Theo-crazia: eguagliato Serginho, Maldera all’orizzonte

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Theo Hernandez: i numeri del terzino del Milan

Numeri da capogiro per il giovane rossonero alla corte di Pioli. Valutazione già più che raddoppiata dall’inizio dell’anno e tifosi definitivamente conquistati.

Di solito, quando parliamo di goleador, facciamo sempre riferimento agli attaccanti. Coloro che danzando sulla linea del fuorigioco o muovendosi in area tra le maglie avversarie cercano la via della porta.

Oggi tuttavia facciamo un’eccezione: parliamo di un terzino. Eh sì, perché quello che sta combinando Theo Hernandez alla sua prima stagione in maglia rossonera è sicuramente qualcosa di formidabile.

Milan vs Udinese: Theo Hernandez 2-2

Anche ieri l’ex Real Madrid ha siglato il momentaneo 2-1 per i ragazzi di Pioli grazie ad un gol da cineteca. Minuto 71: il Milan, dopo aver trovato il pareggio con Rebic, spinge per il sorpasso. Calcio d’angolo dalla destra, Bennacer sul pallone. Palla in mezzo messa fuori di testa da Okaka e…BOOM! Sberla al volo di mancino di Theo da fuori area che batte Musso sul palo lungo. E poi via a scivolare sull’erba di San Siro sotto la Sud.

Oltre al gol ecco inoltre la solita prestazione di grande sostanza in fase di possesso: una spina nel fianco ogni volta che punta il difensore o che tenta la fuga sulla fascia. Ma questa (e sembra strano poterlo dire) è ormai una dolce abitudine.

Noi vi avevamo già parlato di lui e delle sue doti calcistiche, ora, dopo il 3-2 di Milan-Udinese, concentriamoci sulla stirpe dei terzini dal goal facile del Milan.

I Terzini goleador del Milan

Con la rete contro l’Udinese, il marsigliese raggiunge quota 6 gol stagionali: 5 in campionato e uno in Coppa Italia. Senza dimenticare i due assists. Numeri che ad oggi lo rendono non solo il difensore più prolifico della Serie A, ma addirittura l’attuale capocannoniere stagionale del Milan, seguito da Piatek a quota 5 (di cui 3 su rigore). Fa impressione pensare che tali numeri siano stati raggiunti al 19 di Gennaio, con un girone di ritorno quasi intero da disputare…

Con la sigla di ieri Hernandez ha eguagliato Serginho, che proprio come lui nel 2002/2003 siglò sei reti nel corso di una stagione che noi tutti tifosi rossoneri ricordiamo con gioia per come terminò.

A differenza di Theo però, “Evinrude” (così come lo soprannominò Pellegatti) ebbe a disposizione una competizione in più, ovvero la tanto cara Champions League in cui segnò una rete contro il Bayern Monaco.

Eguagliato il brasiliano, nel mirino di Hernandez non può che esserci a questo punto il record detenuto da Aldo Maldera.

Il “cavallo” siglò ben 13 reti (9 in campionato, 3 in coppa Italia e 1 in Coppa UEFA) durante la stagione 1978/1979, altra annata di dolci ricordi per i tifosi casciavit dal momento che con la vittoria del campionato la squadra ottenne la stella.

Se dunque il primato di Maldera sembra essere ancora lontano, rappresenta comunque un traguardo alla portata per un giocatore che ci ha abituati a rendersi pericoloso in ogni sua sgaloppata palla al piede.

E intanto, Maldini e Boban non possono che godersi un pupillo acquistato tra lo sdegno generale (“ma se fosse così forte il Real se lo lascerebbe scappare così?”) grazie a un singolo colloquio estivo sotto il sole di Ibiza.

Conti-Theo: accoppiata terzini 2020

Potremmo chiederci a questo punto se Andrea Conti, terzino destro della formazione di Pioli, possa fare la stessa cosa dall’altro lato del campo. Diciamo anzitutto che, oggettivamente, non sembra poter avere (per caratteristiche) lo stesso impatto avuto invece da Hernandez. Per corsa, per fisicità, per controllo e per tiro. Nonostante ciò tutti ci ricordiamo il ragazzo che, alla corte di Gasperini, fu in grado di iscriversi al tabellino per ben 8 volte fornendo la bellezza di 5 assists nell’annata 2016/2017.

Va detto che all’Atalanta ricopriva un ruolo più offensivo: esterno in 343, il che forse lo portava più volte a potersi inserire più facilmente, soprattutto quando a dover crossare toccava a Spinazzola dall’altro lato del campo.

Al di là di questo, ci auguriamo tutti che il lecchese possa in primis risolvere le sue amnesie in fase difensiva e che la fase realizzativa rappresenti un problema secondario.

Insomma nessuno tra noi, tifosi rossoneri, avrebbe potuto immaginare un impatto del genere da parte del treno di Marsiglia. Sarà forse la mediocrità generale degli ultimi anni o sarà la brutta fine che hanno fatto tutti i terzini sinistri comprati dal Milan nel post Jankulovski: nell’ordine ricordiamo Taiwo, Didac Vila, Mesbah, Antonini, Constant, Armero, Antonelli, Vangioni, Rodriguez…

Il suo arrivo ha rappresentato una svolta, qualcosa che a San Siro non si vedeva da tanto almeno in quella posizione di campo: la capacità di saper gestire la palla e di prendere iniziativa senza che il tifoso tra sé e sé possa pensare “ma dove vai, passa sto pallone”.

La speranza comune è dunque che Theo non rappresenti a breve “merce da plusvalenza”, ma che anzi possa essere uno dei pilastri su cui possa basare la rinascita di una squadra che ha tremendamente bisogno di tutto ciò che Hernandez pare abbia portato con sé da Madrid a Milano: passione, “garra” e mentalità vincente.

Perché in fondo, noi tifosi, apprezziamo anche questo: la spensieratezza di un ragazzo che non ha paura di prendersi responsabilità sul rettangolo di gioco creando calcio. Se poi fossero tutti bravi come lui nel farlo, saremmo tutti più felici.

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