegi

Mi tolgo subito il pensiero e parto proprio dal Dottore. Su Vale ne sono state scritte e dette così tante che oramai qualsiasi affermazione risulterebbe banale. Evitando di nascondermi dietro alla mia dichiarata fede motociclistica, voglio però ribadire ancora una volta che non tutto è perduto.

Prendiamo ad esempio la questione del frenare con due dita. Per me questo tipo di approccio dimostra due cose fondamentali: la prima che nonostante i 40 anni e l’onorata carriera il pesarese ha ancora voglia di sperimentare, di provare, di reagire e questo non può che essere apprezzato.

Dall’altra la voglia di spiegare come si sente sulla moto e come intende gestire le varie problematiche che lo affliggono ci ricorda come abbiamo fatto ad innamorarci così tanto di un ragazzetto dall’accento strano e dall’insaziabile sete di sfida. A Motegi è vero è caduto, ma mi piace pensare che per legge dei grandi numeri sarà una caduta in meno l’anno prossimo quando si ripartirà da zero e magari la manualità per la nuova frenata che non stressa troppo la leva sarà diventata una consuetudine.

Yamaha a Montegi

Non posso che collegarmi a quanto appena scritto su Valentino per auspicare in un rilancio anche da parte della scuderia bianco blu. Dopo aver visto trionfare in casa propria la Honda, da sempre rivale diretta, voglio sperare che si possa accendere una sorta di orgoglio da derby capace di rimandare la resa dei conti proprio al prossimo campionato. Se fosse stato soltanto Rossi a lamentarsi avrei potuto pensare ad una scusa (in perfetto stile Biaggi per intenderci), ma vedere anche Vinales avere una resa cosi altalenante mi ha dato tanti spunti su cui riflettere.

Fabio Quartararao a Montegi

Sempre per rimanere in vena di collegamenti, a cavallo di una Yamaha, sposterei i riflettori su colui che ad oggi può essere indubbiamente considerato uno dei rivali più accreditati di Marc Marquez. Quartararo, il giovane rokie ha fatto vedere di che pasta è fatto e probabilmente avrà costretto a mangiarsi le mani il numero uno del team Petronas che per quest’anno ha scelto di investire su un pacchetto tecnico con svariate limitazioni, convito probabilmente che per il giovane talento (concedetemi la precisazione) italo-francese potesse bastare. Ecco l’anno prossimo vogliamo vedere qualcosa in più in grado di far preoccupare chi si adagia sulla sella delle moto del team ufficiale.

Maverik Vinales

La frecciatina precedente era ovviamente indirizzata a lui. Reduce dal quarto posto di Motegi e da tanti altri piazzamenti di tutto rispetto lo spagnolo non riesce del tutto a convincermi. Diciamo che se avessi un’unica fiches non so se riuscirei a puntarla su di lui. La guida è grintosa, ma sembra ancora troppo maldestra. Forse manca un po’ di consapevolezza e la smania di fare il risultato macchia le sue prestazioni.

Andrea Dovizioso

Ha sempre la sua da dire e non si tira mai indietro. La Ducati a tratti sembra offrirgli gli spunti gisti per affondare il colpo, ma questo non basta. Anche il secondo posto nella classifica mondiale, oramai più che consolidato, non sembra appagare il pilota romagnolo che probabilmente si sente letteralmente tra due fuochi: l’ardere del talento di Marquez e il peso di rilevare quella parte di tifo tricolore che con Rossi sofferente si vede costretto a guardarsi intorno. Per l’anno prossimo le aspettative restano pertanto altissime con la voglia di vedere una maggior sintonia con la moto sin dalle prime battute.

Marc Marquez

Nonostante non sia affatto un piazzamento che gli appartenga, in questa piccola raccolta di considerazioni lo metto per ultimo. La vittoria dell’ottavo titolo e la voglia di vincere ancora ci dimostrano per l’ennesima volta la tenacia e la caparbietà de Cabroncito. L’anno prossimo resta è lui l’uomo da battere in sella alla solita Honda da sfidare per guidabilità e prestazioni… e chissà mai che al suo fianco non si ritrovi una qualche sorpresa!?!

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