Serie D: ecco le regole per allenamenti, trasferte e partite

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Serie D riforma

Le regole per il calcio dilettantistico

Esperto di SARS-CoV-2

Andiamo a scoprire quali strette e ferree regole dovranno seguire le società e i giocatori. Basilare, come ha spiegato la FIGC, dentro alla società una figura che si occupi di situazioni Covid e che sappia cosa fare in tutti i casi (misurazione febbre, allestimento spazi e tenere un registro delle presenze). In più si occuperà di revisionare la disposizione degli spazi (se il distanziamento non è garantito, valutare anche l’uso di barriera anti-respiro) arredi, attrezzature, percorsi, cartellonistica informativa e relativi all’impianto sportivo.

Ricordiamo che gli spazi di uso, soprattutto quelli chiusi, sono da tenere sotto stretto controllo in base alle linee guida dei vari DPCM. In breve:

  • l’impianto deve essere sempre areato (senza uso della funzione ricircolo dell’aria)
  • staff, dirigenti, giocatori e altre persone in tribuna o panchina con le giuste distanze
  • il pubblico, come indicato più avanti, è previsto per un massimo di 1000 persone (200 al chiuso) e 140 per lo staff squadra
  • docce consentite con giusto distanziamento, dispenser presenti nei lavabi e per i tempo necessario

Le disposizioni valgono anche per il beach soccer e il calcio femminile.

Disposizioni Covid generali per atleti, allenatori e persone dello staff:

  • ogni atleta deve presentare l’autocertificazione e il certificato di idoneità sportiva agonistica/ non agonistica
  • utilizzare sistemi online o da remoto per raccolta documenti
  • test sierologici per atleti su scala nazionale
  • misurazione della temperatura corporea prima di entrare nel centro a giocatori e staff
  • chi avrà più di 37,5° dovrà tornare a casa e consultare il medico di base
  • potranno fare attività agonistica solo le persone che negli ultimi tre giorni non hanno avuto sintomi di febbre, tosse e difficoltà respiratorie
  • comunicare se si è stati in contatto con positivi e rientrare solo dopo il permesso del medico societario
  • comunicare se si sentono sintomi influenzali durante l’allenamento o all’ingresso del centro sportivo
  • impegnarsi a evitare assembramenti e a osservare le giuste distanze e usare i DPI
  • rispettare la quarantena e tornare ad allenarsi solo in caso di completa guarigione
  • ogni società dovrà avere con sé un termoscanner

Obblighi del medico o delegato al protocollo o dirigente

La figura del medico o delegato al protocollo o il dirigente responsabile (in collaborazione con un medico di riferimento) avranno più compiti, fra cui:

  • acquisire le autocertificazioni
  • raccogliere i certificati per attività sportiva
  • mantenere il registro delle presenze per 14 giorni
  • collaborare a valutare le situazioni con il gestore degli spazi affinché sia tutelata la salute degli operatori sportivi

Protocollo durante gli allenamenti e le partite

  • gli accompagnatori non devono entrare nelle zone di allenamento o panchine
  • gli accompagnatori di minori non devono entrare nelle zone di allenamento
  • potranno entrare solo i minori con autocertificazione
  • in caso di disabilità l’accompagnatore non può accedere al campo di allenamento, ma all’ingresso
  • prima di cominciare ci saranno punti di accoglienza (con distanze di un metro) per sportivi e atleti
  • verranno consegnate le autocertificazioni e segnata la presenza
  • se un atleta manifesta segni Covid dopo l’entrata, va isolato, chiamato un medico, fare un’indagine epidemiologica per rilevare i contatti e pianificare pulizia zona isolata
  • ognuno deve presentarsi con la mascherina e scarpe da utilizzare solo in campo (partita e allenamento)
  • oggetti personali riposti in zaini, casacche o borse chiuse
  • ogni atleta dovrà avere una borraccia personale 
  • uso di fazzoletti da riporre in contenitori personali
  • vietato sputare per terra e starnutire senza le adeguate forme corrette

In caso di infortunio

  • lo staff preposto si muoverà subito per verificare l’infortunio con DPI indosso e fornirli all’infortunato
  • se l’infortunio è debole, lo sportivo dovrà essere accompagnato nello spazio preposto di primo soccorso

Regole per le trasferte

  • allo stadio giocatori e staff con auto private e non pullman
  • se c’è necessità di usare un pullman: o si usa un mezzo igienizzato o si adottano le misure dei mezzi pubblici

Regole per le partite

  • ingresso squadre separati fra loro e così per la terna arbitrale
  • vietato bagnare i guanti con lo sputo del portiere 

Via libera all’attività sportiva

La Serie D ha ricevuto il benestare per la ripresa delle attività agonistiche a partire dalla prossima stagione. In realtà è bastato che il nuovo DPCM sul contrasto al Covid-19 autorizzasse allenamenti di gruppo e tornei dilettantistici, come del resto la LND, Lega Nazionale Dilettanti, aveva già intuito in precedenza. Ovviamente ogni manifestazione sportiva dovrà seguire alla lettera tutte le precauzioni del caso, ovvero il distanziamento di almeno 1 metro, l’uso di mascherine e la sanificazione.

Elemento che però ha destato una certa sorpresa è che pure il pubblico potrà tornare a seguire le partite. Il limite consentito alla presenza di persone è di 1000 unità all’aperto, mentre sarà di 200 in strutture al coperto. Le tifoserie potranno dunque tornare a supportare i propri beniamini, in attesa che la situazione possa finalmente tornare alla normalità.

4 retrocessioni per ogni girone: i club si uniscono per protestare. Intanto si parla della riforma

Serie D: situazione e riforma – Il caos che regna negli ultimi mesi non ha risparmiato nemmeno chi ha già visto concludersi la propria stagione calcistica. In Serie D, infatti, ben 31 club si sono uniti per protestare contro la retrocessione “a tavolino” delle ultime quattro in classifica (al momento dello stop) di ognuno dei nove gironi. La dura decisione è stata confermata dal Consiglio Federale che si è tenuto l’8 giugno. Parallelamente, inizia il dibattito che riguarda l’annunciata riforma della categoria per gli anni a venire. Ma andiamo con ordine.

Serie D: le decisioni del Consiglio Federale

Prima di parlare della riforma della Serie D e degli altri campionati, è necessario fare un punto della situazione. Lunedì 9 giugno 2020, si è tenuta la riunione del Consiglio Federale della FIGC che, oltre a definire alcuni punti spinosi per le categorie dei professionisti, si è espresso in merito alla situazione della Serie D. La quarta serie era già stata definitivamente sospesa nelle settimane precedenti e, attraverso il Consiglio di ieri, sono state ufficializzate le promozioni e le retrocessioni. Dunque, nessun playoff e nessuno scontro salvezza, si tiene conto solo della classifica al momento dello stop.

Le prime di ogni girone sono state promosse in Lega Pro. Quindi grande festa per il Palermo ma non solo: passano anche Lucchese, Pro Sesto, Campodarsego, Mantova, Grosseto, Matelica, Turris e Bitonto.

Ma veniamo alla parte critica. Le ultime quattro di ogni girone sono retrocesse in Eccellenza, si tratta di 36 squadre: Fezzanese, Vado, Verbania, Ligorna, Levico Terme, Milano City, Dro Alto Garda Calcio, Inveruno, Vigasio, Tamai, San Luigi, Villafranca, Ciliverghe, Alfonsine, Savignanese, Pomezia, Bastia, Ponsacco, Tuttocuoio, Sangiustese, Avezzano, Chieti, Jesina, Città di Anagni Calcio, Pro Calcio Tor Sapienza, Academy Ladispoli, Calcio Budoni, Grumentum Val D’Agri, Nardò, Francavilla, Agropoli, Corigliano, Marsala, San Tommaso, Palmese. Resta da sciogliere il nodo che riguarda la quartultima del girone D: il Crema ha un punto in meno rispetto alla Sammaurese, che però ha giocato una partita in più.

Il comitato “Salviamoci” si oppone alle retrocessioni “a tavolino”

Già prima della conferma ufficiale delle 36 retrocessioni a tavolino, 31 squadre della Serie D si erano unite per protestare attraverso il comitato “Salviamoci”. Il motivo della contestazione era chiaro: l’impedimento di giocarsi la salvezza sul campo. Dopo la riunione di ieri, che ha sancito la retrocessione in Eccellenza per diverse squadre, molti club del comitato hanno dichiarato che faranno ricorso.

La riforma della Serie D

La riforma della Serie D e delle categorie “confinanti” è un argomento sempre attuale nel calcio italiano, dato che nel corso della loro storia, i campionati minori sono stati continuamente modificati e riformati.

Oggi, i campionati sono organizzati in questo modo:

PROFESSIONISTI: Serie A (20 squadre) Serie B (20 squadre) e Lega Pro (60 squadre suddivise in 3 gironi);

DILETTANTI: Serie D (166 squadre suddivise in 9 gironi) e le serie minori.

Quest’estate potrebbe arrivare l’ennesima riforma, ma, come già detto dal presidente della FIGC Gravina poche settimane fa, le eventuali modifiche entreranno in vigore soltanto dalla stagione 2021/2022. Ad oggi le opzioni più quotate, riprese dal sito Grossetosport.com, sono tre.

Prima di analizzare le diverse proposte, è opportuno capire la differenza tra campionati di calciatori professionisti e campionati di calciatori dilettanti. I punti chiave li puoi trovare qui.

1) La proposta di Gravina per la riforma di Serie A, Serie B, Lega Pro e Serie D

Il presidente della Figc vorrebbe ripristinare il concetto di “semiprofessionismo” e ridurre il numero delle squadre nei professionisti. La novità sta nella creazione della Serie C élite, più snella rispetto a quella attuale. La Serie D passerebbe Da 166 a 162 squadre.

Serie A a 20 squadre, B a 20, C élite a 20, C semipro a 60 e D a 162

PROFESSIONISMO (60 squadre)

SERIA A: 20 squadre, 3 retrocessioni in B

SERIE B: 20 squadre, 3 promozioni in A (2 posti per la prima e la seconda classificate e 1 posto per la vincitrice dei play-off), 3 retrocessioni in C Élite (l’ultima direttamente, le altre 2 attraverso i play-out).

SERIE C ÉLITE: 20 squadre, 3 promozioni in B, 3 retrocessioni in C semipro. Per formare tale categoria, le 20 squadre verrebbero prese dalla Serie C 2020-21.

SEMIPROFESSIONISMO (60 squadre)

SERIE C SEMIPROFESSIONISTICA: 60 squadre divise in 3 gironi da 20, 3 promozioni in C élite (1 per girone), 9 retrocessioni in D (3 per girone). Tale campionato verrebbe formato con le squadre non ammesse in C élite e dalle prime 9 di ogni girone di Serie D più altre 11 (per merito) del medesimo campionato 2020-21.

DILETTANTISMO (162 squadre)

SERIE D: 162 squadre suddivise in 9 gironi da 18, 9 promozioni in C semipro (1 per girone) e 4 retrocessioni in Eccellenza (4 per girone).

2) La proposta di Caiata

Caiata, presidente del Potenza, ha lanciato una nuova idea che è poi stata ripresa ed integrata da altri. Anche questa proposta prevede il ripristino del semiprofessionismo. Si basa poi sull’allargamento della Serie B che si comporrebbe da 2 gironi da 20 squadre. Anche in questo caso, la Serie D passerebbe da 166 a 162 squadre.

Serie A a 20 squadre, B a 40, C semipro a 60 e D a 162

PROFESSIONISMO (60 squadre)

SERIA A: 20 squadre, 3 retrocessioni in B

SERIE B: 40 squadre divise in 2 gironi da 20, 3 promozioni in A (2 posti per le vincitrici dei gironi e 1 posto per la vincitrice dei play-off tra i due gironi), 6 retrocessioni in C (3 per girone, con le ultime dei gironi retrocesse direttamente e le altre tramite play-out). Le 20 nuove squadre verrebbero prese tra le migliori della Serie C.

SEMIPROFESSIONISMO (60 squadre)

SERIE C: 60 squadre suddivise in tre gironi da 20, 9 retrocessioni in D ovvero 3 per girone. Le 40 squadre verrebbero prese dalla Serie C, mentre le altre 20 dalla D (in pratica, le prime 2 dei nove gironi e 2 aggiuntive). Introduzione del semiprofessionismo.

DILETTANTISMO (162 squadre)

SERIE D: 162 squadre suddivise in 9 gironi da 18, con 9 promozioni in Serie C (cioè le vincitrici di ogni girone) e 36 retrocessioni in Eccellenza (ovvero 4 per girone con le ultime 2 retrocesse direttamente e le altre 2 tramite play-out).

3) Il modello iberico

La terza e ultima proposta si rifà al modello dei campionati spagnoli. Ciò comporterebbe una riduzione drastica dei professionisti e il conseguente aumento dei campionati per dilettanti. Anche in questo caso, la Serie D rimarrebbe quasi uguale ad adesso, passando da 166 a 162 squadre.

Serie A a 20 squadre, B a 20, C dilettantistica a 60 e D a 162

PROFESSIONISMO (40 squadre)

SERIA A: 20 squadre, 3 retrocessioni in B

SERIE B: 20 squadre, 3 promozioni in A (2 posti per la prima e la seconda classificate e 1 posto per la vincitrice dei play-off), 3 retrocessioni in C dilettantistica.

DILETTANTISMO (222 squadre)

SERIE C: 60 squadre suddivise in 3 gironi da 20 (3 promosse in B, ovvero le vincitrici dei rispettivi gironi, 9 retrocesse in D, cioè 3 per girone).

SERIE D: 162 squadre suddivise in 9 gironi da 18 squadre (9 promosse in C, ovvero le vincitrici dei vari gironi e 36 retrocesse in Eccellenza, cioè quattro per girone).

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